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Primavera-Estate 2005: Inizia la collezione di ''brillanti idee'' del neogoverno Berlusconi Bis

Giulio Tremonti, manco è ritornato che subito ha offerto tutta la sua ''economia creativa''

26 aprile 2005

Dal neogoverno Berlusconi già arrivano proposte che lasciano alquanto perplessi, e tali proposte arrivano da un neovicepresidente del Consiglio che, già ministro nel vecchio governo, fece rimanere alquanto perplessi sia gli uomini dell'opposizione che della sua maggioranza. Parliamo di Giulio Tremonti.
Infatti, al Tg5 l'ex superministro dell'Economia creativa ha spiegato la sua ricetta per risolvere la ''questione meridionale''.
"Se dipendesse da me - ha detto al tg di mediaset - io venderei con concessioni di cento anni tutte le spiagge e tutti gli stabilimenti marittimi. Con il ricavato finanzierei grandi piani di turismo, veri e concreti, nel mezzogiorno''.
"Si dice - ha spiegato Tremonti - che serve il turismo di massa, e che verranno dalla Cina e dall'India. Può essere. Ma se vogliamo attirare masse di turisti servono strutture per il turismo di massa. Ad esempio aeroporti a quattro piste''.
A proposito del nuovo ministero dedicato al Mezzogiorno istituito dal Berlusconi-bis con a capo Gianfranco Miccichè, Tremonti ha precisato che ''è un'idea così giusta che io scommetto che lo lascerà anche se vince, e speriamo di no, la sinistra''.
Il neovicepremier ha ribadito inoltre che tra le proposte ''concrete'' per il Sud c'è la cosiddetta 'Banca del Mezzogiorno'. ''E' l'unica regione d'Europa - dice - che non ha banche proprie. Quelle che ci sono adesso vendono i capitali e li investono al Nord. Non si può avere sviluppo nel Sud senza banche del Sud che lavorano nel Sud e per il Sud''.

Le repliche aspre, c'era da aspettarselo, sono subito arrivate. Nichi Vendola, presidente della Puglia, ha detto in proposito: ''Quella del vicepresidente Tremonti mi sembra davvero una dichiarazione da ultima spiaggia. Perché Tremonti è sempre stato un ministro da ultima spiaggia. Ora lo è anche in senso tecnico''.
"Certo - sostiene l'esponente di Rifondazione - è spaventosa la propensione del centrodestra nell'assalto al territorio. Questa maggioranza ha già fatto danni con la gestazione di Patrimonio Spa e di Infrastrutture Spa. E quello di Tremonti è un altro gioco d'azzardo''. ''Non credo - ha concluso Vendola - che si possa mercificare ogni millimetro di natura e bellezza, a questo punto bisogna organizzare un movimento mondiale per il territorio, la natura e la bellezza''.
Dalla Sicilia, Salvatore Cianciolo, coordinatore dell'Udc di Palermo, riferendosi alla proposta fatta da Tremonti ha detto: ''Dopo il fallimento della finanza creativa piuttosto che nascondersi in un discreto silenzio l'unica dichiarazione che Tremonti riesce a fare per il riscatto del Sud è quello di vendere le nostre spiagge''.
''Se la politica per il Mezzogiorno che il governo Berlusconi bis vuole attivare è quella annunciata da Tremonti, che si venderebbe anche le spiagge, è meglio che lascino perdere, evitando di combinare nuovi guai''. Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi, replica così al vicepresidente del Consiglio. ''Le spiagge del nostro Paese sono beni demaniali inalienabili - aggiunge Cento - e rappresentano un patrimonio naturale che va tutelato e salvaguardato, anche per consentire ai turisti di tutto il mondo di farne un uso responsabile ed ecologicamente compatibile''. ''Tremonti - conclude - eviti queste provocazioni dannose all'immagine dell'Italia''.

Anche dalla maggioranza sono arrivati però commenti per niente positivi. Come dire, Tremonti, prima ancora che Berlusconi si presenti alle Camere con il suo nuovo governo, è riuscito a mettere in crisi la coalizione.
''Finalmente la questione meridionale si risolve ai pubblici incanti!'', ha commentato ironicamente il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. ''I padri del meridionalismo italiano - ha aggiunto - da Guido Dorso a Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini, Antonio Gramsci, Luigi Sturzo, Giulio Pastore, Ugo La Malfa, Pasquale Saraceno e Manlio Rossi Doria, possono ora riposare in pace".
Non meno incisivo Publio Fiori, esponente di An e vicepresidente della Camera: "Se Tremonti vuole continuare su questa strada ce lo dica subito, perché allora vuol dire che questo governo ha i giorni contati''.

Ma per Tremonti, e già ce lo aveva fatto notare, niente è impossibile. Concludendo l'intervista con il Tg5, il neoviceprimoministro riferendosi alle cose da fare ha infatti detto: ''L' impossibile da subito, per i miracoli serve un po' di tempo''.
Allora: Dio ce ne guardi!

- Dal Berlusconi Bis: ''Urbani se ne va, anzi no''

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26 aprile 2005
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