Potrebbe essere spodestato il ''Re della foresta''. Anche il leone in pericolo d'estinzione

Lo studio del biologo americano L. Frank rivela la grave diminuzione in Africa dei maestosi felini

08 ottobre 2003
I leoni sono pericolosamente a rischio di estinzione: fino a vent'anni fa circa 230.000 esemplari scorazzavano nelle savane dell'Africa. Oggi la popolazione felina del continente si è ridotta ad un decimo, appena 23.000 unità. A lanciare l'allarme è Laurence Frank, un biologo della University of California che ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista britannica New Scientist nel quale punta il dito contro l'uomo. Sono i bracconieri, i proprietari di ranch e gli allevatori i principali responsabili della decimazione dei maestosi felini. Gli allevatori, in particolare, uccidono i predatori per difendere il proprio bestiame da eventuali attacchi. A questa circostanza, si aggiunge il fatto che i leoni in circolazione sono sempre più malandati: molti di loro covano i sintomi di malattie come l'Aids felino e la tubercolosi bovina.

A condividere la preoccupazione di Frank è Tricia Holford, dell'associazione benefica a tutela della fauna selvatica, Born Free Foundation. Secondo la Holford, la popolazione di 23.000 esemplari è ''spaventosamente piccola'' e causa di questa penuria di felini, i leoni maschi spesso hanno difficoltà a trovare nuove femmine con le quali accoppiarsi. Quelli che invece si accoppiano spesso sono più esposti all'Aids felino o tendono a trasmettere la tubercolosi bovina contratta dalle mucche aggredite. Ma il re della giungla non è il solo predatore a rischio di estinzione. Gli fanno compagnia anche ghepardi e cani selvatici, dei quali sono rimasti rispettivamente 15.000 e poco meno di 5.500 esemplari nel continente nero. Il problema è che nessuno sembra se ne sia accorto. ''La gente è a conoscenza del pericolo di estinzione di elefanti, gorilla e rinoceronti, ma apparentemente è del tutto ignara del fatto che anche la sopravvivenza di questi grandi carnivori è sull'orlo del baratro'', ha dichiarato Frank, sottolineando che ''in Africa non è troppo tardi per salvare la situazione''.

Secondo lo studioso, bisognerebbe prendere ad esempio la Laikipia, regione centrale del Kenya, la quale rappresenta l'unica area dove la fauna selvatica è in aumento. Lì gli allevatori tollerano gli attacchi dei leoni al loro bestiame perchè sono coscienti dell'attrattiva turistica che rappresentano. ''La Laikipia è un laboratorio ideale per studiare cosa succede tra predatori e bestiame e tra uomo e predatori e determinare così i migliori modi per diminuire i conflitti in corso tra di loro'', ha dichiarato Frank.

Fonte: Ansa

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08 ottobre 2003

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