Nove agosto, un anno e un giorno

All'indomani della manifestazione dei No MUOS a Niscemi, tra accuse, tensioni e voglia di protesta

11 agosto 2014

Circa un migliaio di persone hanno preso parte alla manifestazione No Muos che si è tenuta sabato a Niscemi. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine che hanno vigilato sul corteo.
Alla testa del corteo gli attivisti del movimento hanno bruciato i fogli di via e i divieti dimora, misure cautelari ricevute lo scorso mese. "Il movimento - hanno scritto gli attivisti in una nota - è stato colpito con la notifica di cinque fogli di via a giovani studenti e come se non bastasse venerdì 29 luglio è stata notificata la misura cautelare di divieto di dimora e di accesso all’area di Niscemi a ben 29 attivisti No Muos. Questi divieti di dimora e in generale tutti questi provvedimenti repressivi altro non sono che divieti di vivere e difendere la nostra terra esposta a enormi e gravi rischi ai danni dell’ambiente e della salute".

In una nota, il Coordinamento regionale dei Comitati No MUOS ha scritto: "Migliaia di persone hanno risposto sfilando fino alle reti della base dietro lo spezzone di apertura composto dal comitato NO MUOS di Niscemi, dalle mamme NO MUOS, dai comitati di base di tutta la Sicilia e da tantissimi militanti, di realtà organizzate e non, da tutta Italia. Il corteo variegato, ha attraversato la strada che dal presidio permanente conduce al cancello 1 della base NRTF; tantissimi gli striscioni presenti, le bandiere NO MUOS e un grandissimo bandierone palestinese con la scritta Gaza-Niscemi Resistenza. La manifestazione si è fermata in prossimità delle antenne, su cui da due giorni si erano arrampicati sette attivisti per rivendicare un netto rifiuto della guerra, costringendo le autorità della base ad interrompere le comunicazioni militari.
I manifestanti vincendo la resistenza e le manganellate delle forze di polizia, sono riusciti a penetrare nella quasi totalità, all’interno della base NRTF, che hanno occupato pacificamente per alcune ore. Nell’occasione, cinque degli occupanti delle antenne sono scesi dai tralicci e sono usciti dalla base protetti dalla folla dei manifestanti, mentre due attivisti hanno deciso di continuare la protesta.

A distanza di un anno il movimento ha dimostrato di poter coinvolgere migliaia di persone, rivendicando la terra che è stata occupata dagli americani, a conferma della validità degli obiettivi di questa lotta che non solo non abbassa la guardia, ma rilancia l’opposizione al MUOS con sempre più nuove tattiche e strategie".

All’indomani della manifestazione notizie di cronaca hanno raccontato che un gruppo di attivisti del presidio permanente di contrada Ulmo avrebbe attaccato, di notte, la polizia che teneva sotto stretta sorveglianza la zona. Fonti vicine agli inquirenti hanno sostenuto che alcuni black block travisati avrebbero dato vita a una fitta sassaiola mantenendosi a distanza in modo da evitare lo scontro fisico. Per alcuni minuti c'è stata una tensione palpabile perché si temeva che altri No Muos intervenissero dal presidio a dare man forte ai più violenti. Ma la situazione è presto tornata sotto controllo, perché gli assalitori si sono dispersi tra gli alberi della sughereta niscemese.
Diversa la versione dei fatti che il coordinamento No Muos ha comunicato alla stampa, diffondendo un video in cui, nel buio, si intravedono gli agenti che tentano di fare sgomberare la base americana da un gruppo di No Muos, rimasti sotto le antenne anche dopo la conclusione della manifestazione di ieri. Gli attivisti dicono di essere stati aggrediti dalla polizia e di essere stati trascinati via di peso.

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11 agosto 2014

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