Nel tanto discusso ''pacchetto sicurezza'' anche un severo giro di vite contro i patrimoni mafiosi

16 ottobre 2007

Colpire i patrimoni della mafia in Italia e nei paesi europei e aiutare concretamente gli imprenditori che denunciano il pizzo: il governo vuole usare la mano pesante contro le cosche ma anche schierarsi accanto a chi vuole sottrarsi alla loro pressione.
Sono i punti fondamentali del disegno di legge messo a punto dal Ministero della Giustizia che il consiglio dei ministri si appresta ad approvare per arrivare nel giro di un anno alla creazione di un testo unico delle misure di prevenzione contro la criminalità organizzata.
Lo schema del ddl - che sarà sottoposto all'esame di Palazzo Chigi martedì prossimo con gli altri provvedimenti del ''pacchetto sicurezza'' - è il frutto di un tavolo comune con i ministeri Interno e Difesa e con la Procura Nazionale Antimafia, e tiene conto di tutti gli elaborati relativi alle misure antimafia, anche della Commissione Parlamentare.

Il sequestro dei beni potrà riguardare società ed enti - diversi dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali, dagli altri enti pubblici non economici o dagli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale - sospettati, sulla base di elementi concreti, di essere finanziati, controllati o amministrati da persone o associazioni legate alla criminalità.
Lo stesso vale per società ed enti titolari di beni e risorse economiche di gran lunga superiori al reddito denunciato al fisco e all'attività economica svolta e che facciano presumere che siano il prodotto o il reimpiego dei soldi ottenuti dalle attività illecite. Nel ddl si stabilisce, tra l'altro, che le misure di prevenzione patrimoniali possano essere applicate a prescindere da quelle personali, anche nei confronti di persone morte, entro i cinque anni successivi al decesso.
Un capitolo è dedicato alla confisca dei beni: potrà essere disposta anche se i beni sono stati trasferiti o siano intestati ad altri in modo fittizio. Se la persona sottoposta, gli amministratori giudiziari o i loro coadiutori disperdono, nascondono o svalutano i loro beni o quelli della società o dell'ente per evitare il sequestro o la confisca, queste misure riguarderanno denaro o altri beni di importo equivalente.

Una delle principali novità consiste nella tutela e nel sostegno, attraverso adeguati interventi economici, l'imprenditore che denuncia il ''pizzo'' o infiltrazioni della criminalità. Il tribunale potrà disporre il controllo giudiziario per evitare cambiamenti di sede o ragione sociale, fusioni o trasformazioni. Prevista anche l'amministrazione giudiziaria fino ad un anno nominando nuovi amministratori.
La confisca dei beni riconducibili alla criminalità organizzata potrà essere disposta anche per proprietà individuate nei paesi dell'Unione Europea. Un intervento reso urgente dopo la strage di Duisburg che ha dimostrato quanto siano radicati all'estero gli interessi dei gruppi criminali, in particolare della 'ndrangheta.

''Siamo partiti dai sequestri di spazzole ai lavavetri e delle bombolette ai writers e stiamo arrivando al sequestro dei patrimoni criminali: mi pare che il governo stia compiendo un serio passo avanti - ha commentato Francesco Forgione, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia -. Valuteremo punto per punto come abbiamo cominciato a fare con il ministro dell'Interno Amato in commissione. Alcune delle indicazioni che circolano sono positive e sono contenute nella relazione sulla confisca dei beni che stiamo già discutendo''. [La Sicilia]

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16 ottobre 2007

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