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Oltre il collasso, ma nessuna tendopoli!

A Lampedusa circa 5 mila i migranti. Nelle coste catanesi sbarcati quasi 200 "finti libici"

21 marzo 2011

Sbarchi a raffica nella notte a Lampedusa (Agrigento), dove sono approdati 450 migranti. Questa mattina è arrivato anche un altro barcone con a bordo 93 persone. Sull'isola sono circa 5mila gli extracomunitari presenti e resta altissima la tensione. I lampedusani, infatti, ieri per tutto il giorno hanno bloccato l'attracco del traghetto con il materiale necessario per costruire la tendopoli, che solo in tarda serata è stato sistemato sul molo.
Un accorato appello alle istituzioni è stato lanciato dal parroco dell'isola, don Stefano Nastasi. "La popolazione - ha detto - ha bisogno di risposte concrete e di presenze reali. L'assenza degli uomini di governo è stata ed è grave. Siamo non l'ultimo lembo d'Italia, ma la prima porta del Mediterraneo. Non è più solo questione di tende precarie".

"Noi la tendopoli non la vogliamo". Non ha usato mezzi termini il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che ieri ha preso parte alla manifestazione indetta in segno di protesta per l'annunciato allestimento della tendopoli per ospitare le migliaia di immigrati giunti in questi giorni sulle coste dell'isola. "Siamo scesi in piazza - ha detto De Rubeis - perché ci opponiamo all'idea di montare una tendopoli". "Vista la situazione, consentiremo invece l'arrivo dei tir che trasportano i bagni chimici. La popolazione - ha spiegato - intende far sentire la propria voce e ribadire la propria contrarietà al progetto di piantare le tende sull'isola".
Da Palermo il commissario straordinario per l'emergenza immigrati, il prefetto Giuseppe Caruso, ha lanciato un appello ai cittadini di Lampedusa: "Pazientate ancora un po' in attesa di avere la disponibilità in altri siti per ospitare gli immigrati, oltre alla nave militare che è già stata individuata e che potrà accogliere oltre 2 mila persone".
Ma alla fine la tendopoli non verrà allestita. "Abbiamo vinto - ha detto stamane il sindaco -, i tir con le tende rientreranno a Porto Empedocle, non si metterà neanche una tenda né alla Casa Fraternità né alla base Loran né da nessun'altra parte. Resteranno solo i bagni e le docce".
Il sindaco ha poi annunciato che in giornata 200 immigrati partiranno con la nave per Porto Empedocle e altri 300 dovrebbero essere trasferiti con un ponte aereo. La richiesta avanzata dagli abitanti è che, se nei prossimi giorni dovessero verificarsi ulteriori avvistamenti di migranti, le motovedette di Guardia di Finanza e Capitaneria trasferiscano gli immigrati direttamente sulla terra ferma. "C'è il rischio che Lampedusa esploda - afferma De Rubeis -; siamo stanchi, lo Stato deve farsi carico di questa emergenza". "Il governo non rispetta la popolazione e sta mettendo in serio pericolo tutti i cittadini di Lampedusa - ha detto ancora De Rubeis - c'è il rischio di uno scontro con le forze dell'ordine e la responsabilità è di Maroni e di Caruso. Lampedusa ha dimostrato un'accoglienza esagerata mentre il resto dell'Italia dimostra di non volere neanche un immigrato".
Il sindaco ha poi rivolto un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché intervenga nuovamente "per sbloccare la situazione e non fare affondare l'isola. L'atteggiamento dello Stato è vergognoso: l'Italia sta consentendo che queste migliaia di immigrati vengano trattati come bestie, obbligate a dormire sotto l'acqua.
Tutta l'Italia dovrebbe vergognarsi".

A stretto giro è arrivato l'annuncio del ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Il governo ha deciso di farsi carico del grave disagio dei lampedusani" attraverso "misure compensative per l'economia". Maroni, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha spiegato che il sottosegretario all'Economia Sonia Viale definirà "misure compensative di carattere economico e strutturale per compensare l'isola di quanto sta subendo".
Dal primo gennaio sono arrivati in Italia 14.918 immigrati che vanno considerati "clandestini", ha affermato il ministro Maroni, aggiungendo che il Centro di accoglienza di Lampedusa è "saturo" e che domani presiederà una riunione con i rappresentanti di tutte le Regioni per approfondire la questione. "A Lampedusa c'è un'emergenza umanitaria grave che stiamo gestendo con le misure più adeguate". Il titolare del Viminale ha poi annunciato che si recherà in Tunisia perché occorre fermare le partenze da questo Stato.
Lampedusa riceverà un "risarcimento per i danni patiti", anche in termini di "immagine" per il massiccio arrivo di immigrati, ha assicurato, dal canto suo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine del consiglio dei ministri straordinario sulla Libia. Vi saranno, ha spiegato, "provvedimenti" immediati per il decentramento degli immigrati, a breve scadenza misure compensative e dopo un risarcimento per i danni patiti. "Dal Cdm mandiamo un messaggio chiaro ai cittadini di Lampedusa e cioè che non saranno lasciati soli e che Lampedusa tornerà ad essere la perla del Mediterraneo a cui sarà restituità la sua brillantezza". "Lampedusa - ha proseguito Alfano - non è solo un'isola di confine fra l'Italia è l'Europa, ma è anche un passaggio a livello tra due mondi. Da un lato c'è un mondo dove vi è libertà e benessere, al di là c'è invece un mondo dove non vi è libertà e democrazia. Ecco perchè possiamo dire che oggi Lampedusa è il nuovo check-point Charlie".
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha espresso, in una nota "grave preoccupazione per la situazione umanitaria dei circa 5.000 migranti presenti sull'isola di Lampedusa, inclusi i quasi 2.000 che si trovano all'interno del centro di accoglienza in condizioni di estremo sovraffollamento".
Intanto l'Italia è tornata oggi a chiedere ai partner europei di convidere il peso dell'immigrazione clandestina, in vista di un aumento dei flussi in arrivo dalla Libia. "Proprio perché facciamo parte di una coalizione internazionale - ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini al suo arrivo alla riunione dei colleghi dei 27 - vogliamo condividere l'onere molto pesante dell'immigrazione illegale con tutti i partner, prima di tutto i partner europei".

E in Sicilia arrivano anche i libici che, però, si è scoperto essere dei falsi libici. Nella notte, infatti, ben 191 immigrati sono sbarcati nella notte sulle coste del Catanese. Sono arrivati con due barconi: il primo, un peschereccio, si è incagliato sugli scogli di Riposto, il secondo barcone è stato intercettato al largo di Catania e fatto entrare, sotto scorta, nel porto del capoluogo etneo.
I migranti, tutti egiziani, partiti da Alessandria d'Egitto, avrebbero sostenuto di essere libici per ottenere lo status di rifugiati politici. Sia il peschereccio che l'imbarcazione intercettata dalla Guardia di finanza al largo di Catania, sono state condotte nel porto del capoluogo etneo. Entrambi i gruppi di clandestini sono stati condotti nel PalaNitta per le procedure di identificazione ed i controlli medici. Il sostituto procuratore della Repubblica a Catania Vincenzo Serpotta segue l'indagine sullo sbarco al fine di individuare gli organizzatori e le presunte responsabilità del natante italiano su cui erano in corso le operazioni di trasbordo prima dell'intervento della Guardia di Finanza. Gli immigrati arrivati potrebbero essere trasferiti quanto prima nel centro di Crotone, in Calabria.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Lasiciliaweb.it, Corriere.it]

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21 marzo 2011
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