Nuove sanzioni contro il regime di Gehddafi, ancora raid Nato su Tripoli

L'Unione europea ha dato il via libera a nuove sanzioni contro la Libia: "Il colonnello Gheddafi resta una minaccia per il popolo libico"

24 maggio 2011

Via libera dei ministri degli Esteri dell'Unione europea a nuove sanzioni contro la Libia. Il Consiglio ha inserito nella lista dei soggetti colpiti da misure restrittive (bando dei visti e congelamento dei beni) un'altra persona e un'altra entità, misure che entreranno in vigore oggi, con la pubblicazione della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
I ministri hanno poi rinnovato la loro richiesta per un cessate il fuoco "immediato e sincero" e l'appello a Muammar Gheddafi, che "ha perso legittimità, perché abbandoni il potere immediatamente". "Il colonnello Gheddafi resta una minaccia per il popolo libico" hanno sottolineato i ministri, tornando a denunciare "la repressione continua e le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale contro i civili da parte del regime, con atti di violenza sessuale, uso di mine, di bombe a grappolo".
La richiesta di arresto di Gheddafi, suo figlio Saif al-Islam e il capo dei servizi, Abdullah al-Senussi emessa dalla Corte penale internazionale (LEGGI), commentano poi i capi delle diplomazie dei 27, "manda un segnale a quelli che sostengono il regime perché si dissocini da loro e dai loro crimini".
Il Consiglio infine accoglie con favore l'iniziativa dell'Alto rappresentante Catherine Ashton di "aprire un ufficio tecnico dell'Ue a Bengasi, per rafforzare l'assistenza Ue in coordinamento con gli Stati membri e con altri attori e come segnale di solidarietà al popolo libico". L'Ue, concludono, "aprirà una delegazione a Tripoli come già previsto".

Intanto proseguono gli scontri. E' di nove morti il bilancio di una serie di scontri iniziati domenica e proseguiti fino all'alba di ieri lungo il confine tra la Libia e la Tunisia tra i ribelli libici e le brigate fedeli a Muammar Gheddafi. Secondo quanto riferito dalla tv araba Al Jazeera, gli scontri sono avvenuti nella zona di Wazin, già teatro nelle scorse settimane di violenti combattimenti. Le vittime sono otto uomini di Gheddafi e un combattente dei ribelli.
E sarebbe di almeno tre morti e 150 feriti il bilancio dei nuovi raid notturni della Nato su Tripoli, secondo quanto riferito dal portavoce del regime Mussa Ibrahim ai giornalisti che sono stati portati in visita a un ospedale. I bombardamenti sono iniziati intorno all'una di notte e si sono protratti per mezz'ora con più una quindicina di passaggi, a dimostrazione di come l'Alleanza atlantica stia intensificando le operazioni sul Paese nordafricano. Secondo il regime l'obiettivo era una caserma della Guardia popolare, l'unità di volontari che affianca i soldati fedeli a Muammar Gheddafi, che in quel momento era vuota e le vittime sarebbero tutte civili residenti nella zona. La Nato ha invece fatto sapere di aver colpito "con missili di precisione" un garage pieno di veicoli militari adiacente alla caserma-residenza di Gheddafi a Bab-al-Azizia. "Quella struttura era stata attiva nella prima fase della repressione della rivolta popolare a febbraio e non aveva mai smesso di esserlo", ha spiegato in una nota il comandante delle operazione dell'Alleanza, generale Charles Bouchard.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, AGI]

 

 

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24 maggio 2011

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