Povero Sud

Dall'Inghilterra la crudele descrizione del Meridione italiano: ''se fosse uno stato indipendente, sarebbe il più povero dell'Ue''

20 settembre 2005

Conoscevamo, e parte della popolazione le ha accettate, le severe osservazioni che l'Economist non ha risparmiato all'Italia negli ultimi anni. Dalla ribalta politica di Silvio Berlusconi ''inadeguato a reggere le fila politiche di un paese'', passando all'Italia retta da stampelle ''grande malato d'Europa'' (leggi), fino alle bacchettate per il caso Fazio-Bankitalia, la rivista economica del Regno Unito ha fornito a livello internazionale un'immagine del Bel Paese sicuramente non gradevole ma in fin dei conti meritata. L'Opinione pubblica internazionale ha poi ascoltato le lamentele che nei confronti della nostra nazione sono arrivate dalla Germania, di questa estate le rimostranze tedesche verso il sistema turistico italiano lette nel ''Bild'' (leggi) e nel ''Frankfurter Allgemeine Zeitung'' (leggi). Queste, a dire il vero, molto discutibili.

Ora, l'ennesimo giudizio internazionale nei confronti dell'Italia arriva di nuovo dalla Gran Bretagna, e precisamente dal settimanale britannico Newsweek, che sulle proprie pagine ha riportato i risultati di due studi italiani sugli aspetti peggiori del Meridione d'Italia, affascinante per storia e natura, ma bocciato per la povertà.
Newsweek afferma, senza mezzi termini, che se il Sud fosse uno stato indipendente, sarebbe il più povero dell'Unione europea, e lo fa basandosi su una serie di elementi.
Sotto la lente sono finiti:
1. il reddito pro capite, insufficiente per assicurare ai cittadini case adeguate, dotate di servizi primari, come acqua calda e riscaldamento; 
2. la mortalità infantile: nei primi 28 giorni di vita la percentuale di decessi è del 5.7 ogni mille nascite. Un dato quattro volte superiore alle province del Nord e doppio rispetto alla media europea (leggi); 
3. l'istruzione: i casi di abbandono scolastico fino a 14 anni raggiungono il 24 per cento, valore 2 volte e mezzo più alto del resto d'Europa.

L'occhio analitico dietro la lente di Newsweek è quello di un medico, coautore di uno degli studi, Maurizio Bonati dell'Istituto Mario Negri di Milano: ''Stiamo parlando di persone che non possono comprare latte per i loro bambini e non riescono a nutrirsi quando sono in gravidanza''.
A lui si aggiunge il pediatra Giorgio Tamburlini dell'Istituto per l'Infanzia Burlo Garofolo di Trieste, responsabile della seconda ricerca: ''Il 17 per cento di bambini e adolescenti del Sud soffre di disturbi mentali, compresa depressione, tendenza al suicidio, disordini alimentari come l'anoressia''.
Un doloroso affondo poi lo da una sottolineatura di Newsweek, che rileva quanto è stato insignificante l'impatto che hanno avuto quarant'anni di contributi da parte del governo.
Per decenni le più ricche province del Nord hanno lamentato che le loro tasse fossero assorbite dalla povertà del Sud, a tal punto da reclamare l'indipendenza fiscale.

Tutto sommato, comunque, nel Meridione non è tutto da buttar via. I tanti investimenti, ammette il settimanale inglese, hanno prodotto anche qualche risultato: i contributi all'agricoltura pugliese hanno reso la regione la più importante produttrice di pasta in Europa; la Calabria una delle maggiori fornitrici di agrumi; la Campania ha trasformato la costiera amalfitana in una prestigiosa meta turistica, mentre Napoli lentamente sta diventando una città pulita e sicura.
Tutto non è da buttar via, ma proprio da ciò che si può salvare risaltano dati e numeri veramente poco confortanti: mentre ci sono hotel di lusso che chiedono 500 euro a notte, 7.3 milioni di cittadini meridionali ne guadagnano meno di 521 al mese e la metà vive con poco più di 430 (dati Istat).

Nell'articolo di Newsweek non mancano le analisi di quelle che sono le cause dello sfacelo meridionale, che si raccolgono in tre fattori: mafia, lavoro nero e modalità di distribuzione delle risorse.
Per quanto riguarda le modalità di distribuzione delle risorse, il settimanale fa notare come recentemente il governo ha stanziato 300 milioni di euro per infrastrutture a banda larga, nonostante il fatto che solo una piccola parte del Sud produce computer.
Critiche che puntano il dito anche altrove. ''Sono stati spesi milioni per studiare un progetto per il ponte sullo stretto di Messina che costerà 4.6 miliardi di euro'', mentre ''tuttora non esiste in Italia un programma di interventi nel settore materno e pediatrico'', come si precisa nello studio dell'Istituto Mario Negri. E rigirando il coltello nelle piaghe, si fa notare che nel Sud molti ospedali soffrono per carenza di medici e infermiere. Per non parlare del fatto che parecchi edifici pubblici sono dichiarati ufficialmente inagibili.

Come in ogni racconto che si rispetti anche quello di Newsweek sul Meridione d'Italia ha una morale finale: ''Senza un vero impegno da parte del governo a investire nel Meridione e incentivare le province del Nord a fare altrettanto, non ci si potrà aspettare niente di buono''.
E noi ci chiediamo, rivolgendo il pensiero al governo, ci voleva l'appunto di un giornale della Gran Bretagna per rendersi conto della realtà dei fatti?

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20 settembre 2005

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