Potrà sembrare strano a qualcuno ma secondo Andrea Camilleri, il Ponte sullo Stretto di Messina ''s'ha da fare''

13 dicembre 2006

Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, che mai ha nascosto le proprie simpatie politiche, vede di buon occhio il progetto per la costruzione del tanto discusso Ponte sullo Stretto di Messina. Magari a qualcuno potrà sembrare strano ma è quello che si apprende, o meglio, che si apprenderà da un intervista allo scrittore pubblicata sul prossimo numero di ''I love Sicilia'' (in edicola venerdì 15 dicembre). ''Il ponte sullo Stretto s'ha da fare!'', dice lo scrittore di Porto Empedocle, perché ''sul ponte sono state dette troppe sciocchezze, come se ci volessero condannare all'arretratezza. E questo mi fa incazzare molto'', testuali parole di Camilleri.

Il creatore del celeberrimo Commissario Montalbano, infatti, contesta le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi dal presidente della Camera Fausto Bertinotti secondo cui l'opera sarebbe servita soltanto a dare lavoro alla mafia. ''Una sciocchezza - dice lo scrittore -. Partendo da un principio così si condanna un popolo all'arretratezza. Realizzare le opere che occorrono per lo sviluppo è necessario. Non si può preventivamente porsi la questione che sicuramente gli investimenti foraggeranno la mafia''.
Nel mirino dell'arguto scrittore anche l'industriale, e senatore a vita, Sergio Pininfarina, che un giorno si chiese che senso avesse ''fare un ponte fra due deserti''. ''Ecco - spiega Camilleri nell'intervista -, fu in quel momento che pensai: quei lavori si devono fare''.
Ma Camilleri mette sotto accusa anche lo statuto autonomo della Regione siciliana: ''Noi fummo i primi ad avere uno statuto autonomo. Ma quando vado nelle altre regioni a statuto speciale, prendi la Val d'Aosta, io mi vergogno. Mi vergogno perché mi rendo conto di come la Sicilia sia un meraviglioso esempio di come l'autonomismo non dovrebbe mai essere interpretato. Basta riflettere un attimo per capire che non è servito a nulla''.

Infine un augurio alla Sicilia: ''Che continui impercettibilmente a cambiare. Penso che nella nostra Isola vi siano dei mutamenti in corso. Avverto una mutazione lenta, ma costante. Ritengo che si stia modificando il dna dei siciliani. Pezzo dopo pezzo il cambiamento alla fine sarà radicale, definitivo''.

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13 dicembre 2006

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