Primi tagli ai costi del Parlamento. La Camera e il Senato cominceranno risparmiando 60 milioni di Euro l'anno

24 luglio 2007

Sarà una ''piccola cura dimagrante'' che riguarderà le tante concessioni a deputati e senatori. Infatti, dopo una riunione congiunta degli uffici di presidenza dei due rami del Parlamento, è stato deciso di intervenire su due voci del bilancio, e tra Camera e Senato si risparmieranno circa 60 milioni di euro l'anno.
Ad essere eliminati dalle voci di spesa, dal prossimo gennaio, saranno i rimborsi per i viaggi di studio all'estero per ogni parlamentare (3.100 euro al mese), mentre sono stati disposti interventi per la ridefinizione del vitalizio di deputati e senatori.
Ciò non cambierà certo i destini dei grassi bilanci dei costi della politica (che si aggirano intorno ai quattro miliardi di euro all'anno), però è sicuramente l'indicazione di una strada.

''Oggi introduciamo una vera e propria novità, c'è un segnale di svolta di cui siamo convinti e da qui bisogna lavorare ancora'', ha commentato il presidente del Senato, Franco Marini, che insieme al presidente della Camera Fausto Bertinotti, hanno illustrato alla stampa il piano per ridurre i costi del Parlamento. ''E' un fatto di grande rilievo che resterà nel tempo. I consigli di presidenza hanno messo un punto fermo'', ha aggiunto. La seconda carica dello Stato si è poi rivolta ai giornalisti chiedendo ''un aiuto a vedere le cose bene, quelle vere, e a sottolineare lo sforzo fatto da Camera e Senato con un consenso unanime. Non è un cedimento a nessuno - ha sottolineato Marini - è un lavoro che non finisce qui. Non si deve deliberare solo sui vitalizi, ma su tante cose ancora''.
Infatti, i tagli ai costi parlamentari dovrebbero continuere nella prossima legislatura in modo più consistente.

Di seguito gli interventi decisi dagli uffici di presidenza di Camera e Senato.
Soppressione delle contribuzione volontaria - A regime porterà un risparmio del 25 per cento all'anno. Uno dei tanti privilegi dei parlamentari era quello che bastava fare due anni, sei mesi e un giorno di legislatura per avere diritto alla pensione-vitalizio. Il parlamentare doveva solo provvedere da solo a versare i contributi e tra i 60 e i 65 anni di età si porta a casa circa tremila euro di pensione. Questo non sarà più possibile, ''a partire dalla prossima legislatura'' si affretta a spiegare il senatore Nieddu, uno dei questori del Senato che con Galante e Albonetti (questori della Camera) hanno lavorato sul pacchetto dei tagli.

Modifica dell'importo dell'assegno di vitalizio - In pratica è la nuova tabella in base alla quale è deciso l'importo del vitalizio. Il nuovo sistema prevede una misura minima pari al 20 per cento dell'indennità parlamentare lorda se il deputato o il senatore hanno fatto almeno cinque anni effettivi di mandato. E ne prevede una massima pari al 60 per cento dello stipendio (che si aggira sui 14 mila euro) quando il deputato ha fatto almeno quindici anni effettivi di mandato. La nuova tabella, in vigore anche questa dalla prossima legislatura, dovrebbe portare a regime un risparmio di circa 2,5 milioni di euro all'anno. Nessuna di queste misure è ovviamente retroattiva.

Estensione dell'istituto della sospensione dell'assegno vitalizio - Cioè no all'accumulo di vitalizi e indennità. Questa norma, in pratica, impedisce che l'ex deputato che ha diritto al vitalizio e che va a ricoprire altri incarichi pubblici, vada a sommare vitalizi, indennità o altri gettoni. Insomma, i soldi dall'amministrazione dello Stato si prendono una volta sola. Troppi se ne sono visti, e se ne vedono, di amministratori e politici che accumulano soldi grazie agli stipendi pubblici. L'elenco delle incompatibilità è lungo venti punti. E passa in rassegna tutte le cariche elettive o di governo da palazzo Chigi all'ultimo degli enti locali passando per la Rai, le varie Authority e Commissioni. Questa misura entra in vigore il primo gennaio 2008 e, una volta a regime, porta a un risparmio di otto milioni di euro all'anno.

Abolizione dei rimborsi spese dei viaggi per aggiornamento professionale - Ogni deputato o senatore ha diritto a 3 mila e cento euro all'anno di rimborsi per essere più colto e aggiornato. ''E dire che ce ne sarebbe tanto bisogno'', ha detto il presidente Bertinotti. Pazienza, tutto tagliato, soppresso. Per un risparmio di circa due milioni di euro all'anno.

Per tutti quelli che, dopo aver letto le norme, hanno avuto la sensazione che la solita montagna abbia partorito il solito topolino, Fausto Bertinotti ha detto: ''E' un atto importante. Abbiamo scelto di lavorare in progress per dare subito segnali concreti di ascolto all'antipolitica''. Marini ha poi spiegato che ''il Senato ha deciso di avviare una Commissione di indagine sui costi della politica'' e che il ''lavoro è appena cominciato''.
Riassumendo: il presidente del Consiglio Romano Prodi aveva messo la riduzione dei costi della politica tra il decalogo della fiducia al suo governo a febbraio scorso. Prima della pausa estiva la situazione è la seguente: il governo ha proposto un taglio di un miliardo e trecento mila euro tra riduzioni e accorpamenti di enti locali, comunità montane, auto blu e telefonini. Il testo dovrebbe essere approvato dall'ultimo Consiglio dei ministri prima dell'estate, il 3 agosto. Camera e Senato cominciano con un taglio di 60 milioni di euro all'anno a partire però dalla prossima legislatura.
Speriamo che si vada avanti.

- ''Quanto costa la commissione anti-sprechi?'' di G. A. Stella e S. Rizzo

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24 luglio 2007

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