Per l'aeroporto di Palermo investimenti pari a 44 mln di euro

Intesa Sanpaolo e Unicredit investono sulla Gesap, ma l’Enac ancora dubita...

06 febbraio 2017
Per l'aeroporto di Palermo investimenti pari a 44 mln di euro

Sul filo del rasoio arriva l’ok delle banche ai finanziamenti necessari agli investimenti del piano di sviluppo di Gesap, così come richiesto dall’Enac.
Il pool di banche costituito da due fra i più grandi istituti italiani, Intesa SanPaolo e Unicredit, ha deliberato di finanziare in pari quota l'intero importo di 44 milioni di euro richiesto dalla società di gestione.

"Un segnale di grande credibilità del piano economico finanziario presentato dalla società - si legge in una nota delle Gesap - e quindi del grande interesse col quale viene vista la positiva progressione che l'aeroporto di Palermo ha mostrato negli ultimi anni, che non è sfuggito ai grandi istituti finanziari. Alcuni punti salienti del piano che certamente hanno attirato l'attenzione degli istituti sono il sostanziale aumento dei ricavi che dagli attuali 60 milioni viene previsto salire fino ai 94 per il 2030, ed inoltre gli utili previsti che nel periodo 2016-2030 sono stimati pari ad una media annua di 7,3 milioni, per non citare lo stesso valore di Ebitda per il periodo che dal 2020 in poi supererà i 20 milioni annui".
"Ancora una volta la Gesap ha dimostrato di mantenere gli impegni presi sugli investimenti - hanno detto Fabio Giambrone e Giuseppe Mistretta, presidente e amministratore delegato della Gesap - confermando quanto avevamo previsto".
Secondo Eurocontrol, il "Falcone Borsellino" raggiungerà nel 2030 quota 8 milioni passeggeri, superando i 7 milioni previsti nel 2024.

Il presidente di Enac, Vito Riggio, commentando il via libera alla linea di credito concessa dalle due banche, ha però detto: "Non appena il consiglio di amministrazione di Enac sarà nelle condizioni, valuteremo il piano della Gesap e se, come ho letto, è tutto a posto si procederà a interrompere la procedura di revoca della concessione". Riggio ha spiegato che la procedura di revoca è stata aperta in seguito al ritardo della Gesap nella realizzazione degli investimenti e ha aggiunto che l'Enac non era stata informata delle trattative in corso con le banche.

Una posizione quella di Riggio che però lascia perplesso il presidente Giambrone. "L'Enac ha fatto una proposta di revoca della concessione perché non c'erano i finanziamenti. Adesso che c'è una provvista finanziaria che consente di completare il quadro per fare gli investimenti cade di fatto l'oggetto della richiesta. Cosa manca ancora? Siamo stupiti di questi posizione dubitativa". Poi riferendosi alle parole del numero uno dell'Enac, sulla procedura di revoca, che l'Ente avrebbe aperto a seguito del ritardo della Gesap nella realizzazione degli investimenti e che non sarebbe stata informata delle trattative in corso con le banche, Giambrone dice: "c'è una fitta corrispondenza tra noi e l'Enac, anche con due diffide formali al ritiro del provvedimento, motivate attraverso tutte le date della procedura in corso,  non se ne ricorda? C'è forse un difetto di comunicazione tra  lui e i suoi uffici? Verifichi". [Fonte: Travelnostop Sicilia]

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06 febbraio 2017

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