Non dite che Denise è morta

Le ipotesi più terribili solo frutto di una fuga di notizie, ma c'è una svolta nel caso della scomparsa di Denise Pipitone

11 dicembre 2007

Una fuga di notizie che poi è stata enfatizzata ed è diventata pericolosa confusione. Si è subito parlato di clamorosa svolta nelle indagini e tragica ricostruzione. Tutto ipotetico. Molte informazioni assolutamente false.
La piccola Denise Pipitone dopo essere stata rapita  e portata a casa della zia, Rosalba Pulizzi, sorella del padre naturale di Denise, è morta uccisa da un sovradosaggio di tranquillanti. E' stata poi rinchiusa per un anno in un congelatore e poi è stata gettata in mare, al largo delle coste palermitane.
Questa l'orrenda ricostruzione basata sul racconto di un pentito poco affidabile, Giuseppe D'Assaro, ex marito di Rosalba Pulizzi che, hanno detto le “notizie scappate”, si sarebbe autoaccusato del crimine lo scorso mese di luglio.

Una storia che, come ha sottolineato l'avvocato Giacomo Frazzitta, che assiste Piera Maggio, mamma della piccola, non ha nulla di confermato e che più che altro ricorda due terribili vicende oramai tatuate nell'immaginario popolare: la Denise morta per un eccesso di tranquillanti ricorda la triste storia della piccola Maddie McCann, la Denise richiusa per un anno dentro un congelatore la sconvolgente storia del ''mostro di Milwaukee''.
“Questo pentito dice fandonie: è troppo facile dire che la prova principe, cioè il corpo della bambina, non esiste più”
, ha affermato l'avvocato Frazzitta. “La signora Maggio - ha spiegato il legale - è sconvolta da queste indiscrezioni che violano il segreto istruttorio e che ci lasciano estremamente perplessi”. Frazzitta ha inoltre sottolineato a questo proposito che “D'Assaro era in carcere al momento del rapimento di Denise e che tornò in libertà per l'indulto solo nel settembre 2006”. “Già nel dicembre del 2004, mentre era detenuto, D'Assaro aveva manifestato l'intenzione di fare dichiarazioni sul caso di Denise - ha detto ancora il penalista -, ma le sue propalazioni non ebbero alcun seguito”.
Il pregiudicato sarebbe tornato a parlare del caso di Denise davanti al procuratore di Marsala, Silvio Sciuto, nel luglio del 2007, un mese dopo essere finito nuovamente in galera per l'uccisione della sua convivente, Sabine Maccarrone.

Ma la storia raccontata da D'Assaro è contrassegnata da numerosi “buchi neri” e incongruenze, tuttavia ha portato i magistrati a iscrivere nel registro degli indagati, con l'accusa di sequestro di persona e forse concorso in omicidio, Rosalba Pulizzi. Quest'ultima, assistita dal proprio avvocato, è stata lungamente interrogata ieri mattina negli uffici della procura di Marsala; sarebbe stata sottoposta anche a un confronto con l'ex marito. E qui l'iniziale versione di D'Assaro è cambiata: il corpo della bimba sarebbe stato gettato nel mare di Trapani, e non, come aveva sostenuto in precedenza, a Palermo, dove la ex moglie, nel marzo del 2007, gli avrebbe consegnato in un borsone il corpicino congelato, che l'uomo, caricandolo su una Vespa 50, avrebbe portato fino a Trapani, percorrendo oltre cento chilometri. D'Assaro, inoltre, nel corso del confronto ha affermato di aver visto Denise alcuni mesi dopo la sua scomparsa, in coincidenza con il compleanno di sua figlia.

Ma ieri sera, nel programma “Chi l'ha visto?”, che si occupa del caso di Denise da quell'ormai lontano primo settembre del 2004, l'avvocato Frazzitta ha tenuto a precisare che probabilmente la Rosalba Pulizzi non è vero che sia stata indagata per omicidio, ma solo per sequestro. Un eventuale indagine per omicidio a carico di Rosalba Pulizzi potrebbe essere dovuta solo ed esclusivamente per via di un vuoto legislativo che rende impossibile ai magistrati seguire una diversa procedura. “I magistrati ci hanno detto che sono state diffuse notizie infondate e - ha aggiunto Frazzitta - che sarebbe stata individuata la fonte. Nulla, inoltre, secondo quando riferitoci dai magistrati, può fare giungere alla conclusione che Denise sia morta”.
La fuga di notizie è stata stigmatizzata anche dalla procura della repubblica di Marsala. Il procuratore Silvio Sciuto, ha affermato che “la fuga di notizie sulle indagini che riguardano la scomparsa di Denise Pipitone, danneggia il lavoro degli inquirenti”. Sciuto, assieme ai pm titolari dell'inchiesta, Marco Imperato e Angela Avila, hanno aggiunto in una nota: “La procura di Marsala stigmatizza la fuga di notizie che riguardano le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone. Tali informazioni, che peraltro contengono numerose imprecisioni, se non complete falsità, danneggiano il lavoro degli inquirenti e ledono le garanzie degli indagati, arrecando ulteriore sofferenza ai familiari della bambina”. “L'ufficio della procura e la polizia giudiziaria - conclude la nota - stanno continuando a lavorare con l'impegno diretto per la ricerca della verità, ma fino a quando le indagini non saranno concluse non potranno essere date informazioni sul merito degli accertamenti in corso”.

E davanti le telecamere di 'Chi l'ha visto?' Piera Maggio ha più volte ripetuto che dalla procura nessuna certezza è stata data alla notizia della morte di Denise. “Non credo che Denise sia morta e fino a quando non ci saranno riscontri certi nessuno deve affermare ciò, perché è importante che mia figlia continui ad essere cercata”. “Sono fiduciosa sul fatto che mia figlia sia viva. Fino a quando non ci saranno dei riscontri comprovati che provino il contrario. Per quel che mi riguarda sono abbastanza serena e per quel che riguarda le indagini staremo a vedere cosa uscirà fuori dal lavoro della Procura. Era ora di una mossa decisiva su determinate cose. Spero che dopo tre anni e tre mesi di dolore ci sia finalmente una fine. Lo devono a me e a Denise”.

Il lavoro della Procura di Marsala, infatti, continua. Ad essere indagati oltre a Rosalba Pulizzi ci sarebbero altre cinque o sei persone. Sono tre i fascicoli aperti dalla Procura nell'ambito di questa inchiesta: uno a nome di Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise per sequestro di persona, un altro nei confronti di Gaspare Ghaleb (ex fidanzato della sorellastra di Denise) per false dichiarazioni al Pm, e il terzo era a carico di ignoti, oggi “meno ignoti”. Infatti, dopo gli ultimi sviluppi, in qualche modo prefigurati nel settembre scorso dal procuratore Sciuto, era chiaro che quest'ultimo fascicolo avrebbe riportato i nomi degli altri indagati. “Gli ignoti non sono più ignoti”, aveva infatti affermato il magistrato nel settembre scorso a Mazara del Vallo.
Inoltre da stamani il consulente della procura Gioacchino Genchi sta facendo delle nuove verifiche per cercare riscontri sull'agghiacciante racconto di D'Assaro. L'esperto sta approfondendo l'analisi del traffico telefonico dell'uomo, ricostruendo con esattezza i suoi spostamenti attraverso i segnali inviati dalle “celle”.

- ''La guerra di Piera'' di Stefania Miretti (La Stampa)

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11 dicembre 2007

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