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Ogni ora muoiono 1200 bambini a causa della povertà... Dal Rapporto sullo sviluppo umano 2005

09 settembre 2005

Ogni ora muoiono 1200 bambini a causa della povertà. E' l'equivalente di tre Tsunami al mese, tutti i mesi.
Le 500 persone più ricche del Pianeta hanno un reddito totale superiore a quello dei 416 milioni più poveri.
Alcuni paesi più ricchi - tra cui l'Italia -, sono tra i donatori meno generosi di aiuti internazionali
.
Il Mondo è incamminato verso una prevedibile catastrofe in termini di sviluppo umano e il mancato rispetto della solenne promessa di lottare contro la povertà fatta dall'Onu nel 2000 si tradurrà in un gran numero di morti inutili.

Il Rapporto sullo sviluppo umano 2005 diffuso l'altro ieri dall'Undp (agenzia Onu per lo sviluppo), come ogni anno snocciola dati scandalosi sulle vittime della miseria, sulle disuguaglianze, sui paradossi che caratterizzano il nostro pianeta.
Dati che che servono come monito per i leader mondiali, che la prossima settimana si riuniranno al Palazzo di Vetro, stessa sede dove nel 2000 fu firmata la ''Dichiarazione del Millennio''. Quel testo conteneva precisi obiettivi di sviluppo fissati al 2015: ci si impegnava a dimezzare la povertà estrema, abbattere il numero di morti tra i bambini e fare in modo che tutti andassero a scuola.
Con l'andamento attuale, nel 2015 ci saranno ancora 827 milioni di persone in stato di povertà estrema.
Un panorama preoccupante quindi che, rimanendo invariato lo stato delle cose,  non migliora  in prospettiva.

Il Rapporto premia la Norvegia, per il quinto anno di seguito Primo Paese per livello di sviluppo umano (Oslo festeggia aumentando le donazioni all'Africa), e condanna il Niger al 177° e ultimo posto.
E' un Mondo di disuguaglianze quello fotografato dall'Undp, dove il 10% dei brasiliani, i più indigenti, sono più poveri dei poveri del Vietnam.
In tanta tragedia però, nel rapporto si può anche trovare qualcosa di positivo: 1,2 miliardi di persone in più dispongono di acqua potabile. Il Vietnam ha dimezzato la povertà di reddito dal 60% del '90 al 32% del 2000 e ha ridotto la mortalità infantile. Dimostrando, come l'Uganda o la Cina, che il progresso rapido è possibile.
Elementi positivi che subito vengono oscurati dagli indicatori di sviluppo di 18 Paesi che hanno una situazione peggiore rispetto al '90. Dodici sono nell'Africa sub-sahariana, distrutta dall'Aids. Gli altri 6 facevano parte dell'Urss.
Ciò significa che 460 milioni di persone stanno peggio rispetto al passato.
Per l'Undp gli ''Obiettivi del Millennio'' sono raggiungibili se si interviene su tre pilastri: aiuti, commercio e sicurezza.

Aiuti - Gli aiuti internazionali sono essenziali ma occorre riformare il sistema: per essere efficaci devono essere sufficienti, preventivabili e gestiti dai paesi riceventi, afferma il rapporto che denuncia negli aiuti vincolati uno dei ''peggiori abusi'' dell'assistenza. Il costo stimato degli aiuti vincolati (legati all'acquisto di beni e servizi dai Paesi donatori) è tra i 5 e i 7 miliardi di dollari l'anno. La somma di tutti gli aiuti ufficiali del 2003 è aumentata a 72 miliardi di dollari e l'Undp si rallegra dell'annuncio del G8 di aumentare gli aiuti di 50 miliardi di dollari.
Ma non basta. Oggi i paesi ricchi spendono lo 0,25% del Pil per gli aiuti ed il G8 include tre Paesi - Italia (0,17%),Usa (0,15%) e Giappone (0,20%) - che spendono per gli aiuti la quota minore del Pil. Il rapporto fa quindi un elenco di proposte.
La prima prevede di fissare un calendario per arrivare ad aiuti da parte dei Paesi ricchi pari allo 0,7% del Pil entro il 2015, allo 0,5% già nel 2010. Gli aiuti vincolati devono inoltre essere aboliti.

Commercio - Al pari degli aiuti, gli scambi commerciali possono avere un importante effetto catalizzatore per lo sviluppo, ma finora i negoziati dell'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) nell'ambito del Doha Round (il ciclo negoziale avviato nel 2001) non hanno portato a risultati apprezzabili. Il rapporto condanna quella che chiama una ''tassazione iniqua'', con i Paesi più poveri del mondo penalizzati dalle tariffe più alte nei Paesi ricchi, e l'influenza che i sussidi agricoli e il protezionismo dei Paesi industrializzati hanno sui Paesi poveri.
''I Paesi donatori spendono poco più di un miliardo di dollari all'anno per aiutare l'agricoltura dei Paesi in via di sviluppo e poco meno di un miliardo di dollari al giorno in sussidi all'agricoltura nazionale''', afferma l'Undp. Allo stesso tempo, Ue e Usa stanno ristrutturando i loro programmi di assistenza per limitare l'efficacia dei regolamenti Wto. Nei negoziati sui servizi, i Paesi ricchi vogliono creare opportunità di investimento per le aziende bancarie e assicurative, limitando però le possibilità per i paesi poveri di esportare nel settore del trasferimento temporaneo di manodopera.
''Un piccolo aumento di flussi di manodopera qualificata e non qualificata potrebbe generare annualmente oltre 150 miliardi di dollari, molto di più di quanto non possa fare la liberalizzazione in altri campi'', afferma l'Undp.

Sicurezza - Per gli autori del rapporto, anche i conflitti armati costituiscono un ostacolo maggiore alla lotta alla miseria. Il costo dei conflitti e della violenza in termini di mancato sviluppo è enorme.
Inoltre, lo sviluppo dei paesi poveri è la linea di fronte nella battaglia per la pace globale e la sicurezza collettiva, afferma il rapporto.


- Il Rapporto sullo sviluppo umano 2005

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09 settembre 2005
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