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Perquisizioni antiterrorismo in tutta Italia

In Sicilia perquisizioni nella provincia di Ragusa e Siracusa, ma nessuna situazione a rischio

13 luglio 2005

Una vasta operazione antiterrorismo di polizia e carabinieri è in corso da questa mattina all'alba. Nel mirino, gli ambienti dell'integralismo islamico. Circa duecento le perquisizioni e decine e decine i controlli finora effettuati da agenti e militari.
L'operazione sta interessando quasi tutte le regioni, Sicilia compresa, con una concentrazione maggiore soprattutto a Milano, Roma, Torino e Napoli. Nel capoluogo lombardo sono stati avviati in particolare una serie di controlli preventivi mirati nei confronti di personaggi già entrati, in maniera marginale, in alcune indagini sul terrorismo di matrice islamica. Le perquisizioni sarebbero finalizzate anche a realizzare, ove possibile, delle ''espulsioni veloci'' di persone indesiderate e prevalentemente già conosciute dalle forze dell'ordine se non addirittura indagate in precedenti inchieste.
Stessa iniziativa è stata presa dalle forze dell'ordine a Napoli dove sono stati controllati in particolar modo alcuni algerini residenti da anni in Campania che in passato hanno avuto a che fare con la giustizia. Tutti personaggi, precisano gli investigatori, mai persi d'occhio dall'antiterrorismo.

In Sicilia sono tre le perquisizioni effettuate nel ragusano. Le perquisizioni non hanno dato alcun esito. I controlli, eseguiti da polizia e carabinieri, hanno interessato le comunità islamiche di Vittoria e Comiso. Nella zona infatti, in cui sono presenti 5 moschee, c'è il più alto numero di extracomunitari della Sicilia. Si tratta prevalentemente di nordafricani impiegati in lavori agricoli stagionali.
Polizia e carabinieri hanno eseguito una serie di perquisizioni anche in abitazioni di extracomunitari di religione islamica che vivono a Siracusa. Si tratta di una attività di controllo e monitoraggio di persone, già note agli inquirenti, perché ritenute vicine ad ambienti legati al fondamentalismo islamico. Gli investigatori tengono però  a precisare che non si tratta di situazioni ''a rischio'' e che ''le persone sottoposte a controlli fino ad ora non hanno dato segnali di pericolosità''.

Ed è questa la prima mossa concreta dopo l'intervento alla Camera tenuto ieri dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu (il discorso completo).
Il terrorismo islamico ''bussa anche alle porte dell'Italia'', ha detto il ministro. ''Dopo gli attentati di Casablanca e Istanbul dissi che il terrorismo islamista aveva bussato alle porte dell'Europa. Oggi, dopo le stragi di Madrid e Londra debbo dire che quel terrorismo bussa anche alle porte dell'Italia''. Il ministro ha però sottolineato la sua contrarietà nei confronti di uno ''scontro di civiltà'', proponendo una ''risposta comune ad una minaccia comune chiaramente individuata''.
Pisanu ha aggiunto che ''non possiamo confondere quella minaccia con la religione, la cultura, e la civiltà islamiche, ma di essa dobbiamo cogliere la concreta dimensione internazionale se davvero vogliamo contrastarla efficacemente''.

Il ministro dell'Interno ha anche parlato di ''limitate modifiche'' legislative per far fronte alla minaccia escludendo le tanto ventilate ''leggi speciali''. Tra le proposte (la lista completa) ci sono la possibilità di estendere alle attività antiterrorismo istituti quali i colloqui investigativi; il permesso di soggiorno per motivi investigativi; l'unificazione della disciplina per le procedure di identificazione personale, portandole a 24 ore.
''Dico subito - ha affermato Pisanu - che nessuno pensa a leggi eccezionali''. ''Non possiamo limitare la libertà dei cittadini per combattere i nemici della libertà. Se lo facessimo concederemmo a loro una autentica vittoria''.
Tra le misure immediate, Pisanu ha citato il rafforzamento ''della sicurezza del trasporto urbano e delle grandi infrastrutture portuali e ferroviarie. Queste infatti risultano piuttosto vulnerabili anche da azioni terroristiche di media portata''.

- ''L'uomo bomba'' di Carlo Bonini (Repubblica.it)

- ''La «fabbrica» europea dell'odio'' di Magdi Allam (Corriere.it)

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13 luglio 2005
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