NON C'E' VITA SENZA ACQUA

Il 2003 è l'Anno Internazionale dell'Acqua

28 ottobre 2003
L’acqua dolce è l’elemento indispensabile per la vita sulla terra. Essa è essenziale per soddisfare le necessità umane fondamentali, come anche per la salute, la produzione alimentare, l’energia ed il mantenimento degli ecosistemi regionali e globali. Nonostante il 70 per cento della superficie del pianeta sia coperto di acqua, solamente una frazione di essa - il 2,5 per cento - è dolce, e di questa percentuale il 70 per cento è congelato nelle calotte polari. Il rimanente è presente sotto forma di umidità nel terreno. Questo fa sì che meno dell’uno per cento delle risorse di acqua dolce del pianeta siano disponibili per un utilizzo da parte dell’uomo.
 
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo la fondamentale importanza delle risorse idriche per il futuro del pianeta, ha proclamato il 2003 Anno Internazionale dell’Acqua.

- Un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400 milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.
- Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.
- Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all’origine dell’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo.
- Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza di impianti igienici.
- Lo sciacquone della toilette in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua equivalente a quella che, nel mondo in via di sviluppo, una persona media impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.
- Nel corso del secolo scorso l’uso dell’acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Asia meridionale soffrono di carenze idriche croniche.
- Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 per cento delle acque reflue viene scaricato senza subire alcun genere di trattamento.
- Il pompaggio intensivo delle acque freatiche per ricavare acqua da bere e per l’irrigazione ha fatto sì che in numerose regioni i livelli dell’acqua siano diminuiti di decine di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità scadente.
- Nei Paesi in via di sviluppo le perdite di acqua causate da dispersioni, allacci illegali e sprechi ammontano a circa il 50 per cento dell’acqua da bere e al 60 per cento dell’acqua irrigua.
- Nel corso degli anni ’90 le inondazioni hanno interessato più del 75 per cento di tutte le persone colpite da disastri naturali, causando più del 33 per cento del totale dei costi stimati per i disastri naturali.

Se gli attuali modelli di consumo resteranno invariati, entro l’anno 2025 due persone su tre sulla terra vivranno in condizioni di tensioni idriche – con moderate o gravi carenze d’acqua.
Per spronare all’azione e guidare il cammino sono stati fissati numerosi importanti obiettivi. I leader mondiali riunitisi in occasione del Vertice del Millennio delle Nazioni Unite hanno concordato di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non dispone di accesso all’acqua sicura da bere. In occasione del Vertice di Johannesburg del 2002, inoltre, essi hanno riaffermato tale impegno e aggiunto un ulteriore obiettivo, quello di dimezzare entro il medesimo anno la percentuale di persone che non ha accesso agli impianti igienici di base. Essi hanno inoltre concordato di sviluppare, entro il 2005, piani nazionali di gestione e rendimento idrici.

Raggiungere questi obiettivi rappresenta uno sforzo enorme, che richiede risorse ingenti e un’azione coordinata, non soltanto da parte dei governi ma anche da parte delle persone che fanno uso dell’acqua e di quanti investono su questa risorsa preziosa, specialmente a livello nazionale. Le iniziative necessarie comprendono:
- Modificare i comportamenti nell’impiego dell’acqua e per quanto riguarda l’igiene;
- Mobilitare le risorse e la partecipazione delle comunità, in particolare dei gruppi femminili;
- Stabilire degli obiettivi e dei piani nazionali per generare investimenti;
- Realizzare delle politiche e dei quadri normativi per la gestione delle acque che prendano in considerazione tanto le esigenze della sanità pubblica quanto quelle degli ecosistemi;
- Creare delle partnership fra le imprese private, i donatori bilaterali, le agenzie per lo sviluppo, le banche, la società civile e le comunità locali.

Ismail Serageldin, presidente della Commissione mondiale sull'acqua del XXI secolo voluta dall'Onu: "Il numero degli assetati cronici continua a crescere di anno in anno. Se continuerà così, entro il 2025, il popolo dei senza acqua potabile salirà a 2,3 miliardi. E salirà anche il numero dei morti e quello dei profughi ambientali prevede  Non possiamo tollerare che gli affari vadano avanti come al solito: è arrivato il momento di passare all'azione"
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Documento finale del Forum Internazionale sul tema

''ACQUA, NEOLIBERISMO E MEDITERRANEO''
Il  Forum Internazionale sul tema "ACQUA, NEOLIBERISMO E MEDITERRANEO", organizzato da Mediterracqua, che si è svolto a Catania nei giorni 7-8-9 novembre 2003, è stato il primo Forum Internazionale incentrato sul tema Acqua- Mediterraneo -Europa.
E' stata scelta la Sicilia come sede del Forum sia per la posizione centrale dell'isola nel Mediterraneo, sia perché in Sicilia  i conflitti ed i problemi riguardanti l'uso e la gestione delle risorse idriche hanno assunto aspetti particolarmente drammatici.
Il Forum va visto come tappa di un percorso complessivo iniziato con il Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua di Firenze e che proseguirà con il Forum del Mediterraneo di Barcellona.
Mediterracqua nasce per creare una rete internazionale di soggetti decisi a portare avanti l'impegno assunto dalle varie delegazioni e rappresentanze dei popoli  mediterranei presenti in questi giorni a Catania (Italia, Palestina, Egitto, Algeria, Spagna, Turchia -zona dei Kurdi, Libia,) per una lotta comune contro le politiche neoliberiste di gestione delle risorse idriche.
A questo proposito Mediterracqua denuncia il fatto che i governi di Israele, Turchia, Tunisia  hanno impedito ad alcuni degli invitati di partecipare al Forum.
L'intento del Forum è quello di essere strumento di collegamento tra le realtà locali e/o regionali del Mediterraneo affinché si possa instaurare un percorso comune di lotta al Neoliberismo e alla mercificazione dei beni comuni, per la riappropriazione del territorio.

Mediterracqua  si dichiara contro ogni forma di mercificazione dell'acqua e ribadisce che l'acqua è un diritto ed un bene comune; si oppone quindi all'attuale modello di sviluppo, soprattutto per il drammatico impatto sull'ambiente che questo comporta;afferma che tutti i popoli che si affacciano sul Mediterraneo devono poter concorrere in maniera democratica, partecipata e solidale alla gestione delle risorse idriche, per mantenere l'unità del Bacino idrografico e rispettare l'integrità del Ciclo dell'acqua; sostiene che l'Unione Europea ha dimostrato di non essere un soggetto credibile, né un interlocutore affidabile per i popoli del bacino del Mediterraneo, attuale epicentro di tutte le principali tensioni belliche del pianeta: conflitti in Medioriente e guerra ai migranti.

Risultanze  del gruppo di lavoro I e II
a) Tutela del territorio - Variazioni climatiche - Desertificazione - Parchi
b) Unità del bacino idrografico- ecosistema fluviale- captazioni, raccolta e distribuzione dell'acqua- grandi infrastrutture

Mediterracqua ritiene che tutte le azioni di gestione del territorio devono seguire la logica della centralità dei bacini (o distretti) idrografici. Nell'ambito del ciclo dell'acqua si devono intraprendere azioni:
1. a livello di clima, affinché sia salvaguardato il regime pluviometrico attraverso azioni di protezione del clima (riduzione di emissioni di CO2 , aumento dell'efficienza del sistema vegetale, adozione di protocolli di riduzioni di gas serra e costituzione di loro inventario e monitoraggio, riduzioni di emissioni attraverso una migliore gestione del ciclo dei rifiuti e di una adeguata politica energetica ed edilizia);
2. a livello di gestione del territorio:
a. puntando sul riefficientamento delle strutture idriche esistenti (diminuzione delle perdite, migliore gestione  della domanda -(strumenti partecipativi di responsabilizzazione) - senza costruzioni di nuove grandi infrastrutture (dighe, grandi adduttori, etc.);
b. razionalizzando l'allocazione delle risorse in funzione delle esigenze di qualità dell'acqua;
c. integrando in un'ottica di pianificazione:
i. le politiche coerenti di riforestazione e di lotte efficaci contro gli incendi; ripristinando i vincoli di non edificabilità sulle aree colpite, con la disincentivazione delle pratiche agricole che causano rischio di erosione ed impoverimento dei suoli evitando l'impermeabilizzazione del suolo dovuto a nuovi insediamenti urbanistici ed industriali;
ii. i piani di tutela e di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, con il potenziamento delle strutture pubbliche ed un coinvolgimento dei cittadini per reti diffuse sul territorio ed azioni di
solidarietà concreta;
iii. gli interventi di pianificazione agricola in funzioni di colture meno idroesigenti, riutilizzando aree marginali e sistemi a bassa intensità di erogazione ed ad alta efficienza;
iv. gli interventi di riutilizzo di acque di scarsa qualità e reflui depurati per uso irriguo, industriale ed urbani non potabili;
v. le azioni di riqualificazione fluviale ridando spazio al fiume, togliendo arginature e difese spondali, sviluppando la fitodepurazione vi. promuovendo politiche di contrasto ai piani nazionali di diffusione di costruzione di grandi dighe o di trasferimenti di risorsa idrica tra grandi bacini idrici o di finanziamenti da parte della comunità europea a progetti di grande impatto ambientale e sociale - contro il piano ideologico nazionale spagnolo, contro il progetto GAP in Turchia.

Risultanze del gruppo di lavoro  III
c) Diritto all'acqua . Privatizzazioni - Mercificazione - Guerre dell'acqua - Flussi migratori.
1. Mediterracqua si propone di articolare la propria azione su  vari livelli (mediterraneo, internazionale, europeo, italiano, locale). Propone l'avvio di una campagna comune per la deprivatizzazione di ogni forma di accesso, utilizzo e gestione delle risorse idriche.
2. Opererà affinché ai vari livelli normativi (locale, nazionale, europeo ed internazionale) l'acqua venga sancita e riconosciuta come bene comune e diritto fondamentale dell'umanità, come bene pubblico  a gestione diretta/partecipata/popolare.
3. Nell'ottica dei rapporti di solidarietà fra i popoli del Mediterraneo combatterà l'attuale proposta di costituzione europea, lotterà per l'abolizione dei GATS ed in particolare perché l'Unione europea ritiri la richiesta di liberalizzazione del settore idrico rivolta ai settantadue paesi tra i più poveri della terra, esigerà l'abolizione degli accordi di Shengen e del programma delle grandi opere (Ponte sullo Stretto di Messina, dighe in Turchia nella zona dei kurdi, acquedotto Abruzzo - Puglia, piano
idrogeologico nazionale spagnolo.). Propone un servizio idrico pubblico per tutti i popoli mediterranei, che garantisca un minimo vitale gratuito.
4. Fermo restando la necessità dell'abolizione della s.p.a., che sono strumento di gestione di tipo privatistico, pretende che gli enti locali utilizzino in prima istanza lo strumento dell'art.14 d.l. 269/2003 che prevede la possibilità che i capitali delle s.p.a. siano interamente pubblici e a gestione esclusivamente locale.

Mediterracqua lancerà una campagna per denunciare le responsabilità delle imprese anche italiane, pubbliche e private, tese ad accaparrarsi le risorse idriche espropriandone le popolazioni del Sud del mondo.
5. I processi di privatizzazione determinano diminuzione dell'occupazione, precarizzazione e dispersione delle competenze radicate sul territorio e acquisite con risorse pubbliche. Per questo motivo sosteniamo le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e operiamo insieme per superarne la frammentazione e per promuovere la loro partecipazione alla gestione delle
risorse idriche.
6. Esigiamo che i politici che si sono espressi contro le privatizzazioni, in particolare gli  aderenti all'associazione degli eletti per l'acqua, concretizzino la loro assunzione di responsabilità in ognuno degli ambiti in cui operano.
7. Riteniamo necessario ed urgente un maggior coordinamento delle forze e dei movimenti, nazionali ed internazionali, che già si impegnano a condividere queste lotte.
8. Ci impegneremo a realizzare una campagna nazionale ed internazionale contro le acque minerali ed in particolare:
- fermare il prelevamento selvaggio dell'acqua dalle sorgenti;
- riportare le sorgenti sotto il controllo delle comunità locali;
- impedire che l'acqua degli acquedotti sia imbottigliata e commercializzata;
- che siano riviste totalmente le normative sulle concessioni;
- che siano regolamentati, garantiti e resi trasparenti i controlli di qualità.
9. Il Mediterraneo è teatro oggi di  guerre terribili che rischiano di incendiare il mondo. Il Mediterraneo che ci impegniamo a costruire è, invece, un mare di pace in cui non possono trovare alcuna cittadinanza e complicità: guerre, occupazioni militari (Palestina, zona dei kurdi in Turchia, Balcani), oppressioni economiche e politiche neocoloniali di carattere imperialista, che mirano tra l'altro all'appropriazione devastante e dissennata dei beni comuni. Rilanciamo dalla Sicilia la battaglia per chiudere in tutta la "fortezza Europa" i centri di permanenza temporanea, nuove galere etniche.
10.  Un mare che non sia più cimitero di naufraghi, molti dei quali fuggono da guerre dell'acqua, ma area di libera circolazione delle persone in cui non esistano più barriere militari, economiche e legislative. La Sicilia, avviando processi di smilitarizzazione, deve trasformarsi da portaerei militare NATO in ponte di solidarietà e cooperazione fra tutti i popoli del Mediterraneo
11. Mediterracqua si inserisce anche in un percorso di costruzione di  reti a partire dalla realtà siciliana, per questo motivo proponiamo che vengano individuate una serie di campagne da far sottoscrivere a associazioni e movimenti e da pubblicizzare nel miglior modo possibile.
12.  Denunciamo qualsiasi forma autoritaria e antidemocratica di gestione delle acque come tutte le politiche basate sull'emergenza. Esemplare in tal senso è il caso della Sicilia, regione ospitante, che vede un'inaccettabile accentramento di potere nella persona dell'attuale presidente della regione, che, nominato commissario straordinario per l'emergenza idrica, sta svendendo l'intero patrimonio idrico a una delle principali multinazionali del settore, S.p.a. Vivendi. Mediterracqua chiede l'abolizione dello strumento del commissario all'emergenza per una gestione democratica dell' acqua in Sicilia e la deprivatizzazione della Spa SiclAcqua (60% Vivendi).
13.  Si impegna, a partire dalla Sicilia, per una lotta contro la presenza delle mafie nella gestione delle risorse e delle infrastrutture idriche.

Risultanze del gruppo di lavoro  IV e V
d) Acqua e Salute - Qualità delle acque, acqua in bottiglia - Inquinamento - Risparmio - Riuso e riciclo
e) Uso dell'acqua - Attività produttive agricole, industriali ed estrattive - Turismo e tempo libero

Mediterracqua, partendo dalla consapevolezza che l'acqua è una risorsa che comincia a scarseggiare, ritiene che debbano essere sostenuti in tutti i modi, il risparmio, il riuso, il riciclo e l'uso consapevole. Per raggiungere questi obiettivi non sono sufficienti le campagne educative, occorre infatti contrastare la privatizzazione di tutti i servizi idrici (captazione, adduzione, distribuzione, raccolta in fognatura, depurazione) che punta all'aumento dei consumi e dei costi.
Mediterracqua intende impegnarsi in favore di tutte le iniziative concrete, anche nei confronti delle amministrazioni locali, o governi nazionali, affinché le diverse tecniche o metodologie (sistemi diffusi di raccolta delle acque piovane, sistemi di depurazione con affinamento per il riuso, reti duali per il riutilizzo dei reflui) siano adeguatamente promosse e finanziate.
Il riuso delle acque reflue può essere fortemente vanificato se non si interviene efficacemente per ridurre drasticamente i livelli di inquinamento anche di tipi domestico derivante dall'uso di detersivi, detergenti ecc.
Sui rischi concreti per la salute a causa dell'inquinamento delle acque, Mediterracqua intende avviare, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, una campagna di informazione e controinformazione, per denunciare cause e responsabilità dell'inquinamento da reflui delle acque superficiali e di quelle profonde (sotterranee).
L'uso dell'acqua per attività produttive è oggi assolutamente insostenibile sia per la quantità dell'acqua utilizzata, sia per il livello di inquinamento delle acque restituite al territorio.
Mediterracqua intende concentrare l'attenzione in modo particolare sulle attività agricole che assorbono il 70 % dell'acqua dolce disponibile. La "forzatura delle colture", le logiche e le regole del mercato globale, hanno spinto ad una attività agricola intensiva e industriale che non tiene conto delle caratteristiche e delle vocazioni del territorio.
Mediterracqua, con un'azione incisiva e con il coinvolgimento di tutti i soggetti politici e sociali di rappresentanza dei produttori e dei consumatori dei diversi paesi del Mediterraneo, intende contrastare l'attuale modello di sviluppo del settore agricolo anche attraverso una campagna specifica per modificare le regole degli aiuti della U.E. che devono essere finalizzati a tutelare il territorio e a migliorare la qualità del lavoro degli addetti al settore agricolo e le caratteristiche del prodotto.
In conclusione Mediterracqua intende sottolineare che le problematiche dell'acqua devono essere legate non soltanto alla quantità e alla ripartizione dell'acque disponibili, ma soprattutto alla qualità del sistema socio-economico, in atto dominato dalle logiche neoliberiste.
L'attuale sistema produce danni ambientali gravi, povertà e squilibri nella società e tra stati teconologicamente avanzati e stati da questi impoveriti; tale sistema si pone in contrasto con gli obbiettivi fondamentali del movimento, che sono quelli di innalzare la qualità della vita di tutti i popoli del mondo e di superare i rapporti di subalternità e sfruttamento di tipo  coloniale esistenti.

Il movimento, pertanto, assume la necessità di sviluppare una politica di profondo cambiamento nell'uso del territorio, in base a criteri che mettano in relazione le scelte e le modalità della produzione con le caratteristiche del territorio, lo stato della risorsa idrica, le potenzialità produttive autoctone, la cultura degli aggregati umani, sostenendo la partecipazione dal basso alla formazione delle scelte. Lo scopo deve essere quello di valorizzare la biodiversità e mantenere entro limiti accettabili l'impatto dell'attività produttiva con l'ambiente.
In questa direzione Metiterracqua sottolinea alcuni punti sui quali portare l'iniziativa politica:
1) Costruire l'Europa sulla base di forti valori di solidarietà nei confronti dei migranti e di tutela dei diritti primari (acqua, cibo, servizi) che non devono essere mercificati e privatizzati.
2) Sostenere gli sforzi gia emersi (vedesi "Cancun") per la trasformazione democratica degli organismi internazionali (WTO ed FMI), affichè dall'attuale difesa degli interessi forti del sistema capitalistico si ponga concretamente l'obiettivo di una  "globalizzazione virtuosa", basata sull'equilibrio economico e produttivo e sul rispetto delle esigenze di sviluppo e del diritto alla vita dei popoli più deboli.
3)Modifica di Maastricht e della rigidità delle sue regole.
4) Nessun minimo cedimento all'ingresso in agricoltura, comunque mascherato, delle biotecnologie e degli OGM.
5) Sostegno alle politiche agricole  per la sovranità alimentare e la tutela della biodiversità, che producono risparmio dell'acqua e contenimento dell' uso di elementi inquinanti della chimica in agricoltura.
6) Promozione e sostegno del "ciclo corto" dal produttore al consumatore, contro la concentrazione oligopolistica, la scarsa trasparenza e la estraniazione del produttore del sistema distributivo.

Per ciò che concerne l'impatto in ambito ambientale e sanitario dell'attuale sistema di sviluppo, Mediterracqua pone come obiettivo primario ed urgente una drastica riduzione dell'uso in ambito agricolo, zootecnico, industriale e civile di sostanze chimiche ed in particolare farmacologiche (pesticidi, fertilizzanti, antibiotici e chemioterapici, steroidi etc..) la cui dispersione sempre più massiva nell'ambiente rischia di produrre danni ambientali irreparabili:
- Deterioramento qualitativo irreversibile delle risorse idriche (ed in particolare delle falde idriche sotterranee)
- Distruzione dell'ecosistema (micro) biologico globale;
- Bioaccumulo di sostanze tossiche nei sedimenti e nei tessuti degli organismi e quindi nella catena alimentare
Ribadendo la necessità di attenersi strettamente in ambito sperimentale, produttivo e sanitario al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, Mediterracqua esprime un no radicale e definitivo all'impiego delle biotecnologie genetiche in tutti i settori nei quali non sia stata definitivamente esclusa una loro pericolosità diretta o indiretta nei confronti dell'ecosistema e della salute delle popolazioni attuali e delle generazioni future.

Mediterracqua si pone come obiettivo primario la corretta informazione, sensibilizzazione e mobilitazione del maggior numero possibile di cittadini riguardo ai problemi su accennati, con particolare riferimento alle drammatiche situazioni ambientali e sanitarie di siti quali, in Sicilia, Gela, Augusta-Priolo e San Filippo del Mela.
Mediterracqua ritiene, quindi, indispensabile procedere con urgenza ad una mappatura completa delle zone a rischio in tutto il bacino Mediterraneo.

Questo documento verrà presentato in tutte le realtà locali del Mediterraneo dalla Sicilia alla Palestina, dai Balcani al Magrheb, in tutte le iniziative istituzionali e di movimento che trattano della questione dell'acqua, a partire dal vertice dell'O.N.U. sulla tutela delle zone costiere mediterranee che si tiene a Catania, passando per Saint-Denis, Istanbul, Barcellona .
Il Forum Sociale Europeo sarà un'ulteriore opportunità per estendere anche a livello Europeo una rete dell'acqua in sinergia con quella che stiamo costruendo nel Mediterraneo, in vista della costruzione di un'Europa dei popoli che abbatta i muri di apartheid eretti contro i popoli impoveriti dall'attuale modello neoliberista dominante in Europa.
Alla terza assemblea internazionale preparatoria del Forum Sociale del Mediterraneo che si terrà a Istanbul, Mediterracqua proporrà che al Forum di Barcellona ci sia un ampio spazio riservato ai temi dell'acqua nei diversi aspetti, perché la partecipazione e la cooperazione nel Mediterraneo su questi temi diffonda il "senso comune" del diritto all'acqua e ponga le basi organizzative per un'attività comune.

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28 ottobre 2003

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