Palermo dentro, Catania fuori

L'aeroporto Flacone-Borsellino entra nella Rete Europea dei Trasporti, mentre Fontanarossa ne rimane fuori

23 novembre 2013

Palermo vola, Catania perde quota. Nella guerra degli aeroporti siciliani, Fontanarossa perde punti. La notizia dell’esclusione dello scalo etneo dalla rete Core Network Ten-T, la rete europea dei trasporti, ha fatto andare su tutte le furie il sindaco Enzo Bianco. Brinda, invece, il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, perché, al contrario, l’aeroporto del capoluogo, il Falcone Borsellino, è stato inserito nell’area della Rete trans-europea "Scandinavia-Mediterraneo".

Il piano Cef, Connecting Europe Facility, ha sancito, quindi, in modo pressoché definitivo l’esclusione dell’aeroporto di Catania e di tutta l’area della Sicilia orientale dalle grandi reti di trasporto trans-europee. È stato approvato nei giorni scorsi dal Parlamento Europeo che ha stabilito gli interventi infrastrutturali da realizzare nel prossimo decennio e tutte le strutture catanesi, dal porto all’aeroporto fino alla circumetnea, ne resteranno escluse.
A fare la differenza ai fini del declassamento il criterio "land side", cioè l’accessibilità multimodale di cui Fontanarossa è sprovvista. Consolazione pari a zero, e rabbia alle stelle. Viene in altre parole ratificato il declassamento delle strutture catanesi, Fontanarossa in testa, confermando definitivamente l’esclusione dalla rete principale (il network "core"). Al danno si aggiunge la beffa. Catania rimane fuori dai fondi europei del prossimo decennio, soldi stanziati per gli investimenti considerati prioritari.

"È una vergogna, una decisione assolutamente irrazionale e noi ci batteremo con le unghie e con i denti per farla cambiare". Enzo Bianco è durissimo nel commentare l’esclusione dell’aeroporto etneo. "È stato adottato - spiega il primo cittadino, che ha avuto un vertice anche su questo tema con l’assessore regionale alle Attività produttive Linda Vancheri - un criterio assolutamente incomprensibile, ossia quello della grandezza della città in cui ha sede l’aeroporto, ignorando che quello di Catania è oggi lo scalo aeroportuale più importante del Sud Italia vicino alla città, vicino a un grande porto e facilmente raggiungibile da tutte le province isolane. È più importante di Napoli, di Bari e di Palermo, che serve solo due province siciliane mentre Fontanarossa ne serve sette. Invece con questa decisione verrebbe penalizzata la parte più dinamica dell’isola e tra le più vitali del Mezzogiorno dal punto di vista commerciale, industriale e turistico". "Il nostro inoltre - aggiunge - è un aeroporto in crescita che ha potenzialità enormi e questo declassamento rischia di compromettere tutte le possibilità di sviluppo dell’intera Sicilia. Basti pensare che non si può fare turismo senza un aeroporto adeguato a gestire il traffico internazionale. Ecco perché dobbiamo mobilitarci tutti per combattere questa battaglia: lo chiederò al presidente della Regione Crocetta ma anche a tutti i deputati siciliani eletti in tutte le forze politiche al Parlamento di Roma e a quello di Bruxelles: bisogna difendere gli interessi dell’intera Sicilia".

Di ben altra natura, ovviamente, l’umore di Leoluca Orlando. "L’inserimento dell’aeroporto Falcone e Borsellino e della Sicilia occidentale nell’area della Rete trans-europea "Scandinavia-Mediterraneo", - ha detto il sindaco di Palermo - è un grande riconoscimento e rappresenta al tempo stesso una grande opportunità".
Commentando il voto con cui il Parlamento Europeo ha approvato la Ten-t ed il piano Cef, Connectin Europe Facility - Infrastrutture per collegare l’Europa, Orlando ha aggiunto: "L’inserimento in questo Piano renderà possibile accedere ad importanti co-finanziamenti comunitari per gli interventi strutturali, indispensabili nell’ottica di una strutturazione metropolitana e sovrametropolitana".

"Allo stesso tempo - conclude il sindaco del Capoluogo siciliano - questo importante riconoscimento, che è la certificazione di quanto già deciso dal governo nazionale a febbraio con l’inserimento di Punta Raisi nella "top-ten" degli aeroporti strategici, offre ulteriori argomenti per un processo di privatizzazione in corso che deve essere garante di adeguati corrispettivi per la cessione delle quote pubbliche". [SiciliaInformazioni.com]

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23 novembre 2013

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