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No ai cibi provenienti da animali clonati

Per l'Europarlamento la clonazione ''costituisce una grave minaccia all'immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo''

04 settembre 2008

Con 622 voti favorevoli, 32 contrari e 25 astenuti, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita la Commissione Ue - a cui spetta tuttavia l'ultima parola -, a presentare proposte che mettono al bando, a scopi di approvvigionamento alimentare, la clonazione di animali, l'allevamento di animali clonati o della loro progenie e l'immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro prole. Stessa regola, si legge sul sito del Parlamento europeo, per l'importazione di animali clonati, della loro progenie, del seme e degli embrioni di animali clonati o della loro stirpe nonché per la carne e i prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dai loro discendenti.

Un parere che contraddice, dunque, la linea tenuta dagli Usa. In tale contesto, si precisa, occorrerà tenere conto delle raccomandazioni dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare e del Gruppo europeo per l'etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (Ege). L'Europarlamento, infatti, ritiene che la clonazione "costituisce una grave minaccia all'immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo" che si basa sulla qualità dei prodotti, sui principi ecocompatibili e sul rispetto di standard rigorosi di benessere degli animali. Sostiene inoltre che l'impatto della clonazione degli animali per scopi alimentari "non è ancora stato adeguatamente studiato". Ricorda inoltre che la clonazione "ridurrebbe significativamente la diversità genetica del patrimonio zootecnico, aumentando le probabilità che intere mandrie siano decimate da malattie alle quali sono suscettibili".

I deputati hanno poi sottolineato che i procedimenti di clonazione "mostrano bassi tassi di sopravvivenza per gli embrioni trasferiti e gli animali clonati", molti dei quali "muoiono precocemente per collasso cardiovascolare, immunodeficienze, insufficienza epatica, difficoltà respiratorie, disfunzioni renali e anomalie muscoloscheletriche". Hanno ricordato inoltre che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha osservato che i tassi di mortalità e di malattia dei cloni "sono più elevati rispetto a quelli degli animali concepiti per via sessuale, e che i disturbi e gli aborti in fase avanzata della gravidanza possono avere ripercussioni sulla salute delle madri in affitto". Infine hanno notato che il Gruppo europeo sull'etica "contesta la legittimità etica della clonazione di animali a scopi alimentari e ritiene che non vi siano argomentazioni convincenti che giustifichino la produzione alimentare ottenuta dai cloni e dalla loro progenie".
Ora l'ultima parola spetta alla Commissione europea. [Adnkronos Salute]

- «In Usa si mangia carne e latte di animali clonati» di E. Caretto

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04 settembre 2008
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