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Omofobia e barbarie

Dalla politica e dalle massime istituzioni un impegno (che sembra) concreto contro la discriminazione contro i gay

18 maggio 2011

"Desta preoccupazione il persistere di discriminazioni e comportameni ostili nei confronti delle persone con orientamenti sessuali diversi". Lo ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio per la Giornata mondiale contro l'omofobia che si è celebrata ieri, 17 maggio. Atteggiamenti - fa notare il capo dello Stato - che "contrastano con i dettami sia della Costituzione, sia della Carta dei Diritti fondamentali della Ue".
"La coesione sociale del nostro Paese - ha ammonito Napolitano nel messaggio trasmesso all'incontro che si è svolto alla sala del Mappamondo e letto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini - è sottoposta a gravi tensioni. Inammissibili episodi di impudente aggressività e intolleranza si verificano con frequenza preoccupante". "Non dobbiamo quindi ignorare l'invito del Parlamento europeo - ha aggiunto - a trovare misure efficaci per abbattere questo tipo di discriminazioni. E mentre da una parte deve essere apprezzata l'apertura di imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall'altra occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi e innanzitutto in sede politica, con costanza e fermezza, le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento italiano". "E non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica. L'ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. In altri Paesi democratici - ha proseguito Napolitano nel suo messaggio - persone che hanno dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche". "Un percorso di superamento di timori e rimozioni - ha inoltre affermato Napolitano - nonché di ostacoli alle carriere, è stato avviato da tempo anche in Italia, ma il nostro è un cammino che appare ancora lungo e difficile. Perciò è importante che la battaglia contro l'omofobia e le discriminazioni che ne derivano, non sia condotta solo a opera di meritorie avanguardie ma divenga un ben più vasto impegno civile".

"L'omofobia deve essere combattuta a livello culturale, rimuovendo quel pregiudizio ancora molto diffuso che impedisce agli omosessuali di vivere nella vita i loro diritti fondamentali", ha affermato dal canto suo Gianfranco Fini il quale - aprendo i lavori dell'incontro al quale hanno partecipato il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, la deputata del Pd Paola Concia, il presidente di Arcigay Paolo Patanè e il presidente di Gaylib Enrico Oliari - ha auspicato la "necessaria convergenza di tutte le forze politiche democratiche, perché il rispetto della dignità della persona umana rappresenta un caposaldo di autentica civiltà". Nel rimarcare che "l'omosessualità non deve essere considerata come una malattia", Fini ha detto di ritenere "molto opportuna" la decisione del ministro Carfagna di aprire un'indagine sull'episodio che alcuni giorni fa ha visto coinvolto un ragazzo, al quale non è stata rinnovata la patente a causa della sua omosessualità.
Per il ministro Carfagna bisogna approvare la legge per recuperare il terreno perso nella battaglia contro le discriminazioni e gli atti di intolleraza nei confronti degli omosessuali. Legge da tempo all'esame del Parlamento, ma non ancora varata che "introduce un'aggravante per tutti quegli atti violenti che sono commessi sulla base di una discriminazione anche per l'orientamento sessuale". "L'Italia si è mossa sicuramente in ritardo ma credo che c'è grande determinazione nel voler recuperare il terreno", ha sottolineato.

Intanto oggi al Palermo Pride... - Al centro delle iniziative di oggi per il Palermo Pride ci sarà il tema dell'omogenitorialità: si chiamano Famiglie Arcobaleno, sono famiglie composte da genitori omosessuali con bambini, e sono più di 100.000 famiglie, con meno diritti e tutele delle altre famiglie. Oggi, mercoledì 18 maggio, alle ore 16.30 si terrà la presentazione del 'Libro di Tommi' (ed. Il dito e la luna) autrici: Giuliana Beppato e Maria Tina Scarano, presso la Ludoteca del Giardino (Giardino Inglese - ingresso via Duca della Verdura), nello spazio "Famiglie per mano" curato dall'associazione E.co. Onlus, con l'intervento della presidente nazionale di Famiglie Arcobaleno, Giuseppina La Delfa (www.famigliearcobaleno.org). Il libro è un manuale educativo e didattico su scuola e omogenitorialità.
Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad una crescita esponenziale di bambini e bambine nati e/o cresciuti in famiglie con uno o più genitori omosessuali. La scuola è il primo luogo di incontro istituzionale che si è confrontato con queste nuove realtà. Il 'Libro di Tommi' descrive questo incontro partendo dall'esperienza dei protagonisti (bambini, genitori e insegnanti) che raccontano quei momenti non previsti che provocano imbarazzi stereotipati, criticità, mancanza di proposte didattiche adeguate alle realtà presenti in classe. Il 'Libro di Tommi' si propone come strumento di riflessione operativa. La finalità è quella di fornire una conoscenza dei contesti di crescita dei bambini con famiglie omogenitoriali, offrire indicazioni su come facilitare la comunicazione tra scuola e famiglia, favorire l'inserimento dei bambini nel contesto classe, proporre una didattica che tenga conto della pluralità delle situazioni familiari da cui i bambini provengono, prevenire gli "imbarazzismi" che si creano in alcune situazioni proponendo modalità di approccio, non certo esaustive ma di stimolo e di esempio.
"Famiglie Arcobaleno, diritti che non ci sono" è il titolo dell'incontro pubblico che si terrà alle 19.30 presso l'associazione Nzocchè (via E.Ximenes, 95). Con questo incontro pubblico promosso dal Palermo Pride, vogliamo approfondire e far conoscere una realtà, quella delle famiglie di persone omosessuali con figli. Una realtà ignorata dalle istituzioni italiane, priva di diritti, sopratutto per i minori, ma anche nel nostro paese molto viva ed organizzata. E che comincia ad esserlo anche a Palermo. Un confronto sugli aspetti giuridici, legali, sociali e culturali con la partecipazione di Giuseppina La Delfa, presidente nazionale dell'Associazione Famiglie Arcobaleno. La serata prosegue poi con altri appuntamenti del Palermo Pride 2011.

A Catania, invece, nasce un osservatorio sulle discriminazioni contro i gay... - Il 17 maggio 1990 l'Organizzazione mondiale della sanità cancellava l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. E ogni anno per quella data si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro l'omofobia, ricorrenza promossa dall'Unione europea con l'obiettivo di riaffermare il diritto al rispetto. E nell'ambito di questa iniziativa il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione e il presidente di Arcigay, Sandro Mangano, hanno firmato un protocollo d'intesa che prevede la realizzazione di un Osservatorio provinciale contro tutte le discriminazioni. "Così - ha dichiarato il presidente Castiglione - riprendiamo l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata su sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione, convinzioni personali, opinioni politiche, handicap, età o tendenze sessuali".
Prima della firma una studentessa del primo Liceo classico del Collegio Capizzi di Bronte ha letto poesia che ha scritto sulla diversità, risultata vincitrice del concorso indetto dalla Provincia di Catania per i suoi 150 anni. "E' un segno di profonda civiltà e grande impegno sociale - ha affermato Sandro Mangano, presidente Arcigay Catania - quello mostrato dalla Provincia di Catania e dal suo presidente con la firma di un protocollo d'intesa che non ha precedenti nella storia di questa terra. La nostra comunità da oggi si sente meno sola nella dura battaglia per l'attuazione di princìpi riportati a chiare lettere dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ma troppe volte disattesi quando ci si trova davanti a casi di omosessualità".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, www.palermopride.it, Lasiciliaweb.it]

 

 

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18 maggio 2011
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