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Per quei lavoratori della formazione professionale

A Palermo assemblea dei sindacati e dei lavoratori della formazione per chiedere una svolta nelle politiche di settore

26 febbraio 2011

Si è tenuta giovedì scorso ieri a Palermo un'assemblea tra i vertici regionali di Cisl, Uil, e Snals-Confsal e alcuni lavoratori del settore della formazione professionale, per discutere il problema della precarizzazione dei rapporti di lavoro. Durante l'incontro, si è deciso di chiedere un accordo quadro, e sono state concordate alcune proposte da inviare all'assessore all'Istruzione e formazione professionale, Mario Centorrino (nella foto). A sostegno di queste iniziative, sindacati e lavoratori hanno annunciato, nei prossimi 10 giorni, tre manifestazioni a Palermo, e sit-in in ogni provincia.

Alla Regione lavoratori e sindacati chiedono uno "sforzo finanziario nel segno della responsabilità, per chiudere le pendenze aperte, relative al 2010 e al piano dell'offerta formativa 2011". Ma sollecitano anche "strumenti innovativi, contrattuali e giuridico-amministrativi, per garantire, nel contesto dell'accordo-quadro, occupazione e reddito". Quest'anno, ha spiegato Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, "l'economia della formazione ha dovuto fare i conti con una copertura finanziaria del 50% (120 milioni) della spesa calcolata, pari a 261 milioni". "Pertanto, in un contesto di estrema precarietà finanziaria, è necessario intervenire - ha aggiunto - per escludere gli enti che in questi anni hanno evaso il Durc, non hanno rispettato i contratti di lavoro, o hanno continuato ad assumere nonostante lo stop imposto dalla Regione nel 2008".
Per i sindacati, questi enti vanno espulsi dal settore. In questo modo, si libereranno ore di formazione da utilizzare per rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito. Inoltre, secondo l'assemblea a cui ha preso parte pure Claudio Barone, segretario della Uil Sicilia, occore un fondo di garanzia per l'occupazione.

Ma nell'accordo-quadro dovrebbero trovare posto anche l'istituzione di un albo unico degli operatori della formazione, e meccanismi per la riqualificazione del personale in esubero e incentivi alle dimissioni volontarie dei lavoratori che dispongono dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Preoccupazione, durante la mattinata, è stata espressa, inoltre, riguardo all'impiego, per le attività del settore, di risorse del fondo sociale europeo. "L'esperienza l'abbiamo fatta l'anno scorso per gli sportelli multifunzionali - ha avvertito Bernava - e il risultato è stato la precarizzazione dei rapporti di lavoro e l'allargamento ulteriore della platea degli enti. Non permetteremo che questo scempio si ripeta". Pertanto, ha aggiunto, "il governatore si assuma la responsabilità di fissare la dimensione economica del settore compatibile con la situazione finanziaria. E chiuda con le pendenze aperte". [Adnkronos/Labitalia]

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26 febbraio 2011
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