Nasce a Pantelleria un polo didattico dedicato ai beni culturali ed archeologici

La sede sarà in un immobile di contrada ''Bukkuram''

10 giugno 2003
Nell'isola di Pantelleria sarà attivato un polo didattico dedicato ai beni culturali ed archeologici per la formazione universitaria e post universitaria.

L'indirizzo sarà a vocazione tematica preistorica e protostorica mediterranea.

La sede sarà in un immobile di contrada "Bukkuram", concesso in comodato d'uso alla soprintendenza con delibera della commissione straordinaria del comune.

L'isola di Pantelleria, al centro del Canale di Sicilia, è, dopo Malta, la più grande delle isole che circondano la Sicilia. Posta nel cuore del Mediterraneo, a 110 km dalla Sicilia e a 70 dalla Tunisia, l'isola fu sin dall'antichità terra di conquista per molti popoli.
L'antica Cossyra accolse i Fenici, i Cartaginesi, per i quali costituì un importante scalo fino al 217 a.C., i Romani, gli Arabi, dai quali fu liberata nel 1123; seguì poi le sorti della Sicilia.
Durante l'ultima guerra fu anche bombardata dagli anglo-americani che vi sbarcarono l'11 giugno del 1943. A circa 3 km dal paese, sulle cuddie rosse (crateri vulcanici spenti) si trovano inoltre le vestigia dell'antico centro preistorico di Mursia e i sesi, strutture funerarie di un popolo ignoto dell'età neolitica. 

La "perla nera" del mediterraneo (così chiamata perché di origine vulcanica) si estende per circa 83 km e si presenta con una singolare conformazione a crateri, culminante nell'antica cavità vulcanica della Montagna Grande (836 m).
L'ultimo sisma, di natura sottomarina, risale al 1891; tuttavia si verificano ancora diversi fenomeni vulcanici: le buvire, o pozzi di acqua salmastra con temperature fino a 70 °C; le favare, getti di vapore acqueo a circa 100 °C; le grotte naturali con emanazioni di vapori dette bagni asciutti o stufe.
Stagliata sull'intenso blu del mare, la montagna è interamente ricoperta di  boschi sempre verdi composti in gran parte da pino marittimo (in dialetto zappinu) e da pino d'Aleppo (in dialetto pantesco deda). Scendendo a valle si trova la tipica macchia mediterranea ricca di arbusti: tipici del luogo sono l'erica, detta scappucino, il cisto e il fico d'india.

In primavera la macchia pantesca si arricchisce del giallo delle ginestre, del rosso del "corallo di terra" e dei colori delle bouganvillee.
Attorniata da altri 24 coni craterici, detti cuddi, la Montagna Grande domina tutta l'isola. Caratteristico di questo paesaggio, a circa 6 km dal centro, è il Bagno dell'Acqua, un laghetto costiero all'interno di un cratere spento, alimentato da calde correnti sotterranee.
Paesaggio naturale e paesaggio urbano si fondono in perfetta armonia tra l'azzurro intenso del mare e il verde dei profumatissimi e coloratissimi arbusti.
I dammusi, abitazioni tipiche di Pantelleria, sono cubi dalle spesse pareti in pietra lavica e ricoperti da cupole sinuose ed orientaleggianti che servono a raccogliere l'acqua piovana e a mantenere una temperatura gradevole all'interno.

Il periplo dell'isola, in barca o via terra, offre spettacolari vedute.
Dalla cima della Montagna Grande, nelle giornate di perfetta visibilità, si possono scorgere le coste africane e quelle della Sicilia. Lungo i 50 km di costa si aprono, invece, deliziose e pacifiche calette dalle acque cristalline ricche di pesci e grotte accessibili solo dal mare.
Gran parte del territorio è poi ricoperto da vigneti, da cui si ricava il rinomato Passito di Pantelleria. E ancora uliveti e cappereti. Pantelleria è famosa, infatti, per la sua produzione di capperi dall'aroma intenso e penetrante.

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10 giugno 2003

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