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Ogni anno in Sicilia 15 mila persone sono colpite da infarto, di queste duemila non sopravvivono

In Italia le sindromi coronariche acute costituiscono la causa più frequente di ricovero ospedaliero

24 giugno 2005

Sono quindicimila le persone che ogni anno in Sicilia vengono colpite da infarto, di queste duemila non sopravvivono. Nell'Isola - come nel resto d'Italia - le sindromi coronariche acute costituiscono la causa più frequente di ricovero ospedaliero: 8.000 ogni anno i ricoveri per infarto miocardico acuto, con un'incidenza di recidiva infartuale e di mortalità del 15% entro il primo anno.

La fotografia dello stato di salute cardiovascolare della Sicilia e il quadro organizzativo delle strutture cardiologiche siciliane, sono stati illustrati nel convegno dell'ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), che ha riunito a Mondello, fino al 17 giugno, i cardiologi ospedalieri della regione.
Nel corso del convegno sono stati presentati i risultati di uno studio regionale, coordinato da Augusto Canonico dell'ospedale ''Cervello'', sul comportamento dei cardiologi nel trattamento delle sindromi coronariche acute in 19 cardiologie con UTIC della Sicilia (di cui 10 con emodinamica). Nell'80% dei casi la condotta terapeutica adottata dai cardiologi ospedalieri siciliani risulta appropriata e aderente alle Linee Guida Nazionali, quindi con una percentuale di aderenza anche superiore alla media nazionale.

''L'impiego di nuovi farmaci e di procedure invasive per il trattamento delle sindromi coronariche acute, ha dimezzato i tempi di degenza riducendo la mortalità intraospedaliera al 5%'' ha affermato Michele Gulizia, Presidente dell'ANMCO Sicilia e Direttore dell'Unità Cardiologia dell'Ospedale S. Luigi- S. Currò di Catania. ''Ciò nonostante - ha sottolineato l'esperto - solo un quarto dei pazienti trattati è sottoposto ad angioplastica primaria, mentre la percentuale di quelli trattati con angioplastica in acuto è del 60%. Sono ancora troppo pochi i centri di cardiologia interventistica ad alto grado di tecnologia, per di più concentrati nelle maggiori città della regione: Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Agrigento, Sciacca, Taormina e Ragusa, lasciando fuori un'ampia zona del territorio che non si avvale di questa opportunità terapeutica''.

Oltre la metà degli ospedali siciliani è oggi dotato di UTIC, cioè l'unità di terapia intensiva cardiologica (1 ogni 140 mila abitanti), tuttavia sono appena 12 in Sicilia i centri ospedalieri in grado di eseguire angioplastiche. La distanza dall'ospedale può infatti diventare un fattore critico quando è superiore a 20 chilometri: e in Sicilia l'80% delle UTIC è raggiungibile dalla quasi totalità della popolazione entro una distanza di 20 km, mentre la metà dei siciliani risiede oltre 50 km da un centro di emodinamica.
''I cardiologi dell'ANMCO - ha concluso Gulizia - per sanare questa discrepanza hanno elaborato un piano strategico ed organizzativo che proporranno in tempi brevi all'Assessore alla Sanità Giovanni Pistorio, per la costituzione e l'applicazione in Sicilia di una rete integrata per la gestione dell'infarto miocardico''.

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24 giugno 2005
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