Per sconfiggere la mafia entro questa legislatura...

Via libera del Senato al "Piano straordinario antimafia", Granata denuncia gli "infiltrati nelle Regioni", Spatuzza prende la "patente" di attendibilità

04 agosto 2010

Il Senato ha approvato ieri, con 279 voti favorevoli ed un solo astenuto, il disegno di legge con il piano straordinario contro le mafie e con la delega al Governo in materia di normativa antimafia. Il provvedimento sarà legge dello Stato con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
"La legalità non è esclusiva di qualcuno, ma è patrimonio di tutti" ha detto in aula il Presidente del Senato, Renato Schifani, ringraziando l'opposizione "per il senso di responsabilità" che ha portato ad un voto unanime per l'approvazione dell'importante ddl antimafia.
Il ddl a firma Maroni-Alfano delega il governo ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo con il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Per gli appalti vengono introdotte misure di tracciabilità dei flussi finanziari (con bonifico bancario o postale) per le procedure di assegnazione di lavori, servizi e forniture pubbliche contro le infiltrazioni criminali e si prevede l’istituzione di una o più stazione appaltante in ambito regionale in modo da assicurare trasparenza, economicità e da prevenire il rischio di penetrazioni mafiose. Modifiche anche per la disciplina dei ricorsi alla revoca dei programmi di protezione, con nuove disposizioni sulle misure per i testimoni di giustizia. Ci saranno più controlli per i condannati: le loro posizioni fiscali e patrimoniali verranno monitorate e oltre il superamento di determinate soglie scatterà la confisca dei beni in caso di violazione dell’obbligo di comunicazione delle variazioni patrimoniali.

"Oggi è un grande giorno per la lotta alla mafia" ha commentato il Guardasigilli, Angelino Alfano. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni dal canto suo ha affermato che è possibile sconfiggere la mafia e le altre organizzazioni criminali entro la fine di questa legislatura. E a ribadire l'impegno del governo è intervenuto lo stesso premier Silvio Berlusconi che ha parlato di "vittoria dell'antimafia dei fatti": "E' quella che abbiamo portato avanti dall'inizio di questa legislatura con una serie di successi e risultati concreti che nessuno aveva mai ottenuto prima". "Abbiamo catturato 26 dei 30 latitanti più pericolosi, sequestrato e confiscato beni stimati per oltre 13 miliardi di euro, frutto del crimine organizzato. Abbiamo rafforzato tutta la legislazione di contrasto alla criminalità organizzata". "Questo - ha rivendicato il presidente del Consiglio - è il nostro metodo di contrastare le mafie sul territorio: operare attraverso una seria attività legislativa che crei gli strumenti concreti per consentire alle Forze dell'ordine ed alla magistratura di compiere sino in fondo il proprio dovere. Continueremo a lavorare con questo metodo per consegnare alle giovani generazioni un paese libero dalla violenza e dalla sopraffazione della mafia".

Poco prima del via libera da parte del Senato al ddl antimafia, il Vice Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Fabio Granata, aveva lanciato l'allarme sulle presunte infiltrazioni mafiose tra gli eletti alle Regioni. "Nonostante la condivisione teorica al codice etico promosso dalla commissione Antimafia, sia tra le candidature che tra gli eletti ci sono infiltrazioni e zone d'ombra. Nonostante la carente collaborazione delle Prefetture stiamo ricomponendo il quadro e riferiremo alle Camere. La politica rompa ogni ambiguità nella lotta alla mafia", ha affermato Granata, aggiungendo che "alcuni partiti e alcuni candidati alla Presidenza delle Regioni non hanno vigilato come era richiesto e doveroso''.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha detto di non essere "sorpreso" dalla denuncia di Granata, spiegando comunque che questi "sono problemi politici e che quindi giustamente se ne occupa la politica". "Già nel 1991 - ha ricordato l'alto magistrato - un fatto del genere era stato accertato dall'allora Commissione Antimafia presieduta da Gerardo Chiaromonte. Io - ha affermato Grasso - all'epoca ero consulente della commissione e il fenomeno delle infiltrazioni mafiose si registrò in varie zone, soprattutto del sud".
Intervenendo lunedì sera ad un dibattito dal titolo "Internazionale mafiosa", il procuratore nazionale antimafia ha parlato di "rischio attentati". Rispondendo ad un giornalista, Grasso ha spiegato che i pericolo di stragi come quelli di Firenze, di Capaci e di via d'Amelio, "ci sono sempre, soprattutto in momenti di tensioni politiche". Il procuratore Grasso ha parlato anche dell'importanza delle intercettazioni nell'azione degli inquirenti contro la criminalità organizzata, oltre al ruolo fondamentale dei collaboratori di giustizia. Grasso ha fatto quindi l'esempio più discusso, quello di Gaspare Spatuzza, dicendo: "Non è vero che non è stato creduto dai magistrati. E' un falso giornalistico e mediatico che Spatuzza non sia stato creduto" (LEGGI).

E a proposito di Gaspare Spatuzza, per il Gup di Palermo Daniela Troja, il dichiarante (non ammesso dal Viminale al programma di protezione - LEGGI) è stato fondamentale per condannare i sequestratori del piccolo Di Matteo. Come dire, Spatuzza è stato "promosso" (ed è la prima volta che succede) dal giudice Troja che, col rito abbreviato, il 30 marzo scorso, condannò Cosimo Lo Nigro, Benedetto Capizzi e Cristofaro Cannella. I tre imputati ebbero 30 anni ciascuno per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, concluso con la morte dell'ostaggio: Spatuzza è stato fra i collaboratori che il giudice Troja ha ritenuto determinanti per la sua decisione. "Le sue dichiarazioni - si legge nella sentenza - hanno trovato da un lato riscontro nell'attività investigativa e dall'altro nelle dichiarazioni rese da numerosi altri collaboranti. La valutazione è positiva, sia in punto di credibilità soggettiva, sia in punto di attendibilità intrinseca. Le dichiarazioni rese da Spatuzza appaiono dotate del requisito dell'attendibilità, essendo sicuramente spontanee e sostanzialmente coerenti. Esse inoltre non appaiono ricollegarsi ad alcuna situazione di coercizione o di condizionamento".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Corriere.it, Repubblica.it]

 

 

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04 agosto 2010

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