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Pordenone geneticamente modificato!

Nel capoluogo friulano si sfidano i divieti e oggi si prepara la prima semina di mais transgenico in Italia

30 aprile 2010

Pordenone lancia la sfida ai divieti e annuncia, per oggi alle 14 in una località segreta, la prima semina di mais transgenico in Italia. Le relative immagini saranno trasmesse via web dal sito del Movimento Libertario che, per quattro mesi, seguirà quotidianamente la crescita delle piante.
A lanciare l'iniziativa sono stati Giorgio Fidenato di Agricoltori Federati e Leonardo Sacco del Movimento Libertario.
Per Fidenato, nell'illegalità è "il governo italiano che non ha mai risposto alle nostre istanze. Secondo il principio del silenzio assenso - ha spiegato - procederemo con la semina senza temere conseguenze".

Oggi, si preannuncia una giornata piuttosto movimentata a Vivaro (Pd), dove corre voce si trovi il campo di 2-3 ettari scelto per la discussa semina.
Intanto da Udine l'assessore regionale alle Risorse Agricole Claudio Violino avverte: "Gli agricoltori che nel Friuli Venezia Giulia decidessero di impiantare coltivazioni ogm, al momento incorrerebbero in pesanti sanzioni penali" oltra a sanzioni che consistono nell'ammenda, prevista fino a 50 mila euro, e nell'arresto, con pene da sei mesi a tre anni. E' tuttora infatti in vigore un decreto legislativo, il numero 212 del 2001, che impone a tutti coloro che intendano utilizzare nelle loro campagne sementi delle varietà ogm, di richiedere, e ottenere, una specifica autorizzazione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Autorizzazione che risulterebbe come una deroga al divieto all'impianto di organismi geneticamente modificati. La Regione, ha precisato Violino, "intende dare in merito una risposta concreta in termini legali e in termini giuridici".

Al momento, nel Friuli Venezia Giulia vi sono due iniziative, una favorevole e una contraria all'impiego di sementi ogm. La proposta di legge di iniziativa consiliare, depositata presso la seconda Commissione del Consiglio regionale, mira a consentire la coesistenza sul territorio di coltivazioni ogm con quelle tradizionali. Parallelamente un gruppo di 55 associazioni del mondo rurale si sta battendo contro gli ogm. A livello comunitario, ha ricordato Violino, la Commissione europea si dovrebbe esprimere sull'orientamento relativo al principio della coesistenza di colture geneticamente modificate con quelle tradizionali. Finché la materia non sarà chiarita definitivamente, anche con iniziative della Regione, gli agricoltori che impiantino ogm rischiano sanzioni pesanti. A vigilare sono chiamati il Corpo forestale regionale, quello dello Stato, gli organismi delle forze di polizia legati alla salvaguardia dell'ambiente. Sarà il Corpo forestale regionale, ha specificato il direttore centrale delle Risorse Agricole e Forestali, Luca Bulfone, a provvedere alla prevenzione e alla repressione degli illeciti in materia. Inoltre l'Ersa (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ha l'obbligo di vigilanza in merito alla produzione di materiali e sementi. [Adnkronos/Ing]

 

 

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30 aprile 2010
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