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Nel paniere italiano dei consumi...

Nel "paniere Istat" entrano le sigarette elettroniche, le capsule caffé e lo yogurt probiotico

05 febbraio 2014

La sigaretta elettronica e relative ricariche, il caffé in cialde o capsule, i sacchetti ecologici per la raccolta della frazione umida dei rifiuti e l'abbonamento al quotidiano online sono tra i beni entrati nel nuovo paniere Istat per il calcolo dell'inflazione. Lo comunica l'istituto di statistica nazionale. Escono invece dal paniere le spese per la riparazione del televisore o del computer, mentre lo yogurt biologico e il tailleur vengono sostituiti rispettivamente dallo yougurt probiotico e da un più generico abito da donna.

Tra le nuove entrate figurano inoltre la macchina per il caffé in cialde, il formaggio spalmabile in confezione, la fotocamera 'large sensor' e il 'notebook ibrido'. Tra le nuove voci che articolano in più categorie prodotti già presenti nel paniere figurano il 'latte fresco alta qualità', il 'latte a lunga conservazione alta digeribilità', i costumi da piscina e i pantaloni per i bambini, il test di gravidanza, lo pneumatico termico, la vaccinazione di animali domestici, il parcheggio di auto a lunga sosta e lo spazzolino elettrico.

Nel 2014 il paniere consta di 1.447 prodotti (1.429 l'anno precedente), raggruppati in 614 posizioni rappresentative (603 nel 2013), che compongono il paniere utilizzato per gli indici dei prezzi al consumo Nic (intera collettività nazionale) e Foi (famiglie di operai e impiegati). Il paniere 2014 per l'Ipca (indice armonizzato europeo) comprende 1.463 prodotti (1.451 nel 2013), aggregati in 619 posizioni rappresentative (608 nel 2013).
Per quanto riguarda le variazioni nella struttura di ponderazione dell'indice Nic, tra il 2013 e il 2014, l'aumento più elevato in termini assoluti è quello relativo alla divisione di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,45) che risente sia dell'accresciuta importanza relativa ("effetto spesa") di questo raggruppamento di prodotti, sia dell'"effetto rivalutazione". Incrementi si registrano poi per i pesi degli Altri beni e servizi, dei Servizi sanitari e spese per la salute, dei Servizi ricettivi e di ristorazione. Perdono invece peso la divisione Trasporti (-0,75%), per la flessione della relativa quota di spesa registrata e per un andamento dei prezzi inferiore alle inflazione. Un sensibile calo si registra anche per il peso di Abbigliamento e calzature (-0,36%).

Considerando la struttura di ponderazione per tipologia di consumo, nel 2014 i pesi relativi alle due principali componenti subiscono lievi variazioni: i beni scendono dal 55,9% al 54,7% mentre i servizi passano dal 44,1% al 45,3%.
Nel 2014 la base territoriale della rilevazione è costituita da 80 comuni (19 capoluoghi di regione e 61 capoluoghi di provincia), che concorrono al calcolo degli indici per tutte le posizioni rappresentative incluse nel paniere, e da 11 comuni capoluogo di provincia che partecipano al calcolo degli indici per un sottoinsieme del paniere riferito alle tariffe locali (fornitura acqua, raccolta rifiuti, raccolta acque reflue, gas, trasporti urbani, taxi, trasferimento proprietà auto, mense scolastiche, nido d'infanzia comunale, ecc.) e ad alcuni servizi locali (operaio edile, partite di calcio, cinema, spettacoli teatrali, istruzione secondaria superiore, mense universitarie, ecc.). [AGI]

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05 febbraio 2014
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