Politica di Sicilia: dalle primarie del centrosinistra al nuovo partito di Musumeci che ha lasciato AN

L'Unione fissa le primarie siciliane per il 6 novembre. Nello Musumeci fonda 'Alleanza siciliana'

19 settembre 2005

Le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione siciliana si svolgeranno il 6 novembre. L'ha deciso un vertice dei partiti del centrosinistra, che si è tenuto venerdì scorso a Palermo. Scartata, dunque, l'ipotesi di abbinare le primarie siciliane a quelle nazionali, che saranno il 16 ottobre: ''Non ci sono i tempi'', ha detto il segretario regionale dei Ds, Angelo Capodicasa.
Nessuna decisione, invece, sui nomi dei possibili candidati. L'unica proposta ufficiale agli alleati l'ha fatta la Margherita, che punta su Sergio D'Antoni. Nei giorni scorsi si era ventilata la candidatura di Capodicasa, mentre Rifondazione e parte dei Ds sostengono l'europarlamentare della Quercia, Claudio Fava.

Intanto, il vertice ha approvato una modifica al regolamento nazionale: viene ribadito che i soggetti provenienti dal centrodestra non possono candidarsi alle primarie, con l'eccezione di chi è stato eletto nelle file del centrosinistra. Una caso che fotografa la situazione di Sergio D'Antoni, proveniente dalla Cdl, ma arrivato alla Camera con l'Ulivo dopo aver vinto le suppletive in Campania.
Romano Prodi aveva detto di preferire per le primarie in Sicilia la data del 16 ottobre, che i vertici siciliani dell'Unione giudicano impraticabile. Tutt'al più, è stato stabilito, qualora fosse necessario, la data potrebbe essere spostata in avanti di una o due settimane. Intanto domani, una delegazione del centro sinistra siciliano incontrerà a Roma i leader dell'Unione.
Oltre che di date, si parlerà anche di candidature delle regionali del 2006 che dovrebbero svolgersi a giugno, sempre che il governatore Salvatore Cuffaro non decida di dimettersi e andare così alle elezioni anticipate, come ha spesso sostenuto, incontrando l'opposizione di buona parte dei suoi alleati di Forza Italia. Nel caso di consultazioni anticipate in Sicilia, forse per l'Unione non ci sarebbe più tempo per organizzare le primarie.

Nello Musumeci lascia ''Alleanza Nazionale'' e fonda ''Alleanza Siciliana''
L'eurodeputato di An e vicesindaco di Catania, Nello Musumeci, lascia il suo partito. ''La mia - ha annunciato ad Acireale presentando il suo movimento 'Alleanza siciliana' - è una scelta inevitabile e ineluttabile. Fra qualche giorno presenterò personalmente al presidente del partito, Gianfranco Fini, la mia lettera di dimissioni''.
Nel suo applauditissimo intervento davanti a oltre mille persone, Musumeci ha lamentato ''un forte deficit di democrazia in An'' e lo scarso ''coinvolgimento delle realtà territoriali in un partito che è diventato romanocentrico e governato da lobbyes''.
''Ho preso atto - ha aggiunto - che nel mio partito non c'è democrazia e chi la pensa in maniera diversa è condannato e poi emarginato. Se è vero che in An ci sono sempre persone per bene e disposte al dialogo, ma sono isolate''.
E a proposito di Salvatore Cuffaro, presidente della Regione siciliana, Musumeci ha affermato che ''chi governa una Regione deve allontanare il sospetto e avere il dovere di mettersi in discussione. Il problema non esiste sul piano personale, ma su quello politico. Non si può far finta che non sia accaduto nulla in questi 5 anni. Non parlo solo di questione morale, sono certo della sua estraneità e della sua innocenza. Per questo non ci spieghiamo perché la Cdl non voglia fare le primarie: potrebbero rafforzare la stessa ricandidatura di Cuffaro''.

Musumeci, che è stato per dieci anni presente della provincia di Catania e che è al terzo mandato da europarlamentare, avendo ottenuto 117 mila preferenze nel maggio del 2004 risultando il secondo esponente di An più votato dopo Fini, ha sottolineato che potrebbe continuare a ''vivere di rendita in An per i prossimi venti anni, ma ritengo doveroso dare l'esempio: mettere a disposizione della mia terra un impegno genuino e volontario''.
Musumeci ha parlato di ''scelta sofferta'' ma ha aggiunto che ''non si può barattare la dignità di uomo libero con un partito che è diventato soltanto un contenitore, senza democrazia, una giungla dove vince il più furbo o il branco''.
L'esponente di An ha ribadito che ''resterà uomo di destra ma - ha precisato - non necessariamente nella Casa delle Libertà. Io sono pronto pronto al dialogo, comunque, e tutto questo non significa che in futuro non si possa arrivare a tornare a discutere''.
Il leader di Alleanza siciliana, che terrà il proprio primo congresso organizzativo tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, sostiene che ''è stato il partito a farlo di decidere ad andare via''. ''Non ho ricevuto una telefonata da Fini - sostiene - e il coordinatore regionale, Nania, ha convocato la segreteria per la prossima settimana sapendo che oggi ci sarebbe stato il nostro incontro. Io in un partito che non mi vuole non ci sto. La decisione - ha spiegato Musumeci alla platea - è arrivata a conclusione di un percorso politico lungo e tortuoso, cominciato sei anni fa e che ha subito un' accelerazione negli ultimi mesi''.

Un commento sull'uscita di scena da An di Nello Musumeci è arrivato  dal Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno: ''La volontà di Nello Musumeci di uscire da Alleanza Nazionale è una notizia sicuramente molto negativa per il nostro partito ed è purtroppo il risultato di una serie di problemi sul territorio che non sono stati risolti e che non hanno permesso di dare sbocco al vasto consenso politico e personale che Musumeci ha raccolto in questi anni''. ''Mi auguro conclude Alemanno - che il Presidente Fini convochi al più presto l'onorevole Musumeci e costruisca con lui un chiarimento, che permetta ad Alleanza Nazionale di non perdere questa importante risorsa per il futuro della Sicilia''.

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19 settembre 2005

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