Nuova riforma per gli appalti in Sicilia

L'Ars ha approvato un quadro normativo che prevede chiarezza, sburocratizzazione delle procedure e contrasto all'infiltrazione mafiosa

18 giugno 2011

In Sicilia cambiano le norme in materia di appalti e si snellisce il procedimento che diventa più veloce. Giovedì, l'Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di riforma del settore. Il nuovo quadro normativo prevede chiarezza, trasparenza, accelerazione delle procedure e ulteriori norme di contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa. Nel sistema degli appalti, resta in piedi il concetto chiave del sistema di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ma si alzano i paletti a salvaguardia dell'utile d'impresa. Sono state previste garanzie aggiuntive in presenza di ribassi oltre il 20%, con una polizza fideiussoria bancaria.
Sono state introdotte anche norme di snellimento e di maggiore trasparenza per le attività svolte dall'Ufficio regionale per l'espletamento delle gare. Gli appalti saranno più agevoli e porranno seri ostacoli alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Saranno accelerate le procedure di importi sotto la soglia comunitaria e saranno dimezzati i tempi di pubblicazione per tutti gli enti del Programma triennale delle opere pubbliche. Inoltre, i finanziamenti regionali saranno a disposizione anche di chi non possiede risorse economiche necessarie per spingersi oltre il documento preliminare di progettazione. Tutte queste innovazioni consentiranno alla Sicilia di avvicinarsi alla penisola, eliminando le differenze normative con il quadro nazionale e lasciando intatte le specificità regionali.

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha voluto complimentarsi con l'assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Pier Carmelo Russo, e con il suo staff per il lavoro svolto ma ha anche sottolineato l'atteggiamento positivo del parlamento siciliano che, "senza ostruzionismi, né in commissione né in aula, ha consentito in poche ore di consegnare la riforma a tutti siciliani e, in particolare, alla categoria dei costruttori che la invocava". "E' una legge - ha sottolineato Lombardo - che potrà rilanciare il settore dell'edilizia in Sicilia".

I PUNTI CARDINE DELLA RIFORMA
Con il quadro normativo regionale vigevano in Sicilia, dopo l'emanazione della legge n.7 del 2002, ben ventuno leggi successive di modifica, integrazioni e, a volte, di modifiche delle modifiche, che determinavano una grave incertezza sulle norme da applicare procurando ritardi nelle procedure. Inoltre, l'entrata in vigore l'8 giugno scorso, del nuovo Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti, senza il nuovo intervento legislativo, avrebbe comportato un'ulteriore disordine.
Con la legge di riforma del settore degli appalti pubblici, il cui articolato è stato approvato l'altro ieri dall'Ars, e che recepisce il D.Lgs. 163/2006 e il nuovo Regolamento D.P.R. 207/2010, la Sicilia si è dotata di un quadro normativo chiaro e di facile applicazione che elimina inutili differenze con quello nazionale, pur preservando e tenendo conto delle specificità della regione.

Sono elementi chiave della nuova disciplina:
1. La chiarezza, la trasparenza, l'accelerazione delle procedure e ulteriori norme di contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa.

2. E' stato privilegiato come sistema di aggiudicazione, il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ponendo dei paletti a salvaguardia dell'utile d'impresa. Nel caso di ricorso al sistema del massimo ribasso, sono state previste garanzie aggiuntive in presenza di ribassi eccedenti il 20%, con polizza fidejussoria bancaria. Sono state introdotte, inoltre, alcune norme di snellimento e di maggiore trasparenza per le attività svolte dall'Ufficio regionale per l'espletamento di gare (Urega).

Tale meccanismo, nello spirito della legge è orientato, soprattutto, ad arginare il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata, garantendo, nello stesso tempo, la completa e corretta esecuzione dei lavori.

3. L'accelerazione di alcune procedure, come l'approvazione dei progetti con importi sotto soglia comunitaria, attraverso lo strumento della Conferenza dei servizi, prevedendo anche la partecipazione dei progettisti dell'opera.

4. Il dimezzamento dei tempi di pubblicazione per tutti gli enti del Programma Triennale delle opere pubbliche.

5. La previsione che nei programmi di spesa regionale possono essere inseriti anche lavori dotati soltanto del documento preliminare alla progettazione, consentendo così anche agli enti che non dispongono delle risorse economiche necessarie per predisporre ulteriori livelli di progettazione, di potere concorrere per ottenere i finanziamenti regionali.

Questi ultimi tre punti consentono di accelerare tutti i processi di spesa con evidenti benefici per la ripresa economica, riducendo i tempi che intercorrono tra la fase di programmazione dei lavori e la loro ultimazione.

La nuova legge garantisce, inoltre, una migliore trasparenza nell'affidamento degli incarichi professionali grazie all'istituzione di:
a) Un Albo unico regionale al quale tutti gli enti fanno riferimento per l'individuazione dei professionisti ai quali affidare gli incarichi sotto la soglia dei 100.000 euro, evitando il proliferare di Albi diversi, per i quali i requisiti di iscrizione erano a volte fissati in maniera discrezionale e variavano da ente a ente.
b) Un Albo regionale di esperti dove attingere, per sorteggio pubblico, i componenti delle commissioni esaminatrici per gli appalti da aggiudicare con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
c) La previsione che il R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) possa richiedere al competente ordine professionale la verifica del corrispettivo economico da mettere a gara per i servizi di architettura e di ingegneria.

Ulteriori elementi di novità sono costituiti da:
6. Uno specifico fondo per la conservazione e la sicurezza dei beni culturali siciliani, prevedendo di reperire le risorse necessarie con il 50% derivante dai contratti di sponsorizzazione.
7. Il ricorso al concorso di idee, in modo da consentire anche ai giovani professionisti di proporsi per la progettazione di importanti opere pubbliche, potendo acquisire successivamente, in caso di aggiudicazione, i requisiti economici e tecnici necessari per la progettazione esecutiva, mediante l'associazione temporanea con altri soggetti.

Ance: l'aspettavamo da tempo, ma non è la migliore possibile - "Aspettavamo questa legge sin dall'approvazione della finanziaria e finalmente è arrivata. Ovviamente non sarà per noi una panacea perché non è la migliore possibile, ma servirà almeno a calmierare i ribassi eccessivi". Lo ha affermato il presidente di Ance Palermo, Giuseppe Di Giovanna, all'indomani dell'approvazione all'Ars della riforma degli appalti. "In questo momento di profonda crisi nell'edilizia è difficile biasimare i costruttori che per aggiudicarsi un appalto hanno offerto ribassi del 50 per cento - ha aggiunto Di Giovanna -. Sono stati costretti ad adeguarsi ad un sistema perverso che, per mantenere competitiva la propria azienda, imponeva ribassi estremi. Adesso però - ha concluso il presidente di Ance Palermo - ci aspettiamo che la Regione ci inviti a partecipare ad un tavolo tecnico per individuare finalmente una legge che soddisfi pienamente il mondo dell'edilizia".

[Informazioni tratte da Ansa, Corriere del Mezzogiorno.it, SiciliaInformazioni.com]

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18 giugno 2011

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