Nuove accuse per l'ex ministro Saverio Romano
A fare il nome del politico del Pid, questa volta, un condannato per mafia, l'ex manager Michele Aiello

E' durata solo pochi minuti, ieri, l'udienza preliminare per l'ex ministro delle Politiche agricole Saverio Romano (Pid) accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il gup del Tribunale di Palermo Ferdinando Sestito ha rigettato l'eccezione di incostituzionalità presentata nella scorsa udienza di ottobre dalla difesa del politico per la mancata notifica dell'avviso di conclusione indagini per Romano. Secondo il gup la violazione del diritto di difesa garantito dalla Costituzione di cui parlavano gli avvocati di Romano non sussiste perché ci sono già stati contraddittori davanti allo stesso giudice durante i quali le posizioni sono state rese note all'imputato.

Nel corso dell'udienza di ieri il pm che rappresenta l'accusa, Nino Di Matteo, ha inoltre depositato un nuovo verbale. Si tratta di un interrogatorio di Michele Aiello, l'ex 're' delle cliniche private siciliane che sta scontando una pena definitiva per associazione mafiosa nell'ambito del processo per le cosiddette 'talpe' della Dda di Palermo.
I legali dell’ex ministro hanno quindi chiesto un termine per potere esaminare le dichiarazioni di Aiello e hanno presentato un’istanza in cui hanno chiesto di avere copia di tutte le intercettazioni dell’indagine denominata "Ghiaccio", che ha portato alla condanna di Aiello e dell’ex Governatore siciliano Cuffaro. Il gup Sestito ha così concluso l'udienza rinviando ogni decisione al prossimo 18 gennaio.
Le accuse di Michele Aiello - Sono arrivate, dunque, nuove accuse per l’ex ministro Saverio Romano. A fare il nome del politico del Pid, questa volta, non è un collaboratore di giustizia ma un condannato per mafia, l’ex manager della sanità privata Michele Aiello. Sentito dal pm Di Matteo e dall’aggiunto Ignazio De Francisci il 2 dicembre scorso, Aiello ha raccontato di avere assunto in una sua azienda il genero del capomafia di Belmonte Mezzagno, paese di origine di Romano, Pietro Calvo.
Nel 2002 il segretario di Romano, che all’epoca era nell’Udc, avrebbe chiamato Aiello raccomandandogli Giuseppe Valentino - questo è il nome del genero del mafioso - e dicendogli che la vicenda interessava personalmente a Romano, ex compagno di scuola del raccomandato. Aiello accontentò l’onorevole che, saputo dell'assunzione, incontrò l’ex manager a Bagheria per ringraziarlo personalmente. Dell’assunzione di Valentino al processo all’ex presidente della regione Totò Cuffaro, aveva marginalmente parlato anche il pentito Giacomo Greco che aveva sostenuto che la questione interessava al boss Ciccio Pastoia, circostanza che confermerebbe l’interessamento della mafia alla vicenda.
Il verbale di Aiello è stato depositato agli atti dell’udienza preliminare a carico di Romano. L’ex manager ha confermato quanto riferito dal pentito Stefano Lo Verso su confidenze ricevute dallo stesso Aiello in carcere, ma ha detto ai Pm di non essere stato a conoscenza delle questioni politiche legate alle candidature di Antonio Borzacchelli e di Giuseppe Acanto. Quest’ultimo, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Villabate, secondo l’accusa, sarebbe stato appoggiato politicamente da Romano.
[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, LiveSicilia.it, GdS.it, Repubblica/Palermo.it]
- Sì a uso intercettazioni per Saverio Romano (Guidasicilia.it, 15/12/11)





























