Numeri e percentuali di Capodanno

Cresce la voglia di divertirsi, si è meno pessimisti e tutti si brinda italiano

30 dicembre 2013

Secondo un'indagine di Format Research per conto di Fipe-Confcommercio, realizzata per capire i comportamenti degli italiani nel giorno di San Silvestro 2013, gli italiani a Capodanno vogliono divertirsi, e quest'anno più che mai. Ma aumenta il numero di coloro che invece di aspettare la mezzanotte in luoghi esotici sceglieranno di restare nel luogo di residenza, magari andando a cena fuori o in discoteca.
Il 61,2% delle persone intervistate, infatti, dichiara di volersi divertire di più anche se quasi il 90% prevede di fare le stesse cose dell'anno scorso. Tra questi, il 33,9% si organizzerà per il cenone andando in casa di amici o parenti, il 31% in un locale e il 35,1% rimarrà a casa.
Il locale rimane sempre il posto preferito dove trascorrere il veglione (35%), mentre il 9% si riverserà in piazza, aderendo magari a qualche iniziativa organizzata dal Comune. Si viaggerà un po’ di meno: sale infatti, anche se di poco, il numero degli italiani che attenderanno la mezzanotte nel luogo di residenza (82,4% contro l'80,2% del 2012). Ma c'è anche una modesta quota di italiani per i quali San Silvestro è occasione di viaggio in Italia (13,1%) o all'estero (3,3%).

Ristorante (74,3%) e discoteca (19,1%) sono i luoghi preferiti per salutare il nuovo anno con un cenone fuori casa. C'è anche una piccola parte (2%) che opterà per l'agriturismo. Cambia invece la prospettiva per il veglione: il ristorante che rimane sempre dominante (46,8%) perde quota a vantaggio della discoteca (35,4%) e dei circoli privati e club (10,1%).

Dal punto di vista della compagnia, chi rimarrà in casa sceglierà di stare con i familiari nel 69,3% dei casi contro un 30% circa che riceverà amici e parenti. Al contrario, chi deciderà di festeggiare fuori sceglierà la compagnia degli amici nel 60% dei casi e nel rimanente 40% farà baldoria con i parenti più o meno stretti. In termini di costi, infine, la spesa media del cenone è di 85 euro.
Nello scegliere il locale, si darà la preferenza al tipo di menù (28,2%), poi al prezzo (19,3%) e in ultimo alla frequentazione abituale (17,4%). Per il veglione, invece, la qualità dell'intrattenimento e il prezzo occupano le prime posizioni (19,4%).

Dovunque si festeggi, anche fuori dai confini nazionali, saranno tantissime le persone che brinderanno l’arrivo dell’anno nuovo con bollicine nostrane. Infatti, per le sole festività di fine anno all'estero saranno stappate 140 milioni di bottiglie di spumante italiano. Un record storico per le bollicine Made in Italy all'estero, dove si registra un aumento del 16 per cento in valore delle esportazioni per un importo stimato in oltre 700 milioni per tutto il 2013.
E' quanto stima la Coldiretti sulla base di proiezioni relative ai dati Istat nei primi nove mesi del 2013. A segnare il maggior incremento degli acquisti di spumante è la Cina, dove le esportazioni sono addirittura raddoppiate (+101 per cento). Mentre in Russia la crescita è del 31 per cento.

Un successo che, spiega Coldiretti, viene ulteriormente confermato dal boom degli acquisti di bollicine italiane nel Regno Unito (+50 per cento), che diventa il secondo importatore dopo gli Stati Uniti, dove peraltro lo spumante tricolore cresce del 24 per cento. Tra i nuovi mercati va sottolineato l'aumento record delle esportazioni in Australia (+72 per cento). Si tratta di risultati che, afferma l'associazione degli agricoltori, ''trainano l'intero settore dei vini, per il quale si registra complessivamente un aumento dell'8 per cento in valore dell'export''.

Complessivamente a fine anno saranno 290 milioni le bottiglie di spumante italiano esportate all'estero. Un numero superiore a quelle consumate in Italia se si considera che nel 2013 sono state prodotte oltre 440 milioni di bottiglie. Per l'80 per cento è stato utilizzato il metodo Charmat e il resto il metodo classico Champenois. La crescita dello spumante italiano è accompagnata dalla leadership incontrastata in Italia, dove sono ben l'86 per cento gli italiani che non rinunciano allo spumante per le feste di fine anno mentre appena l'11 per cento ha preferito lo champagne, secondo l'indagine Coldiretti/Ixè.

Infine, dall'Osservatorio Abi-Censis sulla società italiana, risulta invece che lo stato d’animo con il quale gli italiani si affacciano al nuovo anno, contempla una maggiore incertezza ma, allo stesso tempo, un minor pessimismo. È anche un primo segnale dell'allentarsi dell'ansia innescata dalla crisi. Se il pessimismo scende, l'incertezza però sale. Nell'ultimo periodo, tra marzo e settembre 2013, è cresciuto il numero di chi si dichiara incerto, salendo ancora rispetto al settembre 2012. Un anno fa il 16% si dichiarava incerto, nel 2013 è il 32,9%. I pessimisti sono scesi al 37% dal 46,8%.

Nella top 5 dei problemi anche la situazione economica, le tasse, l'inflazione e il debito pubblico. Gli italiani sono tormentati dalle questioni economiche più degli altri europei, rivela lo studio dell'Abi.
Tra i principali problemi il 58% indica la disoccupazione, 7 punti in più della media europea. In Italia il 42% indica la situazione economica, rispetto al 33% della media in Europa. La differenza più grande si registra per le tasse, per il 23% degli italiani è uno dei problemi principali del Paese, nella media europea è il 9%.
Suscitano meno preoccupazioni che nel resto d'Europa questioni importanti come sicurezza, sistema sanitario, previdenza, immigrazione, pensioni. Italiani più sereni anche su questioni ambientali, casa e scuola. L'85% degli italiani si dice preoccupato mentre il 71,2% si dice indignato, in linea con il perdurare della crisi. Ciò che rappresenta bene la situazione di incertezza laboriosa, sottolinea il rapporto Abi-Censis, è che il 45,8% degli italiani dichiara: "Vorrei fare qualcosa, ma non so cosa".

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30 dicembre 2013

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