Non è un Paese industriale...

E anche la Keller Elettromeccanica ha deciso di abbandonare la Sicilia. A rischio 300 lavoratori

02 luglio 2010

Dopo lo stop alla produzione auto nello stabilimento di Termini Imerese annunciato dalla Fiat, anche la Keller Elettromeccanica lascerà l’Isola. L’azienda, che costruttrice di carrozze ferroviarie, ha infatti deciso di puntare sullo stabilimento sardo di Villacidro chiudendo quello di Carini, alle porte di Palermo. La strategia dell’azienda è emersa nel corso della presentazione del Piano industriale che si è tenuta mercoledì scorso al ministero delle Attività produttive. A illustrare i programmi dell'azienda sono stati il presidente Gianfranco Borghini, l'amministratore delegato Stefano Aldrovandi e il direttore generale Marco Serpi.
Il piano presentato fonda le sue basi su un portafoglio commesse di circa 70 milioni di euro, a cui si sommeranno altri 25 milioni per contratti in corso di acquisizione. Non sono stati considerati, a titolo prudenziale, i due contratti sottoscritti con le ferrovie dell'Iran (340 milioni) in quanto non ancora esecutivi.
I costi di produzione hanno, però, indotto la società a concentrare tutte le attivtà lavorative nello stabilimento di Villacidro, con la dismissione di quello siciliano di Carini, dove sono occupate circa trecento unità lavorative. I vertici della Keller si sono detti disponibili a favorire in tutti i modi la reindustrializzazione del sito vicino Palermo da parte di terzi imprenditori.

Preocupazione per gli scenari che si determineranno con la chiusura dello stabilimento Keller è stata espressa dal mondo politico. Secondo il senatore del Pd Giuseppe Lumia questa decisione dimostra che "il Governo nazionale continua a non vedere la crisi reale, mentre è inesorabile lo stillicidio di aziende che annunciano la chiusura dei loro stabilimenti al Sud, provocando drammi economici e sociali". Lumia esorta le Istituzioni a "lavorare per il bene dell’Isola" perché "la Sicilia non può essere trattata come un serbatoio elettorale". Di "crisi dell’industria in Sicilia" parla Salvino Caputo, presidente della commissione parlamentare Attività Produttive dell’Ars, che ha convocato una seduta straordinaria della Commissione alla presenza degli assessori regionali alle Attività produttive Marco Venturi e all’Energia Pier Carmelo Russo per decidere quali provvedimenti adottare per arginare la crisi.
"Non ho interesse - ha detto Caputo - a ricercare responsabilità politiche o imprenditoriali. E’ chiaro però che il Governo e il Parlamento devono prendere atto della smobilitazione da parte delle grandi aziende che stanno creando migliaia di disoccupati e impoverendo l’economia siciliana. Chiederemo al Governo di adottare misure straordinarie per frenare questa emorragia industriale e per avviare una strategia di sostegno e di incentivazione per le imprese che operano o che vogliono investire nell’Isola". Secondo Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all’Ars, "l’annuncio della chiusura dello stabilimento Keller di Carini è il risultato del sostegno, da parte dei governi che si sono succeduti, ad imprenditori inventati che hanno portato avanti progetti vuoti e inconsistenti", quindi ha chiesto l’intervento del governo "a tutela dei lavoratori e di quello che resta uno dei principali stabilimenti di produzione di materiale rotabile e ferroviario. Non possiamo assistere immobili alla chiusura di questo ennesimo tassello industriale in Sicilia".

[Informazioni tratte da Ansa, AGI, Italpress, €conomiasicilia.com]

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02 luglio 2010

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