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Per un voto responsabile

L'estrema protesta di don Giacomo Ribaudo: sciopero della fame per un voto responsabile

26 ottobre 2012

Padre Giacomo Ribaudo, parroco della chiesa di Maria SS. del Carmelo ai Decollati, uno delle zone più complesse di Palermo, ha deciso di intraprendere lo sciopero della fame come "protesta, per scuotere gli animi, ed incentivare i fedeli a riflettere sulle gravi condizioni che vive la Sicilia".
Nella lettera inviata ai parrocchiani, il sacerdote ha spiegato che da lunedì 22 fino a sabato 27 ha messo in atto un "digiuno di solidarietà, allo scopo di far riflettere il popolo siciliano" sulla scelta da compiere alle urne. E ha invitato a schierarsi con "i candidati (vecchi e nuovi) che si impegnano pubblicamente e formalmente ad attuare le riforme contenute nell'appello lanciato da padre Cosimo Scordato e dal professore Giovanni Fiandaca: ridurre da 90 a 50 i deputati dell'Ars, abolire il finanziamento ai gruppo parlamentari e ridurre del 50% i compensi dei deputati".

Un contributo, questo sciopero della fame, "per una svolta epocale di cui la nostra terra ha estremo bisogno. Sarò pertanto tutta la settimana ai Decollati, fra chiesa canonica e sagrato per accogliere adesioni e animare eventuali fermenti per un inizio di rinnovamento della società della cultura e della politica nella nostra Terra, dalla quale tanti giovani e tanti geni e ingegni si allontanano con tristezza per sopravvivere". Una scelta, ha spiegato ancora padre Ribaudo, "dettata dall'amore immenso che ho per questa terra e per la mia gente che, prigioniera dei suoi dominatori, non riesce a prendere il volo e a diventare, secondo la sua vocazione, epicentro della nuova Italia e della nuova Europa".

L'astensionismo degli immigrati - Alla simulazione del voto presso i tre seggi allestiti domenica scorsa per la campagna per il diritto di cittadinanza e di voto dei cittadini stranieri ieri hanno partecipato in trecento. Ha votato una percentuale di quasi l'1,5 per cento rispetto ai circa 24mila extracomunitari regolari di Palermo. Due terzi dei votanti non hanno voluto esprimere la preferenza per uno dei candidati in corsa alla presidenza della Regione.
"Un risultato da leggere come una forma di contestazione nei confronti della disattenzione della politica rispetto ai problemi degli immigrati, che sono interessanti solo quando ai politici serve il loro voto, come in occasione delle primarie - ha dichiarato il segretario di Palermo della Cgil immigrati Zaher Darwish -. La partecipazione è stata chiesta con la sola e semplice diffusione del passaparola nei posti lavoro, l'iniziativa infatti non ha ricevuto attenzione mediatica né della politica. In occasione delle primarie, furono invece mobilitati 900 cittadini stranieri".
L'iniziativa di simulazione del voto, organizzata dal comitato di cui fanno parte il Centro Impastato, l'Arci, Sel, Rifondazione, l'associazione Arca e la Cgil immigrati, è nata come atto simbolico per ricordare che migliaia di cittadini extracomunitari sono da anni attivi nella vita economica e culturale del Paese, sono sottoposti alle sue leggi e pagano le tasse, ma non usufruiscono dei diritti fondamentali di partecipazione alla vita politica ed amministrativa. Un terzo dei cittadini stranieri ha espresso la preferenza votando per Giovanna Marano (86 voti), Rosario Crocetta (11), Nello Musumeci (3), Gianfranco Miccichè (1), Giacomo Di Leo (1), Cateno De Luca (1).
[Informazioni tratte da Corriere del Mezzogiorno, Adnkronos/Ign]

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26 ottobre 2012
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