Non hanno importanza i lavoratori siciliani dell'agroindustria per il governo nazionale e regionale?

Un messaggio dei sindacati agricoli siciliani

09 novembre 2005

Le Segreterie Regionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, avendo appreso che il Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, in occasione della visita a Palermo ha ritenuto d'incontrare assieme all'assessore regionale all'Agricoltura On.le Leontini, solo le Associazioni datoriali per discutere sui problemi riguardanti l'agricoltura siciliana; oltre ad esprimere disappunto per il modello concertativo adottato dai Governi Nazionale e Regionale che tende ad escludere dal confronto le rappresentanze Confederali del lavoro dipendente, evidenziano che tale scelta rappresenta l'ulteriore conferma di una compagine governativa tutta orientata a tutelare gli interessi dei padroni e ad ignorare le esigenze e l'apporto dei lavoratori.

Fai
, Flai e Uila ricordano agli Onorevoli Alemanno e Leontini che il sindacato confederale agricolo, in Sicilia, rappresenta circa 160.000 dipendenti in agricoltura, e che qualsiasi ipotesi di sviluppo del settore, come dell'impresa, non può prescindere dalla qualità del lavoro, specie in una regione dove lavoro nero, evasione contributiva e sotto salario rappresentano pratica diffusa e scarsamente lottata.

Rammentano, infine, che la categoria giorno 4 novembre in Sicilia, e il giorno dopo nel resto dell'Italia, si è mobilitata per la tutela dei diritti assistenziali e previdenziali, compromessi dall'art. 147 della Finanziaria nazionale 2005.  

I segretari: F. Scatà, Fai-Cisl - S. Lo Balbo Flai-Cgil - G. Pensabene Uila-Uil

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09 novembre 2005

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