Nobel per la medicina al "padre" dei figli in provetta

Il Premio a Robert Edwards, pioniere nel campo della fecondazione in vitro, non è piaciuto al Vaticano

05 ottobre 2010

Robert Edwards ha meritato il Premio Nobel 2010 per la Fisiologia e la Medicina. Lo scienziato è pioniere nel campo della fecondazione in vitro. L'annuncio è stato dato ieri mattina al Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, durante una conferenza stampa trasmessa in diretta online sul sito internet NobelPrize.org.
Le ricerche e i risultati ottenuti dallo scienziato britannico hanno reso possibile trattare l'infertilità, un disturbo in crescita che affligge più del 10% delle coppie nel mondo.
Edwards è nato nel 1925 a Manchester ed è professore all'università di Cambridge. L'intuizione che gli è valsa il prestigioso riconoscimento risale agli anni '50: già allora il fisiologo pensava che la fecondazione in vitro potesse essere usata come trattamento per l'infertilità. Seguono anni di studi ed esperimenti, coronati dal successo il 25 luglio 1978 quando nasce la prima bimba 'figlia' della provetta. Louise è sana: è venuta alla luce con un cesareo, dopo una normale gravidanza di 9 mesi. Una pietra miliare nello sviluppo della medicina moderna.

Negli oltre trent'anni in cui la tecnica è stata usata, si calcola che la provetta abbia permesso a più di quattro milioni di individui di venire al mondo. Le ricerche di Edwards (e del suo collega Patrick Steptoe, morto nel 1988) scatenarono all'epoca una ridda di polemiche fra le chiese cristiane e i medici convinti che la fecondazione artificiale non avrebbe mai funzionato. "Avere un bambino è una delle gioie più grandi che si possa dare a una coppia", ripeteva sempre Edwards andando avanti nei suoi studi. Quando la fecondazione in vitro venne tolta dall'elenco delle cure rimborsabili dal servizio sanitario britannico, il medico espresse tutta la sua tristezza: "Ogni coppia dovrebbe avere la possibilità di concepire fino a tre figli con il contributo del servizio sanitario pubblico perché questa è la cosa più grande che si possa fare per un uomo e una donna che desiderino un figlio".
Plaude al premio la senatrice a vita e scienziata Rita Levi Montalcini, insignita del Nobel nel 1986: "Ritengo il suo lavoro scientifico di fondamentale importanza per il progresso della biomedicina, pertanto è ben meritato il riconoscimento del Premio Nobel. Milioni di bambini - ricorda Levi Montalcini - sono venuti al mondo da quando è stata messa a punto la tecnica della fecondazione artificiale studiata dal professor Edwards".

Ma la scelta fatta dal comitato per il Nobel non è piaciuta al Vaticano. "Non vorrei che il Nobel cancellasse i dubbi sul versante dell'etica", ha detto padre Gonzalo Miranda, docente di bioetica all'università Pontificia 'Regina Apostolorum' a Roma, che all'Adnkronos Salute ha spiegato che lo spreco di vite umane "equivale a una vera e propria uccisione". La fecondazione in vitro "lascia aperti molti dubbi, a partire dallo spreco di vite umane che si realizza con gli embrioni, spesso prodotti già in partenza con lo scopo di non far nascere bebè. Ecco perché, Edwards non meriterebbe certo il premio Nobel all'etica, semmai ce ne fosse uno".
''E' una nomina che ci sorprende", ha aggiunto mons. Jacques Suaudeau, della Pontificia accademia per la vita che ha sottolineato: "Normalmente questo riconoscimento viene dato a chi ha fatto compiere grandi passi avanti alla scienza, come la scoperta del Dna. In questo caso Edwards non ha fatto altro che applicare una tecnica che già esisteva all'uomo, e così facendo ha superato un limite etico''. Lo scienziato inglese ''ha superato un livello etico'', ha aggiunto mons. Suaudeau che ha commentato: "Siamo perciò sorpresi di questo riconoscimento". Quindi dalla Pontificia accademia per la vita hanno ricordato che se è vero che "con la fecondazione in vitro sono nati circa 3 milioni di bambini, si può tutelare la vita anche adottando figli. Bisogna poi considerare che ci sono l'80% degli embrioni che vengono distrutti, questo è il prezzo che si paga".
Una parziale retromarcia dalla Santa Sede sembra sia poi arrivata con mons. Ignacio Carrasco de Paula, presidente della Pontificia accademia per la vita, diffusa anche attraverso il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "La scelta di Edwards non mi sembra completamente fuori luogo; da una parte, rientra nella logica perseguita dal Comitato che assegna il Nobel - ha detto -, dall'altra lo scienziato britannico non è un personaggio che si possa sottovalutare: lui ha inaugurato un capitolo nuovo e importante nel campo della riproduzione umana, i cui risultati migliori stanno alla vista di tutti, a cominciare da Louise Brown la prima bambina nata dalla Fivet, ormai trentenne e a sua volta mamma - in modo assolutamente naturale - di un bambino". "Personalmente - ha aggiunto Carrasco de Paula - avrei votato altri candidati come McCullock e Till, scopritori delle cellule staminali, oppure Yamanaka, il primo a creare una cellula pluripotente indotta (iPS)".
Ma a stretto giro autorevoli fonti vaticane hanno affermato che "la dichiarazione di mons. Ignacio Carrasco, presidente della Pontificia accademia per la vita, va letta integralmente". Sottolineando come anche mons. Carrasco nella sua riflessione ribadisca le forti e motivate perplessità della Chiesa in merito alle tecniche di fecondazione artificiale. Infatti, ha detto anche Ignacio Carrasco de Paula: "Senza Edwards non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti. Secondo: senza Edwards non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire e questo è un problema la cui responsabilità è del neo-premio Nobel. Infine senza Edwards non ci sarebbe l'attuale stato confusionale della procreazione assistita con situazioni incomprensibili come figli nati da nonne o mamme in affitto".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Adnkronos Salute]


- Lo scherzo da preti del Nobel a Edwards (Blog "Il non-senso della vita" di P. Odifreddi)

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05 ottobre 2010

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