Operazione Iblis: restano in carcere boss e imprenditori

Il Tribunale della Libertà di Catania ha depositato le sue decisioni su 14 dei 47 arrestati dai carabinieri del Ros

23 novembre 2010

Il Tribunale della Libertà di Catania ha depositato le sue decisioni su 14 dei 47 arrestati nell’operazione "Iblis" della procura e del Ros dei carabinieri (LEGGI), l’inchiesta che vede coinvolto (indagato per concorso esterno, ndr) il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Nella maggior parte dei casi l’impianto d’accusa ha retto, solo in due casi c’è stato un rigetto dei ricorsi degli arrestati. Restano in carcere, quindi, Mario Ercolano, Graziano Lo Vortico, Pietrio Guglielmino, Giuseppe Arena, Tommaso Somma e Giuseppe Monaco, imprenditore di Regalbuto.
Per Michele e Girolamo Marsiglione, coinvolti nelle indagini sul centro commerciale "La Tenutella" di Misterbianco, il capo d’imputazione è stato derubricato da associazione mafiosa a concorso esterno. Resta in carcere loro padre Francesco, presunto regista dell’operazione nell’interesse del clan Santapaola.
Annullata l’ordinanza di custodia cautelare per Sebastiano Rampulla, fratello del capomafia Pietro, presunto reggente a Ristretta e accusato di estorsione, e Salvatore Di Bennardo, coinvolto, secondo le indagini, nell’omicidio di Angelo Santapaola. Il primo resta comunque in carcere scontando altra pena.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, GdS.it]

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23 novembre 2010

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