Palermo riscopre le sue gipsoteche

La Capitale italiana della Cultura 2018 riscopre e invita alla visita di questi luoghi d’arte poco conosciuti

06 marzo 2018
Palermo riscopre le sue gipsoteche

Chi ha fatto studi o è appassionato d'arte le conosce bene. Ma quanti sanno cos'è una gipsoteca? E soprattutto, quanti finora ci hanno mai messo piede? La gipsoteca altro non è che una raccolta di modelli e calchi in gesso di sculture o elementi architettonici. A Palermo, oltre quella a Palazzo Ziino, ce ne sono anche altre e nell'ambito di Palermo Capitale della Cultura 2018 si potrà accedere ad altri due allestimenti per ammirarne la collezione o per visitare altre mostre. La prima e più antica gipsoteca si trova al Campus dell'Università ed è visitabile su prenotazione, scrivendo a gipsoteca.culturesocieta@unipa.it, all'ottavo piano del padiglione 15 di viale delle Scienze.

Gipsoteca del Dipartimento Culture e Società dell'Università degli Studi di Palermo

A volere la Gipsoteca del Dipartimento Culture e Società dell'Università degli Studi di Palermo come sussidio pratico per l'insegnamento dell'archeologia, fu Antonino Salinas (1841-1914), archeologo, numismatico e rettore dell'università di Palermo a cui oggi è intitolato il museo archeologico.
Nonostante l'esiguità di mezzi a sua disposizione, Salinas riuscì a raccogliere oltre sessanta gessi di sculture antiche, grazie agli sforzi da lui compiuti a più riprese e testimoniati dalle sue lettere. Se pur non raggiunse mai dimensioni molto vistose, in confronto con quelle di altre collezioni italiane, la sua fu la prima gipsoteca universitaria concepita a fini didattici nel nostro paese. Essa, inoltre, può vantare la presenza di due opere di grande pregio, due rarissime repliche della riproduzione miniaturizzata del fregio del Partenone e del fregio del tempio di Apollo Epicurio a Basse in Arcadia, che erano state realizzate a Londra dallo scultore scozzese John Henning nei primi decenni dell'Ottocento. La composizione comprende altri calchi particolarmente significativi: il Moscoforo dell'Acropoli di Atene, la testa dell'Athena Lemnia, una grande lekythos ateniese, l'Efebo di Subiaco, la Venere di Milo, il Giove di Otricoli e il rilievo della Nike dell'Acropoli di Atene.

Alcuni pezzi della gipsoteca universitaria di Palermo

Dopo la morte di Salinas, e per sua volontà, la raccolta di gessi fu trasportata nella sede storica dell'Università, presso la Casa dei Padri Teatini di San Giuseppe. Diversi pezzi andarono purtroppo perduti, soprattutto a causa del terremoto del 1940 e dei bombardamenti subiti da Palermo nel 1943. La collezione, ora ridotta a quaranta gessi, rimase nei locali di via Maqueda sino a che, alla fine degli anni '60, l'intera Facoltà di Lettere e Filosofia fu trasferita nel nuovo Campus Universitario, presso l'Edificio 12. Qui, per volontà del Prof. Nicola Bonacasa, Ordinario di Archeologia Classica e Direttore dell'Istituto di Archeologia (poi confluito nel Dipartimento Culture e Società), la maggior parte dei calchi fu esposta negli spazi occupati dall'Istituto.
L'allestimento attuale, curato da Simone Rambaldi, arriva al termine di un lavoro iniziato nel 2015 con il trasferimento del Dipartimento Culture e Società presso l'Edificio 15. Rambaldi è Ricercatore del Dipartimento Culture e Società. I suoi studi hanno permesso di ricostruire la storia della raccolta e pubblicare il Catalogo dei gessi, riportando alla luce anche alcuni i calchi messi in deposito e non più visibili da molto tempo.

La gipsoteca dell'Accademia di Belle arte di Palermo

L'altra gipsoteca che apre le porte è quella dell'Accademia di Belle arti e lo fa non tanto per mostrare i calchi ma per ospitare una mostra insolita e accattivante: Exotic Sicily. Calzature e ventagli dal Settecento al Novecento della collezione Raffaello Piraino. Un viaggio nello stile e nel gusto della cultura artistica siciliana attraverso l'evoluzione maturata nell'arco di due secoli, dall'esotismo ai "capricci" compositivi dei tessuti dalle insolite combinazioni cromatiche, ai ricami e alle stampe floreali. L'accostamento di preziosi tessuti, tipologie di manufatti e tecniche artistiche permettono ai visitatori di avere una visione completa dello stile bizarre, chinoiserie, della produzione tessile. [In mostra fino al 14 marzo, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17. Il sabato dalle 10 alle 13]

- www.palermocapitalecultura.it

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06 marzo 2018

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