Ponte, ponte delle... loro brame

Il Ponte sullo Stretto, priorità per alcuni, scempio gigantesco per altri, perde la società a lui dedicata

01 ottobre 2007

Opera prioritaria, di così gran valore da far inscrivere ancora una volta la Sicilia ''gloriosa'' nei libri di Storia, per il precedente governo, opera senza priorità ma fattibile un domani - opera da non fare assolutamente perché solo deleteria per l'attuale governo, il Ponte sullo Stretto di Messina e tutte le storie che nei decenni ha prodotto continua ad essere sogno per alcuni, minaccioso incubo per altri.
Intanto, è certo, per ora non si vedranno spostamenti di terra, scavi o qualsiasi altro lavoro, il ponte per questo governo non s'ha da fare, quindi pure inutile tenere in piedi la società che ha coordinato per tanti anni (troppi per caso?) tutto l'ambaradan progettual-iconografico-ingegnieristico etc. etc., la Stretto di Messina Spa.

''Proporremo in Finanziaria con un nostro emendamento l'immediata chiusura della società Stretto di Messina Spa, di cui è amministratore delegato Pietro Ciucci, attualmente anche presidente di Anas''. E' questo l'annuncio di qualche giorno fa del capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris, che ha aggiunto: ''Vista la decisione già assunta dal governo di non procedere alla costruzione del ponte sullo Stretto, la società è destinata a non fare nulla in futuro, intanto costa alle casse pubbliche circa 21 milioni di euro all'anno''.
L'annuncio di Fabris non sorprende perché sulla necessità di sciogliere la società che avrebbe dovuto realizzare il ponte si erano già espressi in tanti. ''Vogliamo dare un segno contro gli sprechi? Eliminiamo subito quell'inutile società del Ponte sullo Stretto'' ha dichiarato in questi giorni Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, discutendo della legge di bilancio.
Immediata la risposta - che mette tutti d'accordo - del premier, Romano Prodi, che nel corso di un incontro con la stampa estera per illustrare la Finanziaria 2008, ha chiaramente detto che ''Il governo considera un 'ente inutile' la società Stretto di Messina, creata dal governo Berlusconi nel 2003 per seguire la costruzione del Ponte di Messina, opera considerata 'non prioritaria' dall'attuale maggioranza''. Chiaro... anzi: chiarissimo.
Addirittura, secondo il segretario dei Ds Piero Fassino: ''La società Stretto di Messina Bisognava chiuderla prima''. Intervenuto alla Festa dell'Unità a Catania, Fassino ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla decisione di chiudere la società. Una risposta laconica quella del leader della Quercia: ''Forse bisognava eliminarla prima... 36 anni per tenere in vita una società che non ha costruito un centimetro di opera sono troppi''.

Per il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro, per l'intero Mpa di Raffaele Lombardo, per Forza Italia e per una buona parte di Allenza nazionale il ponte rimane ''opera prioritaria e strategica per la crescita della Sicilia e dell'intero Mezzogiorno''.
''Qualche giorno fa un esponente dell'estrema sinistra, Oliviero Diliberto, ha chiesto al presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi, di chiudere la società Stretto di Messina. Oggi il capo del governo, obbedendo al diktat del leader dei Comunisti italiani, annuncia di volere abolire la società Stretto di Messina. Con questa mossa Prodi conferma due cose. Primo: il disinteresse suo e del suo governo verso il Sud e, in particolare, verso la Sicilia. Secondo: pur di mantenere in vita il suo governo ormai agonizzante, il Presidente del Consiglio non esita a consegnarsi mani e piedi a un'estrema sinistra sempre più esosa e sempre più pretenziosa''. Così il presidente Cuffaro ha commentato polemico l'ipotesi di chiusura della Stretto di Messina Spa. ''Potrei sottolineare - ha aggiunto Cuffaro - che la Regione Sicilia, socia della Stretto di Messina insieme con la Regione Calabria (della società fanno anche parte Rfi e Anas ndr), non è stata consultata. Ma è una precisazione pleonastica, visto che Prodi e compagni, da quando si sono insediati, non hanno fatto altro che penalizzare la Sicilia con decisioni assunte senza mai consultarci''.

Polemico anche Angelino Alfano, coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia: ''La sinistra radicale siede alla destra di  Prodi e da lì sceglie, come un tiranno pazzo, la prossima vittima sacrificare sull'altare del Governo''. ''La chiusura della società Ponte sullo Stretto, annunciata da Prodi - ha continuato Alfano -, archivia il 'caso Ponte sullo Stretto' in ottemperanza all'alterata visione estremistica delle sinistre, che decide sui processi di sviluppo della nostra regione, in nome di alibi pretestuosi che non reggono all'esame dei numeri e dei fatti. Forza Italia continuerà la difesa di quel piano delle grandi opere fortemente voluto dal governo Berlusconi e di cui il Ponte era un tassello essenziale, così come riconosciuto, tra l'altro, dal coordinatore europeo dell'Asse prioritario uno, corridoio Palermo Berlino, Karel Van Miert, secondo il quale l'attraversamento dello Stretto di Messina costituiva parte integrante del processo di attuazione del progetto. Intanto - ha concluso Alfano -, il 'caso Ponte', per il Governo nazionale, è già lettera morta in fondo a un cassetto, decretata tale dall'ipotesi dell'ultimo atto da consumare: la chiusura della società', considerata ormai ente inutile, destinato alla realizzazione di un'opera 'non prioritaria', anzi, per meglio dire: anch'essa inutile e, a fronte della cui cancellazione, attendiamo ancora quelle risorse 'promesse' alla Sicilia e alla Calabria e che non sono mai arrivate''.

Ma al di la dei due blocchi di pensiero opposti, che mai nessun ponte riuscirà a collegare, quali sono le attività della Stretto di Messina dopo lo stop al ponte? Il sito istituzionale della Spa risulta da tempo in ''manutenzione/aggiornamento'' e non è più possibile consultare le pagine d'archivio (www.strettodimessina.it). La Finanziaria 2007, nel revocare i fondi (1,4 miliardi di euro sulla cui destinazione si è aperto un acceso dibattito) che Fintecna aveva messo a disposizione per la realizzazione dell'opera, aveva stabilito che la società è autorizzata a svolgere all'estero (quale impresa di diritto comune e anche attraverso società partecipate) attività di progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture per il trasporto e di opere connesse. Il ''Sole 24 ore'' fa sapere che la società presieduta da Ciucci è partner di associazioni di imprese in Albania, ed è impegnata in gare in Serbia e Algeria. Il governo di Tirana ha firmato di recente un contratto per la direzione lavori dell'asse viario Levan-Tepelene con la Technital Spa, già impegnata nella progettazione del Mose a Venezia e fra le imprese che aspiravano a gestire i servizi di project management del ponte. Ora, per i settanta chilometri di strada da costruire in Albania la società Stretto di Messina partecipa all’associazione temporanea d'imprese guidata dalla Technical con una quota pari al 20%.

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01 ottobre 2007

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