Nessun blocco da parte dei Forconi

Troppo alta la tensione, troppo rischiosa la protesta: solo presìdi pacifici e volantinaggio

09 dicembre 2013

Niente blocchi selvaggi, ma presidi pacifici in tutta l'Isola dopo lo stop alle manifestazioni imposto dalle prefetture. La temuta protesta dei Forconi sta causando per ora solo disagi limitati. La minaccia dei giorni scorsi di bloccare tutte le strade principali dell'Isola ha mobilitato in fretta le prefetture, che hanno vietato le manifestazioni.

Ad allertare le forze dell’ordine, anche alcuni segnali inquietanti che nei giorni scorsi hanno aumentato la preoccupazione. All'ingresso di un consorzio di autotrasportatori della Fita-Cna a Campobello di Licata, nell'Agrigentino, ad esempio, su un avviso era scritto: "Viva la mafia, viva i forconi! Questa è la rivoluzione che farà libera la Sicilia. Attaccheremo lo Stato!". Nel cartello c'era scritto "di non fare uscire i mezzi nel giorno della rivoluzione perché vi pesteremo a sangue fino a farvi morire". Intimidazione che ha portato il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Gianpiero D'Alia a chiedere al ministro dell'Interno Angelino Alfano di intervenire "prima che la situazione diventi fuori controllo per individuare e punire duramente quanti pensano di trasformare una manifestazione di autotrasportatori in un'azione di sabotaggio dello Stato e di recrudescenza mafiosa".

A Palermo, dunque, la Prefettura ha firmato un'ordinanza che vieta i presidi nei punti strategici della città. Così hanno fatto anche i prefetti di Catania, Ragusa, Siracusa e Messina.
Prima della decisione pacifica, i movimenti avevano annunciato la volontà di continuare la loro battaglia ad ogni costo. "Lo sciopero non sarà revocato. Noi lo attueremo. Sono rispettoso delle istituzioni ma ci chiedono di fare le manifestazioni come fanno quelli della Cgil, Cisl e Uil. Purtroppo per noi è una manifestazione vera, non finta, quindi non possiamo adeguarci. Siamo disponibili a farci arrestare". Queste le parole del leader dei Forconi Mariano Ferro. Che ha aggiunto, rispondendo alle domande dei giornalisti: "Potrei dire che siamo disponibili a farci arrestare, che qualche migliaio di persone potrebbero darsi fuoco mettendo la benzina davanti alle Prefetture. Stiamo riflettendo sul da farsi". Insomma, prima del serene si è raggiunto il vero delirio.

Comunque, dopo lo stop del ministero dell'Interno il movimento ha deciso di manifestare lo stesso ma con presidi pacifici e volantinaggi. Gruppi i Forconi stamattina sono presenti a Palermo, in via Ernesto Basile e in piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione, e poi a Siracusa, Ragusa, Agrigento, nel Trapanese a Mazara del Vallo, Castelvetrano, Santa Ninfa, Alcamo, Castellammare del Golfo e nel Messinese a Milazzo.
In quello che negli anni scorsi è stata la sede simbolo della protesta del movimento degli autotrasportatori, il casello di San Gregorio dell'autostrada A18 Messina-Catania, non c'è stata paralisi: un picchetto di una decina di manifestanti ha trascorso la notte sul posto e ha effettuato soltanto un volantinaggio. La zona è presidiata da ieri sera dalle forze dell'ordine. La questura di Catania ha accolto la richiesta del movimento dei Forconi e ha autorizzato manifestazioni e incontri in piazza Università.

Un disagio, per quanto limitato, i Forconi lo hanno comunque creato. Infatti, l'annuncio dei possibili blocchi ha scatenato la corsa ai rifornimenti nelle città siciliane: nei giorni scorsi distributori di carburante e supermercati sono stati presi d'assalto, nel ricordo della paralisi avvenuta due anni fa con lo stop degli autotrasportatori, che si associarono alla protesta dei Forconi lasciando l'Isola a secco per giorni. Ma proprio gli autotrasportatori dei due maggiori sindacati siciliani, l'Aias e Forza d'urto, venerdì avevano annunciato che non avrebbero aderito alla nuova manifestazione, ridimensionando molto le conseguenze della protesta.

La protesta dei Forconi ha attecchito anche fuori dalla Sicilia. Soprannominata "Fermiamo l'Italia", la protesta si è scatenata a Udine, a Pordenone, a Parma, a Napoli, a Genova, a Milano. Le manifestazioni per la giornata di oggi, lunedì 9 dicembre, saranno a Orbassano all'interporto, ad Asti i presidi si terranno in Piazza Alfieri, Piazza Primo Maggio e Corso Savona, a Torino presidi e cortei da Porta Palazzo a Piazza Castello. Saranno organizzati presidi anche a Vercelli, Lodi, Piacenza, Ferrara, Imperia, Bordighera, Reggio Emilia, Viareggio, Grosseto, Pesaro, Macerata, Teramo, Roma con presidio permanente in piazza dei Partigiani, Bari, Cerignola, Andria, Cosenza. Disagi potrebbero esserci anche agli snodi ferroviari, portuali e autostradali di Reggio Calabria e Messina. Fuori dalla protesta è la Sardegna, dove il movimento dei pastori sardi prevede iniziative autonome. In tutto sono circa un centinaio i punti caldi attorno ai quali si dovrebbero radunare i forconi e le piccole galassie di malcontento antigoverno e antieuropa che li affiancano, come quella di parte degli allevatori contrari alle quote latte e degli imprenditori del Life.

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09 dicembre 2013

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