Ognuno ha gli eroi che si merita...

Il cavalier Silvio Berlusconi: "Dell'Utri ha ragione, Mangano un eroe"

25 novembre 2013

"Credo che Marcello abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe". Silvio Berlusconi durante una nuova, interessante "lezione" ai giovani di Forza Italia, è tornato sulla vicenda difendendo le affermazioni di Marcello Dell'Utri sull'essere stato Mangano un eroe per non aver ceduto ai pm che gli chiedevano di testimoniare il falso sui "rapporti tra Berlusconi e la mafia".
"Dell'Utri ha avuto insolenze perché si è permesso di definire Mangano un eroe", ha sottolineato Silvio Berlusconi, ricostruendo la vicenda.
"Marcello aveva conosciuto alla lontana un signore di Palermo dove aveva fondato una squadra di calcio per prendere i ragazzi dalla strada e quel signore si presentava per segnare le righe del campo. Lo fece venire a lavorare ad Arcore - ha raccontato - con la moglie, i due figli e l'anziana mamma. Faceva la comunione e qualche volta sedeva al nostro tavolo. Ebbe una disavventura perché la sua azienda fallì e andò via da Arcore".

"La storia della sua vita non la conosco, si complicò la vita mettendosi con persone che appartenevano all'organizzazione della mafia e fu accusato di essere stato complice addirittura in un omicidio. Venne assalito dal cancro. Ogni settimana un procuratore andava da lui in carcere e gli diceva: ti mandiamo a casa oggi pomeriggio se ci racconti dei rapporti tra Marcello Dell'Utri e la mafia, tra Silvio Berlusconi e la mafia. Ma lui si rifiutò. Lo fecero uscire il giorno in cui poi morì. Credo che Marcello abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe".

Il procuratore aggiunto di Caltanissetta Domenico Gozzo, ha voluto replicare alle parole di Berlusconi. "Ora basta con questa pappardella dell'eroe che resiste indomito alle pressioni della magistratura". "Sono stanco di sentirmi dire che i magistrati (cioè io) tentarono di far parlare Mangano - ha scritto Gozzo su Facebook - Mangano ha parlato! Ha riferito tutto quello che ci è stato utile per riscontrare altre dichiarazioni, e lo ha fatto con assoluta libertà, alla presenza del suo avvocato, nel corso dell'interrogatorio di garanzia dopo il suo arresto. Tanto che fu teste dell'accusa al dibattimento. Non abbiamo, ripeto, non abbiamo mai cercato la collaborazione di Mangano".
Gozzo rappresentò l'accusa nel processo di primo grado all'ex senatore Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. "Avevamo tante di quelle prove da non avere alcun bisogno della sua collaborazione. Mangano non era né eroe né mostro - dice il magistrato - era un associato mafioso, che si è trovato al centro di una storia più grande di lui, e che poi tante sentenze (quattro, oppure otto se ci mettiamo anche quelle su Di Napoli e sull'omicidio per cui Mangano venne condannato in primo grado) hanno detto essere stato mandato ad Arcore per proteggere Berlusconi, su mediazione di Dell'Utri. Questo è, nulla di più nulla di meno".

Intanto, nel secondo giorno consecutivo di deposizioni al processo sulla trattativa Stato-mafia, il collaboratore di giustizia Nino Giuffrè, ha parlato proprio di Dell’Utri e di Forza Italia. "Scegliemmo di appoggiare Forza Italia perchè avevamo avuto delle garanzie"
Rispondendo alle domande degli avvocati difensori degli imputati, l'ex padrino della Cupola ha precisato: "Nella seconda metà del '93 è venuto fuori Marcello Dell'Utri, che ha dato garanzie per la risoluzione dei problemi di Cosa nostra. A prescindere dal garantismo di Forza Italia, noi li scegliemmo perché ci diedero garanzie".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it, Adnkronos/Ign]

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25 novembre 2013

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