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Offresi legge ad utrasessantacinquenne incensurato...

Una proposta di legge di un deputato Pdl obbliga il giudice in presenza di un imputato incensurato o che abbia superato i 65 anni di età, ad applicare le attenuanti generiche

04 marzo 2011

Pena ridotta per incensurati e soggetti con età superiore ai 65 anni, con effetti sulla prescrizione; allargamento dei reati di competenza della Corte d'Assise, compresi quelli che vedono coinvolti magistrati; aggravante per l'abuso d'ufficio commesso sempre dai magistrati.
Sono alcuni dei contenuti di una proposta di legge presentata alla Camera da Luigi Vitali, del Pdl, per modificare i codici penale e di procedura penale, dando attuazione ai principi del giusto processo fissati dall'articolo 111 della Costituzione. "Un restyling e una sintesi di norme già elaborate nelle precedenti legislature, per rendere effettivo il giusto processo", ha spiegato all'Adnkronos, in attesa della stesura definitiva del testo.
La proposta prevede di modificare il codice penale in modo che il giudice diminuisca "sempre la pena quando l'imputato è incensurato o ha superato il sessantacinquesimo anno di età". In questo caso "il giudice deve applicare le circostanze attenuanti e considerarle prevalenti rispetto alle eventuali circostanze aggravanti, ogniqualvolta per effetto della diminuzione di pena il reato risulti estinto per prescrizione". Inoltre "il giudice anche nella fase delle indagini preliminari, pronuncia in camera di consiglio sentenza inappellabile di non doversi procedere". Ma non è questa l'unica novità proposta da Vitali. La norma è infatti parte di un testo di 44 articoli, concepito, si spiega nella relazione introduttiva, per "dare piena attuazione ai principi del giusto processo recepiti nell'articolo 111 della Costituzione". Inoltre si vuole "restituire al processo penale la sua fisiologica funzione", puntando alla "deflazione del carico giudiziario che nel corso degli ultimi anni ha assunto proporzioni enormi anche a causa dell'eccessiva proliferazione dei procedimenti". Perciò "occorre, in definitiva, ricondurre alla normalità il carico giudiziario, anche impedendo la celebrazione di quella grande mole di processi che appaiono ormai superflui, in quanto concernenti reati in relazione ai quali - a cagione del lungo tempo trascorso dalla loro ipotizzata commissione - è ormai maturata la prescrizione".

"La proposta depositata da Vitali è di sua esclusiva iniziativa e non concordata con la Consulta Giustizia del Pdl. Chiederemo a Vitali di ritirare immediatamente quella parte di ddl che potrebbe offrire strumentali polemiche in particolare per cio' che riguarda la prescrizione". Questa la dichiarazione di Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e legale del premier Silvio Berlusconi.
"Leggo su alcune agenzie di stampa che avrei presentato una proposta di legge sulla prescrizione breve. Mi corre l'obbligo di smentire questa notizia, chiarendo che la mia proposta di legge riguarda norme che mirano a ridurre il debito giudiziario nel settore penale". E' quanto replica Luigi Vitali. "Credo che si sia creato un equivoco nato dal fatto che nella mia proposta è previsto l'obbligo per il giudice di concedere le attenuanti generiche per gli imputati incensurati o ultrasessantacinquenni. Oggi nel nostro ordinamento - aggiunge - la prescrizione è regolata dalla cosiddetta ex Cirielli che indica come termine massimo quello previsto dalla pena edittale aumentata di un quarto". "Mi preme ricordare che questa norma, nello spirito del legislatore dell'epoca, fu resa necessaria proprio per evitare che la prescrizione di un reato fosse decisa discrezionalmente dai giudici con la concessione o meno delle attenuanti generiche", conclude Vitali.
"Quella di Vitali - commenta il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti - è una proposta sconcertante perché priva di ogni logica di sistema, con intenti punitivi e intimidatori nei confronti della magistratura e costruita per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi, a partire dal caso Ruby i cui atti potrebbero essere resi nulli d'un colpo".

E intanto Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Grazioli, ai cronisti che stazionavano di fronte alla sua residenza e che gli chiedevano della proposta ha risposto: "Credetemi, non ne so nulla". Ma  un'iniziativa del governo? Hanno insistito i cronisti. "Non ne so nulla", ha concluso poi il Cavaliere. [Adnkronos]

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04 marzo 2011
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