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Oggi è il 1 Maggio...

La Festa dei Lavoratori diventa sempre di più come una commemorazione di defunti

30 aprile 2010

Oggi è il 1 Maggio. La Festa dei Lavoratori... Una celebrazione che sempre più spesso siamo costretti a percepire come una "commemorazione di defunti".
Ieri a Palermo è morta l'ennesima persona sul posto di lavoro. L'ennesima vittima di ciò che esiste di più sacro per ogni uomo: il lavoro. L'elemento che permette di preservare la dignità, valore massimo per esistere in questa terra. Eppure, di lavoro si muore sovente. Tanti, tantissimi escono la mattina e il rientro a casa diventa una delle più insondabili incognite. E oggi è il primo maggio...

Aveva 24 anni l'operaio morto ieri a Palermo. Si chiamava Roberto Noto ed era padre di due bambini. Isieme ad un collega stava lavorando al rifacimento di una copertura di un capannone in una fabbrica dismessa in un cantiere in via Ingham.
Sembra che Roberto sia caduto dal tetto, andando incontro ad una fine terribile. Il giovane è stato portato all'ospedale Buccheri La Ferla dal fratello, ma era già morto. I medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Roberto aveva l'osso del collo spezzato...
Oggi sarebbe dovuta essere la sua festa. La Festa dei Lavoratori.
I carabinieri della compagnia di Piazza Verdi stanno indagando sulla sua morte e sul rispetto delle norme ambientali visto che la copertura del capannone era in eternit.

Per il segretario della Cisl di Palermo, Mimmo Milazzo e per il segretario della Filca-Cisl di Palermo Salvatore Scelfo quello che è succeso ieri è una scena vista e rivista. "Un morto sul lavoro ogni sette ore è la tragica media scandita da un orologio implacabile. Nel 2009 in Italia ci sono stati oltre 260 morti bianche. E il pericolo di decessi e infortuni sul lavoro a Palermo è ancora a livelli lontani dalle medie di un Paese civile".
Scelfo e Milazzo, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore, affermano l'impegno del sindacato su tre fronti: creare la cultura della sicurezza con contratti che già prevedono 16 ore di formazione e la "patente" per potere avviare una impresa edile, far funzionare il Testo Unico con un coordinamento tra controllo pubblico e gli Enti bilaterali, potenziare la figura delle Rlst (Responsabile della Sicurezza dei Lavoratori Territoriali). "Solo così - dicono i sindacalisti della Cisl - sicurezza e prevenzione non resteranno parole vane".

Un impegno gravoso e difficile da mantenere visto le cifre dell'irregolarità esistente in Italia e in particolare nel Sud. Secondo i dati presentati ieri alla Camera dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, nel Mezzogiorno il lavoro nero e irregolare "è il doppio che al Nord".
Al Sud il tasso degli irregolari sul totale dei lavoratori supera infatti il 18 per cento, contro una media del 9 per cento nelle regioni settentrionali. Ma per le donne la situazione si ribalta: l'area geografica con la quota più elevata di lavoratrici in nero è il Nord, con una percentuale pari al 64,2 per cento contro il 31,5 per cento del Sud. Un fenomeno che può sembrare strano ma effettivamente facile da spiegare: il sommerso maschile riguarda in prevalenza i lavoratori dell'agricoltura, mentre quello femminile riguarda i servizi, e viene utilizzato dalla donna come un improprio strumento di flessibilità, un modo di conciliare famiglia e lavoro in mancanza di migliori opportunità. Il record assoluto spetta al lavoro domestico, con un tasso del 50 per cento.
"Il Sud - ha poi aggiunto Sacconi - continua a essere l'area meno reattiva a interventi di contrasto delle irregolarità". Agricoltura ed edilizia sono i settori che maggiormente risentono degli infortuni e del caporalato e sono gli immigrati i soggetti maggiormente esposti al lavoro nero.

Nel 2009 sono state 303.691 le aziende ispezionate e di queste 175.144 sono risultate irregolari. Le violazioni in materia di orario di lavoro hanno registrato un aumento di +154%, le violazioni accertate sullo statuto dei lavoratori +262, gli illeciti in materia di sicurezza sul lavoro +56%, ha evidenziato ancora Sacconi. In aumento anche le violazioni in merito alla tutela delle lavoratrici madri, +67% quelle sulla tutela economica, +155% rispetto a quella fisica.
La Calabria è la Regione che presenta il tasso di irregolarità più alto, oltre il 27 per cento. Ma in generale al Sud il lavoro nero è nerissimo, prevalendo le situazioni di totale illegalità.
Quindi si muore sul lavoro, oppure si diventa disabili tentando di guadagnarsi il proverbiale "pezzo di pane". E da disabile sarà impossibile lavorare e di conseguenza sarà difficilissimo preservare la proprio dignità... E oggi è il 1 Maggio. La Festa dei Lavoratori.

 

 

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30 aprile 2010
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