Orgoglio di fine anno

E' positivo il bilancio del governo fatto da Silvio Berlusconi nel discorso di fine anno

22 dicembre 2008

Riforma della Giustizia, rilancio del nucleare, investimenti sulle infrastrutture, provvedimenti efficaci per fronteggiare la crisi. Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di fine anno che si è tenuta sabato sera a Villa Madama, ha tracciato un bilancio a tutto campo del lavoro svolto dal suo governo e ha indicato i primi appuntamenti dell'anno nuovo.

GIUSTIZIA - "Abbiamo già ultimato una grande riforma della giustizia penale che - ha sottolineato il premier - ha come fulcro la separazione degli ordini dei magistrati giudicanti da quello dei pm che - ha spiegato - chiamaremo avvocati dell'accusa, che dovranno essere dislocati in altri uffici, che dovranno avere nei confronti dei giudici gli stessi doveri e gli stessi diritti che hanno gli avvocati della difesa. Il ministro della Giustizia - ha detto - ha sentito tutte le categorie nessuna esclusa e questa riforma la presenteremo al primo Consiglio dei ministri di gennaio. Andrà in Parlamento e la nostra maggioranza come sempre sarà aperta alle suggestioni, ai consigli, alle richieste che verranno da tutti, naturalmente anche dai partiti dell'opposizione". Insomma, ha ribadito Berlusconi, una riforma "condivisa" della giustizia "è il nostro auspicio".

ENERGIA - Altro tema che sta a cuore a Berlusconi è l'autosufficienza energetica attraverso il rilancio del nucleare. "Siamo un paese tributario verso l'estero, questo comporta che l'energia costi da noi il 35% in più rispetto agli altri cittadini europei e il 50% in più dei francesi, rendendo difficile anche la competizione dei nostri prodotti". Il premier ha ricordato che il governo ha scelto la via dei rigassificatori ("ne abbiamo inaugurato uno a Rovigo, altri sono in programma") e sono stati presi "nuovi accordi con la Libia, l'Algeria e l'Albania per moltiplicare le fonti di approvvigionamento. Ma per risolvere il problema in futuro bisognerà ricominciare con il nucleare", ha rimarcato. In primo luogo con progetti "nei Paesi vicini e poi nel territorio italiano. Purtroppo occorrono circa sette anni per avere una centrale terminata, ma se mai si comincia non si finisce mai".

INFRASTRUTTURE - Come sul nucleare Berlusconi vuole superare i veti ambientalisti anche per rilanciare le grandi infrastrutture. Sedici miliardi e seicento milioni sono stati stanziati per riaprire i grandi cantieri in Italia. "Negli ultimi 20-30 anni in Italia - ha detto Berlusconi - non si sono realizzate più grandi infrastrutture. Il 75% del traffico di prodotti avviene oggi su tir con una caduta verticale sulla sicurezza delle nostre strade e sull'inquinamento ambientale". "Abbiamo dato il via questa settimana - ha proseguito il Cavaliere - con il Cipe al un primo forte investimento rispetto al piano di 125 miliardi di euro che avevamo lasciato in eredità all'altro governo e che l'altro governo, sempre subendo il ricatto della sinistra ecologista, aveva dovuto fermare".

CRISI ECONOMICA - "L'Italia, il nostro governo - ha rivendicato il Cavaliere - ha prodotto uno sforzo per afforontare la crisi economica che è stato l'apripista delle soluzioni raggiungendo anche una soluzione condivisa da tutti che ha dato autorevolezza in più al nostro Paese". Mentre ha criticato la decisione Usa di lasciar fallire la banca d'affari statunitense: "Se non avessero lasciato fallire Lehman Brothers non sarebbe successo quello che è successo". Berlusconi è tornato quindi a predicare ottimismo e ha contestato chi contribuisce a diffondere negatività per la crisi economica. "Questa atmosfera, questa canzone della crisi, quando uno apre televisione si spaventa, ha portato anche categorie che non hanno nulla da temere ad avere paura della situazione". E' proprio questo clima, ha ribadito il premier alla conferenza di fine anno, "che può determinare la crisi". Il Cavaliere ha quindi accennato a un sondaggio che rivela come otto cittadini su dieci "hanno detto di sospendere il cambio" dell'automobile per la situazione in atto. "E' proprio quello che i governi vogliono evitare, per questo all'ultimo consiglio europeo con i leader abbiamo deciso di iniettare quantità di speranza e fiducia nel corpo dei consumatori".

FISCO - In tema di tasse, ha promesso il presidente del Consiglio "tutto ciò che recupereremo dall'evasione fiscale andrà in direzione dell'abbattimento della pressione fiscale. Ci sono tanti italiani che sottraggono al fisco il 20%-22% del pil. Tutti gli altri che pagano le tasse devono pagare di più. Abbiamo attivato la lotta all'evasione che sarà aiutata dal federalismo fiscale. Indirizzando le dichiarazione dei redditi ai comuni dove vivono e dove si conoscono gli stili di vita e le possibilità - ha sottolineato Berlusconi - credo che possa potare all'innalzamento della lotta all'evasione".

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Parlando di Pubblica amministrazione Berlusconi ha porto il suo plauso al "grande lavoro che abbiamo avviato con un ottimo ministro, Renato Brunetta" sottolineando però come in Italia la macchina statale sia ancora "costosissima". "Il cittadino italiano paga 4.500 euro l'anno per la p.a. contro i 3.200 euro dei tedeschi. C'è un grande gap da recuperare, contiamo di farlo con la riorganizzazione della p.a., attraverso la completa digitalizzazione che portera risparmi notevolissimi e modernizzazione".

PENSIONI - Sull'equiparazione dell'età pensionabile uomo-donna "noi riteniamo che questa dovrebbe essere una decisione delle donne", ha affermato il presidente del Consiglio. Quindi precisando che non è stato il ministro della Funzione pubblica Brunetta ad avanzare questa proposta ma che "ci viene chiesto dall'Europa perché la ritiene una discriminazione negativa", ha chiarito che dovrebbe comunque essere "una cosa facoltativa, su cui decide stessa la lavoratrice". Quanto invece a una riforma dell'intero sistema delle pensioni il premier ha tagliato corto: "Non abbiamo preso in considerazione una rivisitazione del sistema pensionistico, nemmeno nei prossimi mesi".

Quindi Berlusconi ha rivendicato orgoglioso il successo dell'esecutivo da lui guidato che ha "un gradimento che ha superato di molto il voto che ci avevano dato. Per il presidente del Consiglio il consenso è di nuovo al 72%" dopo una flessione dovuta alla "disinformazione della sinistra" sul provvedimento sulla scuola e sulla vicenda dell'Iva per Sky. [Adnkronos/Ing]

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22 dicembre 2008

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