Parte da Campobello di Mazara (TP) il ''Fondo di solidarietà'', per risarcire le vittime della mafia

Avviata la campagna d'informazione con l'affissione di manifesti pubblicitari e la distribuzione di brochure

28 novembre 2003
E stata avviata una campagna d'informazione promossa dal Comune di Campobello di Mazara e dalla Prefettura di Trapani finalizzata alla conoscenza dei benefici previsti dalla legge 512 del 22 dicembre 1999, ed in particolare del "Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso". L'iniziativa  prevede l'affissione di manifesti pubblicitari e la distribuzione di due brochure che contengono, oltre ai dettagli esplicativi della norma, il fac-simile di domanda.

Promossa dall'Ufficio del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso" presso il Ministero dell'Interno, l'iniziativa vuole divulgarsi a livello nazionale."Nessuno potrà mai restituire a chi è stato vittima di un reato di tipo mafioso ciò che ha perso,- afferma il sindaco Daniele Mangiaracina - sia esso un affetto, un bene o un diritto. Ma un atto di concreta solidarietà può aiutare a ricominciare. I cittadini che vorranno avere maggiori informazioni  potranno recarsi presso l'ufficio della Solidarietà Sociale a Palazzo Accardi".
Finalmente quanti hanno subito danni derivanti da reati di tipo mafioso (giudizialmente liquidati) potranno ottenerne l'effettivo pagamento attraverso il diretto intervento dello Stato.
Le domande verranno sottoposte al giudizio del "Comitato di solidarietà  per le vittime dei reati di tipo mafioso". Il "Fondo di solidarietà" è attualmente alimentato da un contributo annuo dello Stato di 10 milioni e 329 mila euro, oltre che dai proventi derivanti dai beni mafiosi confiscati.

A gestirlo, per conto del Ministero dell'Interno, è la"Consap" (Concessionaria di servizi assicurativi pubblici S.p.a). Gli interessati potranno ottenere il pagamento delle somme liquidate con sentenza a titolo di risarcimento dei danni subiti in conseguenza di reati di tipo mafioso, di provvisionale e di rifusione delle spese di costituzione e difesa in giudizio. Per accedere al fondo bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:

- chi ha ottenuto in suo favore, nel giudizio penale o civile, successivamente al 30 settembre 1982, una sentenza definitiva di condanna al risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e difesa a carico di soggetti imputati dei reati indicati all'art.4 comma 1 della legge n. 512/1999 (e cioè: delitto di cui all'art. 416-bis del codice penale; delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis; delitti commessi al fine di agevolare l'attività delle associazioni di tipo mafioso), ovvero una sentenza, anche non definitiva, di condanna al pagamento di una provvisionale per i medesimi reati, ovvero una sentenza civile di liquidazione dei danni causati dalla consumazione dei detti reati, accertati in giudizio penale;
- chi non ha, alla data di presentazione della domanda,  una sentenza definitiva di condanna per uno dei reati di cui all'art. 407, comma 2 lett. a, del codice di procedura penale o una misura di prevenzione applicata in via definitiva ai sensi della legge n. 575/1965 e successive modificazioni, non ha in corso procedimenti per uno dei predetti reati di cui all'art. 407 c.p.p. o per l'applicazione di una misura di prevenzione (in caso di pendenza il procedimento per l'accesso al Fondo è sospeso).
- Ai benefici, inoltre, possono accedere le persone fisiche a cui favore è stata emessa la sentenza, o i loro successori a titolo universale, e gli enti.

Per la presentazione delle domande relative a risarcimenti disposti con sentenze pronunciate dopo il 25 gennaio 2000, data di entrata in vigore della legge n. 512/1999, non vi è alcun termine.
Inoltre sono ammesse le domande relative a risarcimenti disposti con sentenze che, pur pronunciate prima dell'entrata in vigore della legge, non sono passate in giudicato alla medesima data del 25.1.2000. La domanda deve essere presentata direttamente o inviata a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento al Prefetto di Trapani e deve contenere tutte le dichiarazioni previste dall'art. 10 del regolamento di attuazione (D.P.R. n. 284/2001). Da allegare alla domanda la copia autentica dell'estratto della sentenza emessa in favore del richiedente.

Il fac-simile della domanda è disponibile presso l'Ufficio Solidarietà Sociale del Comune di Campobello e presso la Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo.
Il Prefetto verifica la sussistenza dei requisiti per la corresponsione delle somme richieste, e trasmette poi la domanda e la relativa documentazione istruttoria al "Comitato di solidarietà". Il Comitato delibera sulla domanda disponendo, in caso di accoglimento, la corresponsione delle somme spettanti agli aventi diritto.

Per informazioni teefonare al numero verde 800 191 000, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.

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28 novembre 2003

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