Paura da pollo

Ormai è ufficiale: il micidiale H5N1, il temibile virus dell'influenza dei polli, è arrivato in Europa

14 ottobre 2005

Certo, non lo avremmo mai voluto dire, ma la realtà se ne infischia di quello che vorremmo o meno.
E' confermato: il virus dell'influenza aviaria, il micidiale ''H5N1'', è arrivato in Turchia e in Romania. L'influenza dei polli è arrivata alle porte dell'Unione Europea, con un larghissimo anticipo sulle previsioni.
L'allarme (e diciamo allarme non allarmismo) si è fatto concretezza nelle parole pronunciate dal Commissario europeo Markos Kyprianou: ''Abbiamo la conferma che il virus presente in Turchia è lo stesso individuato in Siberia e nel Sudest asiatico. A questo punto c'è il rischio di una pandemia, ma nessuno sa quando potrebbe verificarsi e comunque il contagio non sarebbe necessariamente correlato all'influenza aviaria. Noi temiamo la diffusione di un agente infettivo che possa mutare e passare da persona a persona''.
Due settimane fa si parlava di arginare il ''pericoloso allarmismo'' per il quale non esiste medicina, oggi il problema numero uno, è quello dei vaccini per le popolazioni a rischio.
Kyprianou ha ricordato che non esiste, ''al momento'', ''un antidoto specifico per questa malattia''. L'unica difesa immediata è quella delle ''vaccinazioni contro l'influenza stagionale''.
Nel pomeriggio di ieri, infatti, in una riunione d'urgenza, gli esperti nazionali del Comitato veterinario hanno concordato che l'unica misura immediata è quella di aumentare le riserve dei vaccini-standard.

Intanto, già da due giorni, la Commissione ha stabilito il blocco delle importazioni di polli e tacchini vivi, nonché di piumaggi (un blocco che durerà almeno sei mesi), dalla Turchia che adesso è stato esteso anche alla Romania. La Romania, che dovrebbe entrare nell'Ue nel gennaio 2007, e la Turchia candidata all'adesione all'Unione europea, non hanno mosso nessuna obiezione sulla decisione, sicuramente delicata, della Commissione europea, segno di una forte volontà di cooperazione e il coordinamento, essenziali in circostanze come queste.
L'Europa, pensando già ad un piano comune da adottare, che punti sulla prevenzione del contagio  e sull'eradicazione dei focolai (l'eliminazione, più celere possibile, del virus e dei suoi agenti patogeni), ha chiesto abbattere, nel minor tempo possibile, tutti gli animali potenzialmente infettabili.
I turchi hanno già annunciato di aver messo in quarantena l'area di tre chilometri quadrati in cui è stato isolato il virus. Inoltre i veterinari del Paese hanno ordinato l'eliminazione di 7.600 volatili.
Per quanto riguarda il ''da farsi comune'', è stato deciso che i ministri degli Esteri dei 25 paesi Ue si riuniranno martedì in Lussemburgo per un vertice straordinario dedicato all'emergenza dell'influenza aviaria e alle trattative per il Wto.

Secondo l'Organizzazione mondiale di sanità una pandemia di influenza aviaria è solo questione di tempo. E' questa la convinzione del direttore dell'Oms, il sud-coreano Lee Jong-Wook, ribadendo che ''l'epidemia avrà conseguenze disastrose, che faranno sembrare insignificanti quelle provocate dalla Sars'', la polmonite atipica che, esplosa nel 2003, provocò 700 morti e generò nel mondo danni economici per ben 30 miliardi di dollari.
Ciò che preoccupa maggiormente gli esperti è, sopratutto, la velocità di diffusione del virus altamente patogeno H5N1 tra gli animali. Preoccupazione sottolineata dal virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università di Milano, commentando la notizia della presenza accertata del virus in Turchia. ''Il virus dei polli, nel suo ceppo maggiormente patogeno, l'H5N1 - ha detto Pregliasco - si sta avvicinando ed il fatto che la sua presenza sia stata accertata in Turchia evidenzia, appunto, che il virus ha una velocità di diffusione notevole, maggiore rispetto a quanto si immaginava. Il probabile arrivo del virus in Europa - ha proseguito l'esperto - era infatti atteso per la prossima primavera-estate; le notizie dalla Turchia dimostrano che i tempi si stanno invece anticipando''.
Naturalmente, ha ribadito il virologo, è inutile fare allarmismi, ma la preoccupazione c'è: ''Il fatto positivo - ha spiegato - è che negli allevamenti aviari dei nostri Paesi sussistono condizioni igienico-sanitarie molto buone e spesso eccellenti, e questo è senza dubbio fondamentale per prevenire la diffusione del virus; d'altro canto, però, la densità di popolazione aviaria negli allevamenti europei è altissima e questo rappresenta un grosso rischio, poiché renderebbe difficilmente controllabile il diffondersi del virus tra gli animali in allevamento''.

Polli morti abbandonati nel Varesotto: scattati controlli Asl
Quindici polli deceduti e uno in gravemente malato, sono stati ritrovati ieri mattina in un campo sportivo a Rancio Valcuvia (Varese) e sono stati recuperati dal Servizio di veterinaria dell'Asl di Varese. I quindici polli già morti sono stati immediatamente inviati all'Istituto zooprofilattico di Brescia che dovrà chiarire l'origine del decesso. Il pollo ancora vivo, invece, è stato inviato alla sezione di Binago (Co) dell'Istituto zooprofilattico. A dare conferma dell'episodio è stato il responsabile della sezione veterinaria dell'Asl di Varese, il dottor Fabio Banfi: ''Abbiamo ricevuto la segnalazione dalla Polizia locale di Rancio Valcuvia e immediatamente abbiamo provveduto al recupero degli animali. Secondo una prima relazione non presenterebbero segni di violenza. E' prematuro - sottolinea Banfi - individuare una causa. Potremo saperlo tra qualche giorno quando gli esperti avranno compiuto tutte le analisi''.
Banfi invita a non creare allarmismo e ad attendere gli esiti delle perizie. Da individuare resta anche la provenienza dei polli. (AGI)

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14 ottobre 2005

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