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... Pasqua con chi vuoi ma a casa. Sempre meno italiani possono permettersi di passare ''fuori'' le vacanze pasquali

26 marzo 2005

Mentre le spese importanti crescono vertiginosamente e i portafogli degli italiani rimangono sempre più vuoti, a farne le spese sono le vacanze, che diventano sempre più simili a un "optional" per pochi.
Gli italiani in vacanza durante le festività pasquali saranno circa 7 milioni e mezzo con una flessione rispetto allo scorso anno, quando a chiudersi la porta di casa alle spalle per qualche giorno "fuori" a Pasqua erano stati 8,1 milioni di persone.
Sono questi i numeri previsti dalla Federalberghi che ha intervistato telefonicamente poco meno di quattromila italiani rappresentativi di oltre 47 milioni di nostri connazionali maggiorenni.

Fra coloro che si metteranno in viaggio cresce la voglia d'estero e cala quella per le mete italiane: quest'anno l'83% resterà dentro il Belpaese contro l'87% dell'anno scorso, mentre il 17% li varcherà i confini, con un 5% di incremento rispetto alla Pasqua 2004.
Chi ha deciso di rimanere entro i confini italici, sceglierà il mare: 39% delle preferenze contro il 34% dell'anno scorso, nonostante la festività cada "bassa" rispetto al 2004; tiene bene però anche la montagna, scelta dal 31% contro il 30% della Pasqua di un anno fa.
Stabile la posizione di chi opterà per le località d'arte maggiori e minori (11% rispetto al 10% del 2004), mentre arretrano i laghi e le terme.
 
Il mare sarà scelto in maggioranza anche per chi andrà all'estero: addirittura il 43%, rispetto al 36% di un anno fa tra chi sceglie mete straniere, andrà in località di mare preferendo soprattutto le aree del dollaro, in considerazione del deprezzamento della moneta statunitense.
Tengono le grandi capitali europee che attireranno il 37% della domanda, una percentuale invariata rispetto alla Pasqua scorsa.
In testa alle classifiche dei luoghi di pernottamento c'è ancora l'albergo, anche se cede qualche punto rispetto ad un anno fa: 37% delle preferenze contro il 39%. Clamoroso il successo quest'anno della soluzione più economica, perché quando c'è crisi c'è per tutti (certo, per chi di più, per chi di meno): la casa dei parenti o degli amici svetta a quota 29% contro il 18% dell'anno scorso.
La casa di proprietà sarà scelta dal 20% degli italiani, mantenendo le posizioni di un anno fa, mentre comincia a perdere qualche colpo il settore degli agriturismi, dopo il boom degli scorsi anni: lo sceglierà il 3% quest'anno contro il 5% della Pasqua 2004.

Per quanto riguarda la quantità di denaro che gli italiani spenderanno, c'è da afre un commento a parte.
Aumentando le mete estere, infatti, aumenterà il budget che molti nostri connazionali stanzieranno per le vacanze di Pasqua: tra cibo, alloggio trasporti e svaghi la spesa media sarà di 266 euro contro i 230 dello scorso anno con un giro d'affari vicino ai 2 miliardi di euro.
Chi resterà in Patria spenderà in media 203 euro
(per un fatturato di 1,26 miliardi di euro con una diminuzione dell'8% rispetto all'anno scorso), mentre chi varcherà il confine spenderà in media 559 euro a persona per un esborso di 720 milioni di euro con un incremento addirittura del 50% rispetto ad un anno fa.
La durata media della vacanza comprende 4 notti passate fuori casa, in linea con il 2004.

"La prossima Pasqua - commenta il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca - sarà turisticamente deludente ed evidenzierà ancora una volta la spaccatura tra chi può permettersi un periodo di vacanze e chi no". Bocca avverte che "cominciano lentamente a diminuire anche coloro che hanno una abituale capacità di spesa turistica aprendo il settore ad un rischio di entrate economiche e di mantenimento dei livelli occupazionali che finora, grazie all'elasticità imprenditoriale delle gestioni familiari della gran parte delle imprese, eravamo riusciti a contenere". I dati di Pasqua, aggiunge, segnalano una "situazione di attenzione. Occorre varare subito la riforma dell'Enit (Ente nazionale per il turismo) per avviare politiche di promozione internazionale necessarie per un recupero accelerato di flussi dall'estero. Il turismo - conclude - ha capacita' incredibili di recupero e di adattamento, mettiamolo in condizione di dimostrare il suo spiccatissimo estro economico".

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26 marzo 2005
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