Opporsi al ''pizzo'' per rivendicare con forza la libertà che deve avere ogni singolo imprenditore e commerciante

01 agosto 2007

Ieri, nei telegiornali, il volto di Rolando Guaiana, proprietario dello stabilimento di vernici e materiale plastico andato a fuoco ieri a Palermo, a causa, con molta probabilità, di un incendio a scopo intimidatorio, era il volto di una persona ferita e amareggiata, ma non impaurita. ''Certo che rifarei quello che ho fatto'', ha detto Guaiana rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva della sua adesione alla campagna di consumo responsabile promossa dal comitato ''Addiopizzo'', per favorire gli acquisiti negli esercizi che dichiarano di non pagare il pizzo. ''Certo che lo rifarei, perché altrimenti qui non cambierà mai niente''.

Di seguito pubblichiamo una lettera di solidarietà nei confronti della famiglia Guaiana, inviataci proprio da ''Addiopizzo''. A questa uniamo il nostro augurio.

Il Comitato Ae la Fai sono a fianco della famiglia Guaiana ed esprimono la loro solidarietà nei confronti dell'imprenditore e di tutti i dipendenti dell'azienda vittima, verosimilmente, di una grave atto di violenza la notte scorsa. L'impresa è una delle 200 che hanno aderito alla lista di consumo critico anti-pizzo.
L'episodio evidenzia come ancora sia bassa la soglia di attenzione sul fenomeno e quanto i commercianti di Palermo necessitano di tutela da parte delle istituzioni. Ogni componente della società deve impegnarsi a garantire all'imprenditore tutto l'apporto utile alla ripresa dell'attività. In particolare il Comitato Addiopizzo si mette a disposizione degli organi inquirenti per fornire tutti gli elementi di cui è a conoscenza e che possano essere utili per l'accertamento dei fatti e per l'individuazione dei responsabili.
Ma le istituzioni dovranno ora più che mai far sentire la loro presenza, la loro solidarietà al commerciante e a tutti gli esercenti di Palermo che non possono vivere nel continuo ricatto mafioso, che non possono occludersi così il loro diritto alla libertà d'impresa.
Per questo lanciamo un appello a tutto il mondo istituzionale cittadino e all'associazionismo imprenditoriale palermitano per consentire all'imprenditore di tornare a lavorare al più presto, con tutti i suoi dipendenti e continuare a sviluppare la propria attività come dovrebbe essere normale in un economia sana.
L'episodio non scalfisce la voglia e la volontà del comitato che continuerà a lavorare come ha sempre fatto, accanto agli imprenditori che ci accompagnano in questa strada, difficile, ma che continuiamo a percorrere grazie al grande sostegno dei cittadini palermitani, dei 9.000 consumatori a sostegno della campagna ''Contro il pizzo cambia i consumi'', dei 200 imprenditori della lista di Consumo critico.

INFO
Comitato Addiopizzo
tel. +39 380 3486769 (il numero è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17)
fax  +39 091 6810070
ufficiostampa@addiopizzo.org
www.addiopizzo.org

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01 agosto 2007

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