Non sono stati gli schiamazzi notturni...

La ricostruzione della sparatoria nella quale un anziano ha ucciso un diciassettenne, non convince la polizia

25 ottobre 2013

Non è per nulla chiaro quanto successo la scorsa sera attorno alla morte del 17enne di Palma di Montechiaro (AG), Antonio Morgana, ucciso in contrada Ciotta nel corso di una sparatoria in cui è rimasto ferito anche Calogero Pace, di 21 anni (LEGGI).
Il racconto che sarebbe stato fatto dal ferito e dal testimone che ha prestato i primi soccorsi al 17enne ucciso non convince la polizia. La prima ricostruzione dei fatti, suffragata dalle dichiarazioni dei due giovani, parlava di un anziano che, infastidito dagli schiamazzi notturni, avrebbe sparato all'impazzata, con una pistola calibro 7,65: colpendo il giovane. Ma l'ipotesi viene ritenuta poco probabile dagli investigatori.

In quel punto di contrada Ciotta, la parte marinara di Palma di Montechiaro, c’è un ristorante-pizzeria chiuso da due anni, da quando una frana ha reso impraticabile la strada. Un luogo trasformatosi, soprattutto nelle ultime settimane, in meta privilegiata da bande di ladri a caccia di elettrodomestici, infissi, ferraglia e quant'altro di valore potesse ancora esserci. Calogero Napoli, 62 anni, proprietario di quel locale ormai in disuso, sarebbe stato stanco di quelle continue razzie che stavano svuotando lo stabile. Per difendere la sua proprietà l’altra sera si era appostato nelle vicinanze del ristorante.
Non appena ha visto la comitiva di ragazzi, temendo l'ennesimo colpo, ha iniziato a fare fuoco all'impazzata. Erano le 20,30 circa. Una decina i colpi esplosi con la sua pistola calibro 7,65: quattro hanno colpito alle spalle, ad un fianco, e alla nuca Antonio Morgana che è morto. Le schegge di un proiettile hanno ferito il ventiduenne Calogero Pace.

Calogero Napoli è stato fermato nel pomeriggio dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento e da quelli del commissariato di Palma, coordinati dal sostituto della Procura di Agrigento Santo Fornasier. È indiziato di omicidio, tentato omicidio plurimo e porto illegale d'arma da fuoco. La pistola che sarebbe stata utilizzata per l'omicidio non è stata ancora trovata.
L'autopsia sulla salma di Antonio Morgana deve fare chiarezza sui dettagli della sparatoria: capire se il colpo alla nuca del diciasettenne è stato esploso quando il giovane era già a terra ferito o se, invece, è stato centrato mentre correva, cercando di scappare.
Secondo la ricostruzione degli investigatori Napoli, che probabilmente temeva un furto o che comunque temeva l'arrivo del gruppo, si sarebbe appostato poco fuori il locale e quando ha visto i ragazzi e ha capito le loro intenzioni non ha esitato a fare fuoco con la sua pistola calibro 7,65. Gli inquirenti dovranno scoprire anche se tra Napoli e il gruppo di ragazzi c'erano stati contatti anche nei giorni precedenti per comprendere bene il perché Napoli si trovasse sul posto proprio quella sera. Non si esclude infatti che i giovani volessero portare a termine un danneggiamento dopo il rifiuto dell'ex ristoratore di pagare il pizzo. Dopo la sparatoria due dei ragazzi a bordo della Fiat Uno con la quale erano andati sul posto si sono dati alla fuga abbandonando poi al pronto soccorso di Licata il ferito e il deceduto. Un quinto componente della banda si è dato alla fuga tra le campagne ed è stato rintracciato dai poliziotti successivamente in preda al panico perché temeva che Napoli lo inseguisse per ucciderlo.

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

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25 ottobre 2013

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