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Nel 2013 meno credito alle imprese edili siciliane

I giovani di Ance Sicilia chiedono un incontro all?Abi e alla Regione

28 gennaio 2014

I Giovani imprenditori di Ance Sicilia lanciano un appello all'Abi (Associazione bancaria italiana) e alla Regione affinché siano create condizioni per favorire l’erogazione del credito alle imprese del settore. Il presidente dei Giovani dell’Ance Sicilia, Angelo Turco, segnala, infatti, "una contrazione dei finanziamenti concessi dalle banche alle nostre attività e un peggioramento delle condizioni applicate, proprio nel momento in cui gli imprenditori hanno più bisogno di un maggiore sostegno".

La crisi che colpisce da anni il settore edile, secondo l’ultimo "Rapporto sull’economia siciliana del 2013" della Banca d’Italia, ha comportato nello scorso anno un calo dell’occupazione dell’8,7% nel campo delle costruzioni (-16,3% nel secondo trimestre), una riduzione del 23% delle ore lavorate e la cessazione di 1.961 imprese edili a fronte di 915 nuove iscrizioni: sono   45.335 quelle attive (-2,5% rispetto al 2012).
Il settore dei bandi pubblici ha subito una contrazione di circa il 30%, il mercato immobiliare privato una media di -20%: perdite di gran lunga superiori alla media del Mezzogiorno.

"La missione propria delle banche dovrebbe essere quella di sostenere chi con coraggio resiste e vuole continuare a fare impresa nell’Isola - osserva Turco -. Invece sempre la Banca d’Italia ci informa che, in questo scenario, nel 2013 la flessione dei prestiti bancari alle imprese edili in Sicilia è stata del 3% (-3,8% per quelle di piccole dimensioni), quando gli indebitamenti concessi alle pubbliche amministrazioni dell’Isola sono invece aumentati del 6,8%. Le banche ci hanno ridotto soprattutto gli anticipi su fatture e gli altri crediti autoliquidanti. Ne consegue - aggiunge il presidente dei Giovani imprenditori di Ance Sicilia - che lo scoraggiamento e la mancanza di fiducia hanno rallentato la domanda di credito da parte delle imprese e il peggioramento delle condizioni posti dalle banche: l’aumento dello spread applicato su crediti a medio termine ha portato la media dei tassi all’8,26%".

"Questi comportamenti - sottolinea Turco - contribuiscono agli stati di crisi aziendali. Nel settore edile, oggi hanno raggiunto il valore più elevato dall’inizio della crisi i nuovi finanziamenti andati in sofferenza (il 7,1%) e quelli di difficile restituzione (il 13,4%) portando le sofferenze totali al 44,1% dei prestiti in essere". I Giovani imprenditori di Ance Sicilia hanno chiesto un incontro alla delegazione regionale dell’Abi e al governo Crocetta perché "non è comprensibile - conclude Angelo Turco - come mai le banche da un lato finanzino le pubbliche amministrazioni prestando loro fiducia e dall’altro non si fidino della loro solvibilità negando alle imprese aggiudicatarie anticipazioni di fatture o di commesse pubbliche e investimenti per opere con finalità sociale come l’edilizia sovvenzionata e il social housing. Le banche devono tornare a credere in questo settore fondamentale per l’economia siciliana e la Regione deve contribuire ai rischi cui vanno incontro le aziende di credito".

[Informazioni tratte da ANSA, GdS.it, €conomiaSicilia.com]

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28 gennaio 2014
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