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Par condicio: la Vigilanza Rai conferma lo stop ai talk show

Il direttore Mauro Masi: ''Il regolamento resta com'è. E' profonda la differenza tra il servizio pubblico e le tv private''

17 marzo 2010

Non ci sarà nessuna modifica del regolamento sulla par condicio varato dalla Commissione di Vigilanza. E' quanto emerso nella seduta della stessa commissione, che ieri ha ascoltato sull'argomento anche il direttore generale della Rai Mauro Masi.
L'orientamento espresso dagli esponenti della maggioranza parlamentare in commissione è stato infatti molto chiaro: il regolamento resta com'è anche dopo la sentenza del Tar su quello analogo varato dall'Agcom per le tv private. Dalle file della maggioranza infatti è stata sottolineata la profonda differenza tra il servizio pubblico e le tv private, che non permette alcuna simmetria con il comportamento tenuto dall'Agcom, che ha invece annullato il suo regolamento dopo il pronunciamento del Tar.

"Vorrei sottolineare - ha dichiarato il direttore generale della Rai Mauro Masi, nell'audizione di ieri pomeriggio - che con la delibera del Cda Rai sono state sospese solo quelle trasmissioni che per la loro natura di talk show, rendevano impossibile l'applicazione del regolamento sulla par condicio. Ma non c'è stato alcun black out informativo: tante trasmissioni continuano ad andare in onda, come 'Report' ad esempio". "La Rai ha applicato il regolamento varato dalla Vigilanza e la delibera del Cda non è stata toccata in alcun modo dal pronunciamento del Tar", ha aggiunto Masi.

Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della Vigilanza Rai, ha sottolineato che "dopo la scelta politica del centrodestra, non si può non registrare che oggi è una brutta e triste pagina per la credibilità del servizio pubblico radiotelevisivo".
Ieri mattina, il presidente della Rai Paolo Garimberti aveva auspicato una soluzione della vicenda in Commissione. "Spero che questa situazione si sblocchi, da parte mia le trasmissioni le avrei riprese comunque ma mi rimetto al volere della Vigilanza - aveva detto Garimberti -. Questa situazione rende un pessimo servizio alla Rai e all'informazione, ma la colpa non è della Rai ma del regolamento che è illegittimo".
Intanto si muovono i consumatori. Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ed Elio Lannutti, presidente di Adusbef, hanno confermato l'intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato e di valutare l'opportunità di "una Class Action per la restituzione di un dodicesimo del canone RAI versato dagli utenti del servizio pubblico". [Adnkronos/Ing]

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17 marzo 2010
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