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Nell'aula bunker di Bicocca...

Raffale Lombardo presente all'udienza del processo che lo vede imputato per reato elettorale

25 maggio 2012

È cominciata con la deposizione del pentito Gaetano D'Aquino nell'aula bunker di Bicocca a Catania, l'udienzza del processo davanti al Tribunale monocratico per reato elettorale al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.
Il collaboratore di giustizia, ex elemento di spicco del clan Cappello, non era collegato in videoconferenza, come era accaduto nella precedente udienza, ma è stato presente in aula.
Tra i banchi degli imputati, assieme ai suoi legali, il governatore Lombardo. L'accusa è rappresentata dai procuratori aggiunti Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro.

D'Aquino, riferendosi a dichiarazioni rese nella precedente udienza, ha riconosciuto di non essere stato sufficientemente preciso su alcuni episodi ricostruiti, ma ha spiegato che ciò è dovuto a "un periodo difficile" che sta passando dopo la morte di un fratello in un incidente stradale. "Sono stato - ha detto il pentito - un mostro in passato. Mi faccio schifo tutt'ora. In questo schifo ci sono stato 24 anni e cose ne so una miriade...".
Il collaboratore è tornato a parlare di episodi già ricostruiti nella precedente deposizione: come i contatti tra il commerciante Salvatore Vaccalluzzo, deceduto, che avrebbe ricevuto un sms in cui si chiedeva di appoggiare il Mpa. Vaccalluzzo gli avrebbe riferito che non aveva fiducia in Raffaele Lombardo e che incontrò due volte l'attuale senatore del Mpa Giovanni Pistorio per un posto di lavoro a sua figlia, che non ottenne.
D'Aquino ha aggiunto che un consigliere comunale, Alessandro Porto, gli promise che il suo contratto da precario in una cooperativa sarebbe diventato a tempo indeterminato, ma anche questa promessa non fu mantenuta. Anzi, per quello che risultò, fu assunto Lorenzo Pavone, della squadra di Picanello del clan Santapaola. Il pentito ha sostenuto di avere prodotto la lista di 120 persone che avrebbero votato per Pistorio, senza però specificare per quale elezioni, spiegando di "non avere mai votato".

Ieri, durante una pausa dell'udienza preliminare, parlando con i cronisti, il governatore ha affermato: "L'ipotesi di un ricorso al rito abbreviato? Ancora è prematuro, sono scelte e valutazioni che farò a tempo debito con i miei avvocati". "L'udienza preliminare è cominciata oggi - ha detto il governatore - e si potrà concludere con una richiesta di rinvio a giudizio, di non luogo a procedere, con il rinvio a giudizio o l'archiviazione, a meno che non si richieda il cosiddetto rito abbreviato e cioè una sorta di primo grado che viene affidato alla valutazione del gup".
Solo pochi giorni fa, il governatore, ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Regione siciliana (LEGGI). "In Sicilia si voterà il 28 e 29 ottobre", ha annunciato, "mi dimetto il 28 luglio". E ancora: "Annuncio le mie dimissioni per fare chiarezza. Ho concordato le date con gli alleati già da un mese e mezzo. Confermo, sottolineo e sottoscrivo tre volte con firma autenticata che non mi ricandiderò".

[Informazioni tratte da Ansa, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

- La serenità di Lombardo, il silenzio del boss (Guidasicilia.it, 16/05/12)

 

 

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25 maggio 2012
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