OTHERS: sguardi mediterranei sull’arte contemporanea

A Palermo la Biennale d’arte di Marrakech, a Catania le Biennali di Istanbul e Atene

15 luglio 2010

Riso, Museo d'Arte contemporanea della Sicilia, il museo diffuso che in questi anni ha costruito il proprio programma sull'intero territorio siciliano, si apre al Mediterraneo. Dopo aver collaborato e dislocato le proprie attività di museo contemporaneo in molti centri d'arte della Sicilia, Riso invita il Mediterraneo dell'arte contemporanea in Sicilia. Il progetto "OTHERS" (curato da Renato Quaglia, coordinatore culturale di Riso) presenta altri punti di vista sull'arte contemporanea; altre Biennali d'arte nel Paese che ospita la Biennale di Venezia; altri modelli curatoriali ed espositivi da Turchia, Grecia e Marocco.
Per la prima volta Palazzo Riso (sede del Museo Riso) e la Gam a Palermo, Palazzo Valle a Catania (sede della Fondazione Puglisi Cosentino) saranno sedi in cui le Biennali di altri Paesi organizzeranno direttamente, autonomamente e gestendone i progetti curatoriali e organizzativi, un progetto espositivo e creativo espressione di quelle istituzioni e di quelle città.
I visitatori che sceglieranno di raggiungere Palermo e Catania, varcando le soglie dei palazzi sede di "OTHERS", si troveranno a Marrakech, Istanbul e Atene: incontreranno l'arte e la vita culturale di quelle città.

Palermo ospita una selezione di video, film, tele, sculture d'architettura e sceniche di 26 artisti selezionati per la terza Biennale internazionale d'arte di Marrakech (A proposal for articulating works and places - parte 2) da Abdellah Karrou. Da Palermo andrà in onda una trasmissione radiofonica con la marocchina Radio R22, per raccontare la città. Una sezione della mostra è ospitata dalla Galleria d'arte moderna.
A Catania, la Fondazione Puglisi Cosentino ospita, della Biennale di Atene (Away and Boil your Head), opere sul tema del vissuto personale in tempo di fallimento sociale, opere di 18 artisti selezionati da "XYZ" (Xenia Kalpaktsoglou, Poka-Yio ed Augustine Zenakos, co-direttori della Biennale d'Atene).
Sempre a Catania, negli spazi della Fondazione, la XI Biennale internazionale di Istanbul (What happens to the hole when the cheese is gone?) presenta 26 artisti - selezionati da Ana Devic, Natasa Ilic, Sabina Sabolovic e Ivet Curlin (Collettivo WHW - What, How & for Whom) - con opere sui temi e le implicazioni della crisi economica globale.

Dall'articolo di Laura Larcan "Sicilia culla dell'arte mediterranea" (Repubblica.it, 08 luglio 2010)
[...] In questo singolare e affascinante tour, partiamo dal Riso, che nelle sue splendide sale di un'aura così profondamente palermitana, nelle fattezze barocche e allo stesso tempo così devastate dal tempo, sfilano i video, film, tele, sculture installazioni di ventisei artisti selezionati per la III Biennale internazionale d'arte di Marrakech curata dal critico marocchino Abdellah Karrou (con un'appendice ospitata alla Gam). Il benvenuto al pubblico viene offerto subito dall'installazione "Gwang Ju-Marrakech", che l'artista irlandese Seamus Farrel porta nel cortile a cielo aperto del palazzo, tutto giocata sull'incastro funambolico di portiere di macchine quasi a costruire un catartico girotondo celebrativo del senso del viaggio, capace di consumare le distanze da un luogo all'altro. Con lui, si possono conoscere anche artisti di talento come Batoul S'Himi (col suo pianeta disegnato a terra con la cenere), Yto Barrada, Patricia Esquivias, Sofia Aguir.
Da non perdere, poi, alla Galleria d'arte moderna la videoinstallazione dell'inglese Isaac Julien che è un suo personale sguardo sulla Sicilia: è qui infatti che tre anni fa ha girato le immagini che oggi appaiono veicolate su tre schermi lasciando sfilare la spettacolare e tragica spettacolarità della natura e della storia siciliana, con scenari e monumenti che giocano un ruolo metaforico ed esistenziale. Tutto sullo sfondo della storia di un uomo che tra sogni e speranze fa la scelta estrema di abbandonare il suo paese, l'Africa, e di vivere l'esperienza di un viaggio attraverso il Mediterraneo.

A Catania, le sale di Palazzo Valle accolgono la Biennale di Istanbul, giunta lo scorso anno alla undicesima edizione, la più antica delle tre. In tutto sono ventisei gli artisti selezionati dal Collettivo tutto al femminile WHW , What, How & for Whom (al secolo Ana Devic, Natasa Ilic, Sabina Sabolovic e Ivet Curlin) che a suon di installazioni, performance, videoarte, fotografia, invitano il grande pubblico a riflettere sul ruolo chiave che dovrebbe giocare l'arte sulla scena mondiale a livello sociale. Un orizzonte impegnato, critico, agguerrito, per nulla sereno e pacato, quello della Biennale della città sul Bosforo che torna a citare Bertolt Brecht e la sua "Opera da tre soldi", stuzzicando il pubblico col dilemma paradossale ma emblematico in un'epoca di crisi "What happens ti the hole when the cheese is gone? (Cosa accade al buco quando il formaggio è finito?). Opere che indagano le condizioni delle donne in Turchia, come la splendida "Tukish Report 09" della croata Sanja Ivekovic, che assembla un murale con diecimila fogli di carta rossa formato A4 sui quali si legge una relazione sui diritti al femminile. Ma l'impegno si legge anche nell'egiziana Anna Boghiguian che porta cinquanta illustrazioni create per i famosi poemi del poeta turco Cavafy, frutto di una profonda ricerca nella storia della sua Istanbul. E nei disegni e video di Jinoos Taghizadeh, l'artista iraniana che ha sofferto la censura nel suo paese.
Più poetica e visionario, con un pizzico di provocazione è l'anima della Biennale di Atene, guidata da un altro collettivo XY (alias Xenia Kalpaktsoglou, Poka Yio e Augustine Zenakos). A condensarne il senso, è la scultura "Monument for the Unknown Hooligan" di Em Kei, che a mo' di memoriale sfodera un mezzobusto incappucciato, simbolo di una nuova genesi perversa di eroe. E ancora, si possono apprezzare i lavori di Lydia Dambassina, Electronic Voice Phenomena, Peter Dreher, John Bock. Fino al nostro designer-architetto Ettore Sottsass scomparso tre anni fa.


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"Others"
rientra nelle iniziative del progetto "Le città del Mediterraneo" che coinvolgerà, dal 2010 al 2012, alcune delle principali città del Mediterraneo in attività e manifestazioni rappresentative delle identità, dei sistemi produttivi, economici, culturali e artistici mediterranei. "Le città del Mediterraneo" è un progetto promosso da Palazzo Riso e dalla Fondazione Campania dei Festival, nell’ambito di un accordo tra la Regione Siciliana, la Regione Campania e il MISE, Ministero per lo Sviluppo Economico.

INFO
Biennale di Marrakech a Palermo, fino al 28 novembre 2010
Palazzo Riso, Corso Vittorio Emanuele, 365.
Orari: ore 10-20 da martedì a domenica, 10-22 giovedì e venerdì, chiuso il lunedì.
Tel. 091.320532.
Web: www.palazzoriso.it
GAM - Galleria d'Arte Moderna, Via Sant'Anna, 21.
Orari: ore 9.30 -18.30 da martedì a domenica. Chiusura il lunedì.
Tel. 091 8431605
Web: www.galleriadartemodernapalermo.it

Biennali di Istanbul e Atene a Catania, fino al 7 novembre 2010
Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle Via Vittorio Emanuele, 122.
Orari: ore 10-13.30 e 16.00- 19.30 da martedì a domenica, sabato chiusura serale alle ore 21.30 (chiusura il lunedì).
Tel. 095 7152118
Web: www.fondazionepuglisicosentino.it

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15 luglio 2010

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