Per chiudere col passato... Forse si concluderà a breve il lunghissimo contenzioso tra Italia e Libia

12 novembre 2007

Sabato scorso il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha trascorso un'intera giornata a Tripoli dove ha incontrato tra gli altri il leader libico Muhammar Gheddafi. Una giornata, ha detto D'Alema, dove si è compiuto ''un importante passo avanti'' per i rapporti tra Italia e Libia.
Il 29 ottobre scorso il ministro degli Esteri aveva annunciato un imminente accordo tra Roma e Tripoli per chiudere la ''dolorosa pagina'' del passato coloniale italiano in Libia.
Il lungo e complesso negoziato bilaterale tra i due Paesi non si è ancora concluso, ma è ormai in dirittura d'arrivo, dopo ''l'intesa di massima e di principio'' raggiunto sabato con Gheddafi.

''Abbiamo compiuto un importante passo in avanti'', ha sintetizzato il titolare della Farnesina ritornato in Italia. ''Il negoziato è molto grande e molto complesso e non abbiamo ancora concluso, ma abbiamo raggiunto un'intesa di massima e di principio. Sui principi siamo d'accordo e adesso dobbiamo affrontare questioni di dettaglio'', ha riferito il capo della diplomazia italiana. D'Alema ha poi annunciato che giovedì e venerdì prossimi sarà a Roma una delegazione libica per proseguire il negoziato sulle diverse questioni ancora aperte. Ma la speranza, ha confidato il ministro, è quella che si possa ''concludere'' in tempi molto brevi.

Il ministro D'Alema nella capitale libica, ha prima incontrato il primo ministro Al Baghdadi Ali al Mahmudi e il ministro degli Esteri, Abdelrahm Shalgam e ha, quindi, concluso i suoi colloqui con una cena con il leader libico. Nel lungo incontro, D'Alema e Gheddafi hanno affrontato diversi argomenti di politica estera, dalla recente proposta francese per l'Unione mediterranea al prossimo vertice euro-africano. Ma, chiaramente, il piatto forte è stato l'andamento del negoziato bilaterale che si trascina da lunghissimi anni. Una trattativa molto complessa che tocca ''questioni diverse e sensibilità diverse'' e per la quale ci sono ancora parecchi ''problemi aperti'', come l'accordo sulla doppia imposizione o quello sui visti. Per questo, al momento, ''non abbiamo ancora concluso'', ha detto D'Alema, ma le ''intese di massima e di principio'' raggiunte fanno ben sperare per le ''questioni di dettaglio'' che saranno affrontate dalla delegazione libica nella sua imminente visita a Roma.

Il contenzioso tra l'Italia e la Libia nacque circa 30 anni fa, quando Re Idris fu deposto da Gheddafi, il quale riportò all'attualità bilaterale le questioni del risarcimento economico per l'occupazione coloniale, i campi minati e i libici deportati in Italia. Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, si è molto speso in questi anni per ottenere un risultato positivo, a cominciare dalla sua visita, nel 1999, da presidente del Consiglio. Da ministro degli Esteri del governo di Romano Prodi, il titolare della Farnesina è stato a Tripoli proprio un anno fa, il 23 novembre del 2006, dove ebbe un incontro con Gheddafi che gettò le basi per rilanciare il negoziato sull'annoso contenzioso. Successivamente, il capo della Diplomazia italiana è stato in Libia, lo scorso aprile, per un nuovo incontro con il leader libico, che segnò un nuovo passo in avanti. In queste settimane, un'ulteriore accelerazione. L'appuntamento adesso è fra tre giorni, in attesa di mettere, finalmente, la parola fine al lungo negoziato italo-libico che negli anni scorsi si era bloccato sulla richiesta di Tripoli di ottenere da Roma la realizzazione di un'autostrada costiera dalla frontiera egiziana a quella tunisina dal costo di 6 miliardi di euro.

 

 

 

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12 novembre 2007

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