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Nuovo ordine di custodia cautelare per Massimo Ciancimino

Detenzione di materiale esplosivo: questo il nuovo reato contestato a Cinacimino jr, in carcere per calunnia ai danni di Gianni De Gennaro

01 giugno 2011

Nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Massimo Ciancimino. Il provvedimento emesso dal gip Fernando Sestito, su richiesta del procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dei sostituti della Dda Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava, è stato notificato al figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo nel carcere Pagliarelli di Palermo.
Dallo scorso 21 aprile, infatti, Ciancimino junior è rinchiuso nella casa circondariale per calunnia ai danni dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Adesso il nuovo reato contestato nell'ordinanza: porto e detenzione di esplosivi. La vicenda è quella relativa al ritrovamento di 13 candelotti di dinamite, 21 detonatori e spezzoni di miccia, che lo stesso super testimone della presunta trattativa tra Stato e mafia, durante l'interrogatorio seguito al suo arresto, ha fatto ritrovare agli investigatori, indicando il luogo in cui li aveva seppelliti nel giardino della propria abitazione palermitana.

Il testimone della trattativa tra Stato e mafia ha anche rivelato che la dinamite gli sarebbe stata consegnata da un uomo una settimana prima di finire in carcere insieme a un biglietto di minacce di cui, però, si sarebbe disfatto. Il detenuto ha anche raccontato di avere dato parte dei candelotti a un amico perchè se ne disfacesse, dicendogli di non farne parola perchè non voleva allarmare i familiari e perchè temeva che si sarebbe detto che se li era messi da solo.
Il racconto di Ciancimino, però, non coincide in più punti con quello dell’amico che, per suo conto, avrebbe eliminato la dinamite. Il teste dice che i candelotti sarebbero stati buttati in mare, l’altra persona coinvolta, che è indagata per lo stesso reato, sostiene di aver gettato un sacchetto con "tre-quattro candelotti" in un cassonetto di via La Lumia. Così, l'esplosivo è finito in una vasca di Bellolampo, questo hanno accertato gli investigatori della Dia. Sembra impossibile recuperarlo, e la Procura ha posto il problema, a tutela dei dipendenti dell'Amia che periodicamente ammassano i rifiuti con le ruspe.
Ciancimino sarà ora sottoposto all’interrogatorio di garanzia da parte del gip che, nel disporre la nuova misura cautelare, ha sostenuto che il testimone aveva la piena ed esclusiva disponibilità del materiale custodito ed era a conoscenza della sua natura tanto da essere preoccupato e da incaricare l’amico di disfarsene.

Alla richiesta di misura cautelare la Procura ha allegato la relazione della Scientifica che ha analizzato i candelotti confermandone l’altro potenziale esplosivo (LEGGI). Il potenziale è rimasto intatto nonostante Ciancimino abbia bagnato i candelotti. Anzi, hanno concluso gli esperti, l’acqua l’avrebbe cristallizzato rendendolo ancora più pericoloso. A prescindere dalle contraddizioni tra le versioni di Ciancimino e quella dell’amico coinvolto nell’inchiesta, i magistrati hanno accertato molte lacune nel racconto che il testimone fa della consegna dei candelotti. Le immagini riprese dalle telecamere piazzate davanti alla casa del figlio dell’ex sindaco non confermerebbero la sua versione dei fatti. Proprio su questo stanno indagando gli investigatori che devono fare i conti però anche con delle interruzioni nelle riprese video che rendono più complicato il lavoro.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Corriere del Mezzogiorno]

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01 giugno 2011
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